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Conferenza Zero Waste Europe a Lubiana, 21-24 aprile 2016

Conferenza Zero Waste Europe a Lubiana, 21-24 aprile 2016

(Foto: https://www.flickr.com/gp/142191391@N04/3q2m8L)

Le tre giornate di conferenza hanno messo insieme due grande eventi: il primo incontro europeo del progetto portato avanti la fondazione Zero Waste Europe e che si concentra sulla municipalità che hanno aderito a Rifiuti Zero in tutta Europa; il secondo è il meeting annuale della fondazione, in cui i membri di tutte le associazioni e gruppi nazionali e regionali si ritrovano per discutere, condividere e fare il punto della situazione dei propri paesi e dell’iter che insieme stiamo seguendo con Zero Waste Europe. Partecipa al meeting anche la delegazione italiana in rappresentanza di Zero Waste Italy composta da Rossano Ercolini, Patrizia Lo Sciuto e Marta Ferri.

La giornata di conferenza sulle Zero Waste Municipalities viene aperta da Erika Oblak, presidente dell’associazione organizzatrice dell’evento, Ecologist without Borders. Nel suo discorso ricorda come Rifiuti Zero sia un obiettivo raggiungibile tramite la collaborazione di tutti i rappresentati della società civile di una comunità: la popolazione, la classe politica e quella imprenditoriale e dei produttori. Lubiana, ne è un esempio calzante in quanto – dopo aver dismesso il progetto di un mega inceneritore – è divenuta la prima capitale europea ad aver dichiarato l’obiettivo Rifiuti Zero.

Prendiamo spunto per ringraziare Ecologists without Borders per il grande raggiungimento e il lavoro di collaborazione con il governo cittadino di Lubiana che ancora sta portando determinatamente avanti.

L’intervento di Rossano Ercolini, in veste ufficiale di presidente di Zero Waste Europe, si concentra circa l’importanza del movimento grassroots che sta alla base delle azioni di Zero Waste in tutto il mondo. “Un movimento che ha una grande spinta dal basso ha il potere di coinvolgere la leadership politica e il mondo delle industrie, verso la creazione di un sistema di economia circolare”, dice Ercolini. Nel suo discorso cita anche il progetto Life Eco-Pulplast, che vede coinvolti Zero Waste Europe e alcune importanti realtà di ricerca e imprenditoriali di Lucca, provincia di cui fa parte la municipalità di Capannori.

Gli interventi del Sindaco di Lubiana, Zoran Jankovic, e della Ministra dell’Ambiente slovena, Irena Majcen, si focalizzano invece sull’importanza non solo della collaborazione ma anche del compromesso di una comunità per il raggiungimento di un obiettivo comune: uno stile di vita più sostenibile, in termini ambientali, sociali ed economici.

Lubiana ha dichiarato l’obiettivo Rifiuti Zero nel 2015, insieme alle altre comunità slovene di Vhrnika, Borovnica e Log Dragomer. La capitale e con lei la Slovenia intera, ha rinunciato così alla costruzione di un mega inceneritore, incrementando e migliorando il sistema di raccolta differenziata e di riduzione dei rifiuti.

La città di Lubiana è stata definita la Green Capital del 2016. Oltre ad alcune delle buone pratiche portate dall’adesione a Rifiuti Zero, come l’apertura di un grande Centro per il Riuso e di isole ecologiche, la capitale – negli ultimi 10 anni – ha dato grande rilevanza anche ad altri temi di sostenibilità ambientale: spazi verdi e parchi fanno parte del centro cittadino, ogni quartiere ha uno spazio comune all’aperto attrezzato, le biciclette sono uno dei mezzi di locomozione più incentivato – da notare le diverse stazioni per auto-riparazione per bici presenti in città, così come le ciclo-officine popolari -. Il centro storico è inoltre completamente pedonale, dando ampio spazio ad eventi di strada e mercati di vario genere. All’interno delle aree pedonali vi sono una sorta di taxi gratuiti elettrici, prenotabili con un semplici cenno della mano mentre si cammina per strada.

