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2013 SCATTA LA DEROGA AL CONFERIMENTO IN DISCARICA

NEL 2013 NON SCATTA LA DEROGA AL CONFERIMENTO IN DISCARICA DEGLI SCARTI AD ALTO POTERE CALORIFICO: CONSIGLI PRATICI PERCHE’ QUESTO DIVIETO NON SIA UN NUOVO VIATICO PER GLI INCENERITORI IN CRISI.
A differenza di ogni anno l’anno nuovo non ha portato la deroga al conferimento in discarica per gli scarti aventi oltre  13000 Kj/Kg di “potere calorifico”. Ciò viene già strumentalizzato per spingere gli inceneritori ultimamente in forte crisi di “motivazione”. Occorre demistificare almeno due aspetti:
non è affatto vero che questo obbligo al non conferimento in discarica di tali scarti (ribattezzati con la solita “astuzia mediatica” “rifiuti combustibili”) DIPENDA DALLA NORMATIVA EUROPEA. Essa era stata introdotta dall’allora ministro Matteoli nel dlgs 36/03/art.6 in aggiunta al dettato europeo CHE PIU’ SEMPLICEMENTE VIETA IL CONFERIMENTO IN DISCARICA DI RIFIUTI PRIVI DI PRETRATTAMENTO.
IL PROBLEMA VERO E’ QUINDI DI PROSEGUIRE NEL CONFERIRE IN DISCARICA rifiuti non trattati come continua ad avvenire per esempio in discariche come quelle di Peccioli (PI) la cui attività in aperta difformità verso la normativa europea che vieta la messa a discarica della frazione putrescibile è andata invece avanti attraverso discutibili deroghe…staremo a vedere che succederà in quel caso visto che l’organico (e i residui cellulosici) potranno ancora andarvi ma in forma stabilizzata attraverso pretrattamenti adeguati (non limitati alla tritovagliatura).
Invece di gridare “al lupo al lupo” come sta facendo la CISPEL toscana che invoca gli inceneritori le regioni dovrebbero immediatamente imporre IL PRETRATTAMENTO e derogare (hanno il potere di farlo) la parte di normativa relativa al potere calorifico. D’altronde, per esempio, la carta e le plastiche ed il legno  pur provenienti da recupero meccanico
possono essere recuperati (insieme a metali e vetro) attraverso IMPIANTI DI SCREENING MECCANICO (ormai definiti “fabbriche dei materiali”) ed avviati (nel caso delle plastiche miste) a sezioni di estrusione e stampaggio. Questo sistema è certamente meno impattante e più efficace ai fini del recupero di energia (sempre maggiore quando si recupera la materia) se comparato con l’incenerimento dei rifiuti. Inoltre quando ormai si sta scoprendo che nel “cassonetto c’è una miniera” bruciare carta, plastiche e legno è davvero sciocco e per certi aspetti (sanitari ed ambientali) addirittura criminale.
Rossano Ercolini