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Scarpa ecologica? Si, grazie. Un progetto di Capannori

CAPANNORI (Lucca), 21 luglio – Circa il 20% del rifiuto indifferenziato prodotto a Capannori è costituito da scarpe. Un dato significativo sul quale il centro di Ricerca Rifiuti Zero del Comune, che da tempo ha avviato uno studio sui materiali presenti nei sacchetti del cosiddetto residuo, conferiti a Salanetti, insieme all’amministrazione comunale e al Ceseca intende lavorare per trovare soluzioni alternative alla calzatura classica con lo studio di una scarpa ecologica. Ne hanno parlato in un incontro svoltosi alcuni giorni fa nella sede del Ceseca di Segromigno in Monte l’assessore alle attività produttive, Maurizio Vellutini, DanieleDel Grande, direttore del Ceseca e Rossano Ercolini, coordinatore del Centro di Ricerca Rifiuti Zero del Comune di Capannori, presente insieme ad un altro membro del Centro, Luca Roggi. “Capannori – spiega l’assessore alle attività produttive, Maurizio Vellutini -, sede di uno dei più importanti distretti calzaturieri, potrebbe essere il Comune capofila di un nuovo progetto sperimentale per lo studio di una scarpa ecologica, una scarpa, cioè, facilmente riparabile e quindi riutilizzabile e prodotta con materiali e processi di lavorazione del tutto naturali ed eco compatibili. L’importante occasione per lo ‘star up’ di un progetto sperimentale è data dal Polo Tecnologico di Segromigno che sarà ultimato entro l’anno. Al suo interno infatti conviveranno i laboratori del Ceseca e l’attività del centro di ricerca rifiuti zero. Sono certo – prosegue Vellutini – che potrà nascerne una collaborazione proficua. Il momento potrebbe essere proprio quello giusto, poiché in Europa sta emergendo un filone produttivo di calzature eco compatibili e la Comunità Europea, anche per cercare di favorire lo sviluppo di queste calzature a produzione locale, interverrà con finanziamenti ‘ad hoc’. La produzione di scarpe ecologiche potrebbe essere una produzione di ‘nicchia’ in grado di favorire la nascita di nuove imprese del territorio sempre che, naturalmente, il prodotto sia sostenibile non solo dal punto di vista ambientale ma anche da quello economico creando così nuove opportunità di lavoro per i giovani”. “Questa collaborazione tra il Ceseca e il Centro di Ricerca Rifiuti Zero del Comune -continua l’assessore Vellutini – interessa particolarmente all’amministrazione perché sarebbe un primo importante esempio di come per ridurre i rifiuti si possa intervenire a monte andando a incidere sul processo produttivo di uno dei nostri più importanti distretti, quello calzaturiero”. “Il nostro Comune, così come ha già fatto con la Strategia Rifiuti Zero, vuole essere tra i primi a far parte di questo nuovo modo di concepire i processi produttivi, una linea di pensiero di cui si parlerà nei prossimi giorni a San Diego, in California in un incontro internazionale della Crra la più importante associazione per il recupero e il riciclo degli Usa, alla quale è stato invitato a partecipare il nostro coordinatore del centro rifiuti zero Rossano Ercolini”