Il Prof. Paul Connett, uno dei padri della filosofia Rifiuti Zero e grande promotore di alternative all’incenerimento, conclude la prima parte della mattinata con un intervento ispirante sul senso del movimento Zero Waste. “Il movimento grassroot di Zero Waste mette in atto azioni politiche concrete. È la richiesta e, allo stesso tempo, la spinta per il cambiamento e l’ottenimento di un obiettivo comune. Abbiamo bisogno di persone, non di oggetti e sicuramente non di rifiuti! Sono le comunità che salveranno il mondo, tramite le loro azioni quotidiane, capaci in modo naturale di promuovere un percorso di empowerment poiché coinvolgenti l’intera società civile”.

Durante questi tre giorni di meeting, Paul Connett è stato insignito di un “premio alla carriera Zero Waste”: il suo grande contributo a numerosissime lotte contro inceneritori ha fatto in modo di fermare più 300 inceneritori nel mondo in più di trent’anni di attivismo. Il Prof. Connett ha dimostrato l’effettività della strategia Zero Waste con semplici parole, contribuendo verso la costruzione di una società civicamente sostenibile. Cogliamo anche qui l’occasione di ringraziare il Paul Connett per la sua costante presenza, amicizia e forza d’animo con cui investe e coinvolge anche le comunità italiane che si appellano a lui.

Enzo Favoino – direttore scientifico di Zero Waste Europe – coordina la sessione di interventi dal nome “Policies on local level”, con protagonisti i rappresentati di alcune delle comunità Rifiuti Zero europee.

Apre la discussione Stojan Jakin, sindaco di Vhrinka, la prima municipalità slovena ad aver dichiarato Zero Waste in seguito all’illuminata e temeraria decisione del governo cittadino di chiudere la discarica cittadina. La loro politica si basa espressamente sulla riduzione dei rifiuti, arrivando a ritirare l’indifferenziata due volte al mese. Matteo Francesconi, assessore all’ambiente del comune di Capannori, eccellenza italiana e prima comunità europea ad aver dichiarato con successo l’obiettivo Zero Waste, mostra i vari servizi che il comune mette in atto seguendo le buone pratiche e agendo verso un sistema di economia circolare. L’intervento di Joze Gregoric, direttore commerciale dell’azienda dei servizi Snaga, di Lubiana, spiega come l’azienda – oltre a servire la città con la raccolta porta-a-porta e la creazione di isole ecologiche, porta avanti campagne contro lo spreco di food waste, e per la prevenzione della creazione di rifiuti tramite l’educazione ai cittadini ad un consumo etico e sostenibile. Gregoric sottolineata l’importanza dei centri di riuso in termini di riduzione dei rifiuti e facilitazione dei servizi di smaltimento. In questo senso, i centri di riuso aiutano anche a ridurre i costi per una comunità. Lubiana ha infatti posto da subito l’accento non solo sull’importanza di riciclare correttamente i materiali, ma, soprattutto, sulla necessità di ridurre i rifiuti drasticamente. Inoltre, è stata annunciata la prossima l’apertura del primo punto vendita sloveno di prodotti sfusi e di filiera corta. Conclude la sessione Tihana Jalacic, rappresentante di Prelog, la prima municipalità croata ad aver dichiarato Zero Waste, raccontando i primi passi compiuti dalla sua comunità.

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Di grande interesse sono stati anche gli interventi dei progetti di impresa che vedono applicare alcune delle buone pratiche a Rifiuti Zero.

David Franquesa, fondatore di eReuse.org (Electronic Reuses), spiega come il suo progetto, divenuto una start up in collaborazione con l’Universitat Politècnica de Catalunya, sia riuscito a mettere insieme un pacchetto di strumenti e servizi open-source scaricabili e condivisibili – anche tramite l’omonima app – con l’obiettivo di aumentare la vita degli oggetti elettronici, scomponendoli e riparandoli. Questo non solo incrementa pratiche di economia circolare, risparmio di risorse naturali e riduzione di rifiuti (ricordiamo che i RAEE sono rifiuti speciali), ma assicura la tracciabilità di questi oggetti fino al riciclo certificato di questi. Infatti, ad oggi, una gran parte di rifiuti elettronici sembra sparire dai circuiti convenzionali europei, andando a finanziare i mercati illegali di vendita e riciclaggio asiatici, sub-sahariani e latinoamericani.

