{"id":487,"date":"2012-11-17T16:22:04","date_gmt":"2012-11-17T15:22:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/?page_id=487"},"modified":"2012-11-17T16:24:47","modified_gmt":"2012-11-17T15:24:47","slug":"carta-di-napoli","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/carta-di-napoli\/","title":{"rendered":"CARTA DI NAPOLI"},"content":{"rendered":"<p><strong>Manifesto di Napoli. Adottato dai partecipanti al 5\u00b0 Convegno Internazionale sulla Strategia<\/strong> <strong> Rifiuti Zero. Napoli, Italia, 18-22 febbraio 2009<\/strong><br \/>\n[wpdm_file id=4]<\/p>\n<p><strong><\/strong><br \/>\nIl futuro della specie umana, o almeno della popolazione mondiale che sopravviver\u00e0 con lo standard di<br \/>\nvita sperimentato nei paesi industrializzati nell\u2019ultimo secolo, ha raggiunto un punto critico su almeno<br \/>\ntre fronti: la salute dell\u2019uomo e dell\u2019ambiente, la sostenibilit\u00e0 e l\u2019iniqua distribuzione delle risorse<br \/>\nmondiali.<br \/>\nLa salute dell\u2019uomo e del pianeta sono minacciate su diversi fronti:<br \/>\n&#8211; la progressiva desertificazione<br \/>\n&#8211; le radiazioni elettromagnetiche e nucleari<br \/>\n&#8211; l\u2019inquinamento atmosferico a causa degli spray e delle nanoparticelle (particelle ultrafini inferiori a 1<br \/>\nmicron di diametro che contengono metalli tossici, radicali liberi stabilizzati e altre sostanze altamente<br \/>\ntossiche e persistenti come diossina e furani)<br \/>\n&#8211; una rapida diminuzione di acqua potabile, e delle sostanze emesse nell\u2019aria le quali intaccano lo<br \/>\nstrato protettivo di ozono e contribuiscono di conseguenza al riscaldamento globale.<br \/>\nUn bambino che nasce oggi si ritrova centinaia di sostanze chimiche nel suo corpo a causa delle<br \/>\nattivit\u00e0 industriali e della pratiche di sotterramento dei rifiuti.<br \/>\nInoltre una popolazione mondiale in continua crescita, parallelamente ad un sempre maggiore<br \/>\nconsumo pro capite di materie prime ed energia, minacciano la sostenibilit\u00e0 della nostra societ\u00e0<br \/>\nindustrializzata come mai prima d\u2019ora.<br \/>\nLa proliferazione della pubblicit\u00e0, unitamente alla non sostenibilit\u00e0 delle pratiche di sotterramento dei<br \/>\nrifiuti, aggrava la questione dell&#8217; eccessivo consumismo.<br \/>\nFin dalla 2\u00b0 guerra mondiale gli amministratori e gli esperti di rifiuti hanno discusso sugli eventuali<br \/>\naspetti postivi e negativi delle discariche e dell&#8217;incenerimento.<br \/>\nI cittadini che hanno vissuto entrambe le soluzioni di trattamento dei rifiuti a valle, non ne accettano<br \/>\nnessuna delle due.<br \/>\nLa strategia rifiuti zero, attualmente applicata in alcune comunit\u00e0 di paesi come Argentina, Australia,<br \/>\nCanada, California, India, Italia, Gran Bretagna, Nuova Zelanda, Filippine e in molti altri paesi,<br \/>\nconsente di percorrere la vita per combattere le minacce alla salute umana e le ingiustizie sociali ed<br \/>\nambientali per la sostenibilit\u00e0.<br \/>\n<strong>Principi globali per le comunit\u00e0 a Rifiuti Zero<\/strong><br \/>\nQuesto documento delinea i principi e descrive alcuni dei passaggi concreti che sono messi in pratica<br \/>\nsia nei grandi agglomerati urbani che nelle piccole comunit\u00e0 rurali per il conseguimento dell\u2019obiettivo<br \/>\n\u201crifiuti zero\u201d.<br \/>\nLa strategia \u201crifiuti zero\u201d \u00e8 attualmente il modo pi\u00f9 veloce ed economico attraverso cui i governi locali<br \/>\npossono contribuire alla riduzione dei cambiamenti climatici, alla protezione della salute, alla<br \/>\ncreazione di posti di lavoro \u201cverdi\u201d e alla promozione della sostenibilit\u00e0 locale.