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Zero Wasters d’Italia

Zero Wasters d’Italia

Vi voglio raccontare di un viaggio. Un viaggio non solo mio, ma di molti. Non è quel che si dice una gitarella fuori porta: la strada è ardua e dietro ad ogni passo compiuto c’è una lotta, una marea infinita di parole e discussioni, giornate passate al gelo o in tossicchianti vagoni Trenitalia e tempo rubato alla vita personale. Eppure è un bel viaggio. Si incontra gente allegra e motivata, di cultura pratica o accademica, si ottengono soddisfazioni notevoli nel raggiungere certe mete, si lavora attivamente per rendere giustizia alla propria terra bella e martoriata, si formano le generazioni future e si informano quelle attuali. Questo è Rifiuti Zero: un viaggio nel quale quanto l’obiettivo finale stesso, è il cammino che conta, i “Passi” fatti.
Questa rubrica ha il compito di condividere le esperienze dei molti che stanno lottando, organizzando, vivendo Rifiuti Zero, intesa non solo come strategia da applicare per avere una buona e corretta gestione dei rifiuti, ma anche come filosofia che porti ad una società sostenibile e, perchè no? Felice.


Chi sono gli “zero wasters”?

In molti hanno già intrapreso questa strada senza nemmeno sapere cosa Rifiuti Zero fosse, avvicinandosi perchè il corso naturale degli eventi e dei loro interessi li ha condotti a conoscerla. Altri, invece, interrogandosi su un modo attivo di combattere inceneritori, discariche e pirolisi, hanno trovato in Rifiuti Zero una soluzione alternativa, divenendo così promotori di idee e non più negatori sterili a quello che molto spesso viene vezzeggiato come “progresso”.
Le storie, osservazioni, interviste qui condivise sono frutto di una ricerca antropologica su un nuovo tipo di “animale” sociale: lo zero waster. Tecnologico e all’avanguardia per quanto riguarda la condivisione di informazioni e la connessione con il mondo, che impiega le proprie capacità e conoscenze nell’impegno civile o che, da autodidatta, impara tecnicismi amministrativi, legali, ingegneristici e scientifici. Lo zero waster agisce su piattaforme micro e macro, localmente e globalmente, viaggia e accoglie viaggiatori a sua volta; non si arrende nonostante rimbalzi sui proverbiali “muri di gomma” politici e non accetta la disinformazione della popolazione. Lo zero waster sa che di questo viaggio è il “passo dopo passo” che conta, il ricercare sempre il modo e la novità per poter raggiungere l’obiettivo: che all’inizio potrà essere la chiusura di un inceneritore o la partenza della raccolta porta a porta, ma con il tempo potrà divenire l’apertura di un centro di riuso, di un centro di ricerca, tutto per arrivare a capire come raggiungere la meta, considerata da molti utopica, il non produrre più rifiuti.
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Dietro la Rubrica, la Ricerca: il movimento Rifiuti Zero in Italia
Lo scopo di questo progetto, portato avanti in collaborazione con il Centro di Ricerca Rifiuti Zero di Capannori, è quello di capire chi sono gli attivisti connessi a questo movimento in Italia, come si organizzano e in che modo i vari gruppi si relazionano fra loro. Si parla quindi di “rete”, ossia quell’entità sociale che ha il compito di collegare e connettere il più piccolo comitato concentrato sulla propria lotta locale alla sfera nazionale, passando – dove è presente – dal network regionale. La Rete Rifiuti Zero è un argomento complesso nel nostro Paese, poiché costituita da movimenti nati dal basso (bottom-up) – spesso come risposta ad un cambiamento sentito come una minaccia -, non si presenta con i connotati tradizionali di una gerarchia associazionistica. Al contrario di quel che succede all’estero, dove i gruppi Zero Waste sono organizzati da ONG di varia estrazione, la Zero Waste Italy è un calderone di espressioni, gruppi, comitati, circoli e associazioni che hanno abbracciato Rifiuti Zero come strada da seguire per la sostenibilità.
Nella varietà del mosaico culturale che si crea e grida a gran voce con toni e dialetti diversi, vi sta la chiave per capire questo straordinario movimento. Capeggiato da nessuno, basato su pochi ma forti personaggi di riferimento che detengono carisma sociale e conoscenza generalizzata su tutto quel che tratta la strategia, Rifiuti Zero in Italia si basa interamente sull’attivismo di stampo volontaristico, che da vita ad una forte passione civile condivisa. Con oltre duecento comunità di diversa grandezza aderenti a questa filosofia, l’Italia è portata come esempio di buone pratiche in tutto il mondo: in questo modo, il caso nazionale va ad interfacciarsi con la dimensione internazionale, tramite quel ristretto gruppo di attivisti che vanno a costituirsi ponti tra il più piccolo dei comitati italiano e il resto del mondo.

Viaggiare e incontrare, parlare, osservare e documentarsi sono le componenti essenziali di questo tentativo di chiarire la splendida varietà di movimenti “de pancia”, strategie di corretta gestione dei rifiuti e conferenze internazionali che va a delineare il panorama di Rifiuti Zero in Italia.
Invito i protagonisti (e non) di questi appunti di viaggio a scrivere commenti, consigli, aggiornamenti o correzioni. Perchè molti occhi sono meglio di due soli.