Francesca Paoli, invece, è intervenuta in rappresentanza di Selene, l’azienda capofila nel progetto Life Eco-pulplast, che vede come partner anche il Centro di Ricerca Lucense, Ser.veco e la fondazione Zero Waste Europe. Paoli illustra i punti salienti del progetto che ha come obiettivo principale la creazione di sinergia tra realtà produttive e di ricerca diverse verso un sistema di economia circolare. In particolare, il progetto Life Eco-Pulplast mette in campo expertise e know how attinenti alla produzione e alla lavorazione di materiali diversi, dimostrando come da uno scarto speciale – e dal costosissimo conferimento – come il pulper delle azienda cartarie, si può creare qualcosa di nuovo; in questo caso, un pallet componibile, grazie al know how di un’azienda che ha esperienza nella lavorazione di plastiche anche di seconda vita. Per maggiori informazioni si veda il sito del Progetto Life: www.life-ecopulplast.eu.

I due giorni successivi hanno dato luogo al meeting di Zero Waste Europe che, come ogni anno, si conferma momento di scambio di esperienze, azioni e expertise che gli attivisti Zero Waste mettono in campo in gran parte dei paesi europei. Sono presenti le organizzazioni che aderiscono a Zero Waste Europe di paesi quali: Slovenia, Italia, Francia, Spagna, Nord Irlanda, Inghilterra, Bulgaria, Olanda, Belgio, Polonia e Ungheria.

Questo meeting è stato inoltre lieto teatro dell’annuncio ufficiale dell’adesione anche di Grecia, Bielorussia, Macedonia e Croazia alla famiglia Zero Waste europea.

Joan Marc Simon – direttore esecutivo di ZWE -, Mariel Vilella – vice direttrice -, Ferran Rosa – ZWE, ufficio di Brussels -, Matt Franklin – ZWE ufficio di Manchester – illustrano i successi e le attività della fondazione nel 2015 e i nuovi progetti in atto per l’anno in corso.

Il focus sulla formazione sulla filosofia-strategia Rifiuti Zero si conferma fondamentale tramite la redazione di Casi Studio (scaricabili cliaccando qui) e l’organizzazione di viaggi-studio per delegazioni internazionali interessate a visitare alcune delle best practices presenti in Europa (citiamo le italiane Milano, Contarina e Capannori).

A livello di policy, fra le molte attività, l’ufficio di Brussels conferma il suo impegno nel seguire la promulgazione di un pacchetto per un sistema di economia circolare soddisfacente da parte della commissione EU competente. Inoltre, azioni, sia concrete che a livello di policy, saranno intraprese circa la campagna internazionale per bandire l’uso di plastiche non riciclabili, in primis le buste di plastica.

Seguendo l’importanza data alla coordinazione locale-globale nella filosofia Zero Waste, ZWE rinnova il suo impegno nel dare rilevanza alle realtà di lotta o best practices locali, non solo implementando la coordinazione del network delle municipalità Rifiuti Zero europee, ma dando rilevanza a quelle esperienze definite da Paul Connett “i tanti piccoli ‘zero’”, ossia quelle comunità che non hanno dichiarato l’adesione alla strategia, ma rappresentano un esempio di best practices, come Milano, divenuta ormai meta di visite internazionali per il suo sistema di raccolta e gestione del rifiuto organico. In questo senso, oltre ai casi studio di grande successo, è stata lanciata l’idea di collegare alla mappa delle municipalità Zero Waste una sorta di database delle buone pratiche relativa anche alle comunità non ancora Rifiuti Zero.

L’intervento di Mariel Vilella, a conclusione della giornata, si è focalizzato sul ruolo delle municipalità Zero Waste in Europa nella transizione verso un sistema economico basato su una politica “low carbon”. Ancora una volta, l’importanza data alla società civile nei processi di cambiamento – ambientale, politico ed economico – si posa alla base delle azioni di Zero Waste.

Il meeting di Lubiana ha sicuramente confermato l’interesse e l’importanza dimostrata verso pratiche di sostenibilità da parte della società civile e della classe politica nella maggior parte dei Paesi del nostro continente, che è fra i maggiori promotori di un cambiamento globale in termini ambientali e civili all’interno del contesto mondiale di Zero Waste.

Per Zero Waste Italy

Marta Ferri