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IL GASSIFICATORE ENI CON I RIFIUTI DA FIRENZE COLPITO E AFFONDATO… MA ATTENZIONE A NON SCIVOLARE SULL’OLIO!

La notizia è di quelle importanti: l’impianto di gassificazione ENI che avrebbe dovuto produrre metanolo dai rifiuti di Firenze non si farà. Così la Regione Toscana che aveva in proposito, due anni fa, firmato un protocollo smentisce se stessa nella nuova conduzione Giani. Ancora una volta aver sciorinato i numeri di un’operazione tutt’altro che ascritta dentro i dettami dell’economia circolare come abbiamo fatto promuovendo una riuscita manifestazione a luglio e sensibilizzando tutti i candidati a presidente nelle ultime elezioni regionali ha dato i suoi frutti. Questo fa certo tirare un sospiro di sollievo, tanto più che il suddetto progetto campeggiava ancora nella seconda versione del 29 dicembre della bozza di governo riguardante il piano di ripresa e resilienza. ma non è giunto ancora il momento di rilassarsi visto che la bioraffineria da olii combustili (che sembra caldeggiata anche dai sindaci di Livorno e Collesalvetti) continua a rappresentare un’incognita non certo priva di insidie sanitarie e ambientali. Quali sarebbero questi olii non ben definiti? Olio di palma, olii comunque legati a “colture dedicate” che sottraggono suoli alla coltivazione di cibo provocando il fenomeno denunciato anche dalla FAO del Land Grabbing ? Se fosse così il progetto per quanto ci riguarda sarebbe irricevibile in quanto foriero anche di inquinamento e non secondari rischi sanitari.
Altro, sarebbe, se si trattasse di flussi locali e limitati di olii vegetali provenienti dalle raccolte differenziate da trasformare in carburanti e meglio ancora in prodotti solidi per l’igiene. Affermare con superficialità come fa eni che starebbe riducendo il ricorso all’olio di palma (per passare agli olii di colza e/o di girasole?) non chiarisce ancora la natura di questa nuova direzione. i sindaci dovrebbero esere più cauti nel “cantar vittoria” visto che al momento il nuovo approccio appare a dir poco nebuloso ed ambiguo.. È ovvio che per quanto riguarda il ricorso ai fondi del Recovery Plan nell’ipotesi di utilizzo di olii che presuppongono combustibili da coltivazioni dedicate esso sarebbe fuori dai criteri ammissibili che l’UE si accinge a formalizzare e, ovviamente, fuori anche dai dettami dell’economia circolare. Una battaglia è stata vinta… Attenzione a non perdere la “guerra”.

Rossano Ercolini, presidente di Zero Waste Europe e di Zero Waste Italy