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Rifiuti Zero e le azioni di empowerment su rete nazionale

Rifiuti Zero e le azioni di empowerment su rete nazionale

Una delle maggiori azioni indirette che Rifiuti Zero può attuare sul territorio a livello sociale è quello di farsi strumento della popolazione nell’esercitare il diritto di decisione sulla propria terra. Questo potere di azione, che si concretizza sia nelle “lotte di strada”, come manifestazioni e presidi, sia in azioni propositive come raccolte firme, feste e mercatini, organizzazioni commerciali relativi alle buone pratiche, può essere definito empowerment. Con questo termine viene indicato un processo di crescita, sia dell’individuo che del gruppo, basato sull’incremento della stima di sé, della consapevolezza e dell’autodeterminazione in relazione al potenziale delle proprie azioni. Questo processo porta ad un rovesciamento della percezione dei propri limiti in vista del raggiungimento di risultati superiori alle proprie aspettative. Questo lo si può trovare sia a livello di comitati locali di gruppi di attivisti, sia a livello di imprese che coordinano una rete su scala nazionale.

Nei seguenti due articoli parlerò dei due contesti di organizzazione nazionale che, agendo dal locale al globale e portando avanti Rifiuti Zero, contribuiscono alla creazione di un assetto sociale, politico ed economico che portano empowerment: la collaborazione tra Rifiuti Zero e ANPAS e l’azione della Filiera Hotel e Ristoranti Rifiuti Zero.
Entrambe queste realtà sono radicate sul territorio, portando avanti Rifiuti Zero come strumento di miglioramento della vita e di lotta sociale. I domini chiamati in causa qui sono quelli di cittadinanza attiva e partecipazione politica dal basso, che delineano strutture cooperanti (come nel caso di ANPAS) o derivanti (la Filiera) da Rifiuti Zero. In queste azioni di empowerment, Rifiuti Zero viene vista sia come filosofia che come agente propositivo di azione sul territorio, anche in campo commerciale oltre che sociale ed educativo.

Sempre nell’ottica di “far rete”, nel periodo a cavallo fra maggio e giugno Zero Waste Italy ha organizzato il Giro d’Italia in bicicletta delle buone pratiche a Rifiuti Zero#ZWtour.
Logo Giro
Il nostro intrepido biker Danilo, già attivo per Rifiuti Zero su Milano, ha pedalato per mezza Italia, da Bolzano a Sorrento, consegnado le Nominations Rifiuti Zero ad aziende, cooperative e start up che basano il proprio lavoro sulla messa in atto di una (o più) buona pratica. Come lui stesso dice nella nostra intervista via Skype, l’idea del Giro gli è balenata prendendo spunto da un amico che, per altre questioni, aveva affrontato un tragitto simile con una bicicletta a pedalata assistita. “Ho pensato che un’esperienza simile potesse essere utile nel contesto Rifiuti Zero, collegando tutte quelle realtà che, tramite la messa in atto in buone pratiche, sono un esempio concreto di sostenibilità – sia a livello commerciale che sociale, ndr -, dando loro visibilità e collegandole a vicenda. Magari, conoscendosi, potranno venir fuori progetti che mettano in sinergia ognuna di queste esperienze”.
Il Giro d’Italia delle buone pratiche può essere annoverato fra quelle azioni Rifiuti Zero che, per mano di zero wasters, creano un contesto di empowerment. In questo caso sembra che siano stati lanciati i presupposti per la promozione di azioni di empowerment reticolari, creando – e sono parole di Danilo stesso – sinergia fra realtà che, per ragioni diverse che possono andare dal risparmio economico alla filosofia di vita, stanno promuovendo lo stesso punto: lavorare per una società sostenibile.