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‘Sharing Knowledge’ – Parte prima: i corsi di formazione nazionali

‘Sharing Knowledge’ – Parte prima: i corsi di formazione nazionali

I corsi di formazione nazionali sulla strategia Rifiuti Zero sono importanti principalmente per due motivi: in primo luogo perchè con l’analisi dei Dieci Passi, spiegati da relatori esperti, si contribuisce ad un’accurata conoscenza della strategia; in secondo luogo perchè l’incontro fisico fra persone interessate ad approfondire questa strategia permette di creare una rete Rifiuti Zero, o solidificarla laddove già esistente.


Cosa, chi, come, quando e perchè
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Che cosa è un corso di formazione Rifiuti Zero? Solitamente una full immersion sulla strategia a cui possono partecipare tutti con un contributo di iscrizione variabile.
Organizzato dalla Zero Waste Italy e dal Centro di Ricerca, si tende a farne almeno uno all’anno della durata di un week a Capannori, luogo di “incubazione” e primo comune aderente a Rifiuti Zero in Italia. È poi possibile che altre giornate di formazione vengano organizzate in altre città nel corso dell’anno, come ad esempio è successo a Catania questo gennaio.
Il corso di formazione ha lo scopo di approfondire la strategia tramite una concentrata analisi sui Dieci Passi: per ogni Passo un relatore competente nella materia trattata.
Spesso chi interviene è anche uno zero waster, come Ercolini stesso, generando così una dicotomia “relatore-attivista” che dimostra come l’expertize si metta al servizio anche della formazione su Rifiuti Zero, e non sia solo attiva sul piano progettuale e di ricerca.

A dicembre scorso, ho partecipato al corso di formazione nazionale fatto a Vorno (Capannori). Non lo feci solo come membro del Centro di Ricerca, ma soprattutto perchè volevo ascoltare, visto che le nozioni sono tante e avere un ripasso ogni tanto non fa mai male. Notai che la competenza e l’alternanza di molti relatori rendeva la full immersion sì estremamente densa di contenuti, ma altrettanto veloce, tanto da poter snocciolare i diversi argomenti che costituiscono la strategia. Se il sabato è stato dedicato all’analisi dei Dieci Passi, il concetto chiave della domenica fu quello delle “buone pratiche”: impiegate sul piano industriale e commerciale, certe buone pratiche hanno dato inizio ad aziende e società come la filiera di Hotel e Ristoranti verso Rifiuti Zero, la Ri.Techno.R di Occhiobello (Rovigo) e la DISMECO di Marzabotto (Bologna).

Attivisti, amministratori, referenti industriali e tecnici gomito a gomito - week end di Formazione, Vorno (Capannori) 2013

Attivisti, amministratori, referenti industriali e tecnici gomito a gomito – week end di Formazione, Vorno (Capannori) 2013


La sala affittata presso il convento delle Dorotee di Vorno, baroccamente religiosa, era piena della popolazione più varia che l’Italia possa offrire. Proveniente da tutto il Paese, la platea seduta sulle comode sedie di velluto rosso, sulle panche di legno scuro, per terra e addirittura in piedi, era costituita da attivisti di ogni età, amministratori di vario grado, tecnici aziendali, referenti industriali. A vedere quella sala è parso evidente come Rifiuti Zero non sia intrigante solo per chi è sempre stato attento alle tematiche ambientali, ma per chiunque abbia un qualche interesse – che sia etico, economico o di prestigio – a trovare un’alternativa nel gestire le abitudini quotidiane che siano proprie, di una città o di un’azienda.

Condivisione di conoscenza
Come dice il titolo, i corsi di formazione sono essenzialmente questo: condivisione di conoscenza. Non solo un passaggio di nozioni ed informazioni da parte dei relatori alla platea, ma uno scambio di sapienze fra i vari partecipanti all’incontro. Tale scambio può avvenire in diversi modi: che sia fare quante più domande vengano in mente, condividere un’esperienza, o anche il più diretto chiedere una soluzione ad un problema concreto presente in un dato luogo agli esperti presenti.

Lo sharing knowledge è quindi comunicazione. Infatti, tornando sempre all’esempio di Vorno, importanti quanto le ore effettive di corso, sono state quelle dei pasti: è lì che vi è infatti una comunicazione più informale, dove il semplice chiacchierare può diventare un approfondimento dei temi trattati e, soprattutto, si ha la possibilità di incontrarsi faccia a faccia. In un contesto vasto quanto un Paese come lo è Rifiuti Zero in Italia, dove la maggior parte delle relazioni avvengono tramite email, Facebook e telefonate, il conoscersi e misurarsi di persona è un evento raro. Ciò può avvenire alle assemblee nazionali o ad altri eventi di ampio raggio, ma ad un corso di formazione può prendere connotati diversi: infatti, presenti vi saranno non solo attivisti ma anche amministratori, industriali, tecnici di aziende che si occupano della gestione dei rifiuti. Quindi non c’è solo un consolidarsi di relazioni fra attivisti già iniziate telematicamente, ma si può andare a creare anche un intreccio di conoscenze nuove e con personaggi che a volte si possono trovare “al di là della barricata” – per così dire – nelle varie lotte locali che Rifiuti Zero affianca. C’è così la possibilità di creare relazioni che non potrebbero nascere in nessun altro posto se non in un corso di formazione, dove tutti sono sullo stesso piano, garantendo toni costruttivi a discussioni e scambi di idee.

Relatori all'ascolto - week end di Formazione a Vorno (Capannori), dicembre 2013

Relatori all’ascolto – week end di Formazione a Vorno (Capannori), dicembre 2013


A questo proposito, ricordo un’attivista che viveva in una fattoria comunitaria nel fiorentino, con idee e stile di vita che potrebbero essere definite alternative. E di sicuro lo erano rispetto al tecnico di un’azienda di gestione di rifiuti di Palermo con cui la vidi spesso parlare animatamente alle pause pasto. Tale animazione da parte di entrambi era tutt’altro che segno di incompatibilità intellettuale: alla fine del week end si scambiarono i contatti e il tecnico dichiarò chiari propositi riguardo al cercare di introdurre la strategia Rifiuti Zero nella sua zona di competenza.
Lo sharing knowledge non è quindi solo un semplice approccio unidirezionale e scolastico alla questione, bensì uno scambio effettivo di esperienze, informazioni, conoscenze scientifiche e umane, stili di vita. È il mettere tutti sullo stesso piano, è il concentrarsi in modo propositivo sulle problematiche ambientali in zone spesso critiche. È il fare rete: è dimostrare ai vari attivisti provenienti da tutta Italia che non sono soli, che come loro ci sono altri che lottano in circostanze e per cause simili o che hanno già vinto; è il dimostrare in modo tecnico e scientifico ad amministratori e aziende che un’alternativa a sistemi più drastici come trattamento termico e ampliamento di una discarica, esiste.

I risultati del week end a Vorno sono stati tanto soddisfacenti, sia dal punto di vista concettuale che sociale, che il Centro di Ricerca e Zero Waste Italy hanno dichiarato tutto il loro interesse ad organizzare almeno due corsi di formazione l’anno. Dalle numerose richieste avanzate soprattutto dagli amministratori riguardo l’organizzazione di incontri con esperti Rifiuti Zero è stata poi lanciata l’idea di creare uno staff Rifiuti Zero, composto da trainers specializzati nei Dieci Passi e disponibili a lavorare su richiesta. Per quanto sia ancora un work in progress, questo significherebbe il poter disporre di una squadra di specializzati, che potrebbe andare a sopperire a tutte quelle chiamate che i pochi attivisti “tuttologi” delle tematiche Rifiuti Zero non riescono a ricoprire.