<br \/>\nLa gestione sostenibile delle risorse passa attraverso il raggiungimento di tre obiettivi generali:<br \/>\n1. responsabilit\u00e0 dei produttori, a monte del processo produttivo: produzione e progettazione<br \/>\nindustriale;<br \/>\n2. responsabilit\u00e0 della comunit\u00e0, a valle: modelli di consumo, gestione dei rifiuti e smaltimento;<br \/>\n3. responsabilit\u00e0 della classe politica, per coniugare responsabilit\u00e0 industriale e della comunit\u00e0 in un<br \/>\ncontesto armonioso.<br \/>\nLa strategia \u201crifiuti zero\u201d \u00e8 un passaggio critico all\u2019interno di un percorso verso la sostenibilit\u00e0<br \/>\nambientale, la protezione della salute e una maggiore equit\u00e0 sociale.<br \/>\nLa strategia \u201crifiuti zero\u201d e\u2019 strettamente collegata all\u2019agricoltura, all\u2019architettura, all\u2019energia,<br \/>\nall\u2019industria, all\u2019economia e allo sviluppo delle comunit\u00e0.<br \/>\nOgnuno di noi produce rifiuti e pertanto \u00e8 un elemento di una societ\u00e0 non sostenibile. Nonostante ci\u00f2,<br \/>\ncon una buona leadership politica, ognuno di noi pu\u00f2 essere coinvolto in un processo diretto verso<br \/>\nuna societ\u00e0 sostenibile.<br \/>\nUna buona leadership politica tratta il cittadino come un alleato chiave nella lotta per la protezione<br \/>\ndella salute dell\u2019uomo e della terra e nel processo di transizione verso un futuro sostenibile.<\/p>\n<p><strong>La definizione di \u201cRifiuti Zero\u201d secondo la Zero Waste International Alliance (Z.W.I.A.)<\/strong><br \/>\nLa sola definizione di \u201crifiuti zero\u201d accettata a livello internazionale \u00e8 quella adottata dall\u2019alleanza<br \/>\ninternazionale rifiuti zero:<br \/>\n\u201cLa strategia \u201crifiuti zero\u201d \u00e8 al tempo stesso pragmatica ed utopica. Essa cerca di emulare la<br \/>\nsostenibilit\u00e0 dei cicli naturali, dove tutti i materiali eliminati diventano risorse per altri.<br \/>\n&#8220;Rifiuti zero&#8221; significa prodotti pensati, progettati e realizzati in modo da ridurne drasticamente il<br \/>\nvolume ed eliminare la tossicit\u00e0 del rifiuto, conservare e recuperarne tutte le risorse, senza ricorrere a<br \/>\npratiche di incenerimento o sotterramento.<br \/>\nCon l&#8217;incremento della strategia &#8220;rifiuti zero&#8221; si elimineranno le discariche che possono essere una<br \/>\nminaccia planetaria per la salute degli uomini, degli animali e delle piante\u201d [ii]<br \/>\nLa strategia &#8220;RIFIUTI ZERO&#8221; rappresenta un cambio di prospettiva che va dal sotterramento dei rifiuti<br \/>\ncome soluzione a valle del problema, ad un approccio a monte della gestione delle risorse. \u201cSe un<br \/>\nprodotto non pu\u00f2 essere riutilizzato, riparato, ricostruito, rinnovato, rifinito, rivenduto, riciclato o<br \/>\ncompostato allora deve essere ridotto, ridisegnato o rimosso dalla produzione.\u201d [iii]<br \/>\n<strong><\/strong><\/p>\n<p><strong>Principi e pratiche verso Rifiuti Zero<\/strong><br \/>\nIncoraggiamo tutte le comunit\u00e0 a:<br \/>\n1. <strong>Adottare la definizione di &#8220;Rifiuti Zero&#8221; secondo quanto stabilito dalla Z.W.I.A.<\/strong><br \/>\n2. <strong>Definire una tabella di marcia e dei parametri di riferimento per raggiungere obiettivi a<\/strong><br \/>\n<strong> medio e a lungo termine.<\/strong><br \/>\nLe comunit\u00e0 locali dovrebbero puntare a compiere grandi passi entro cinque anni e considerare come<br \/>\nobiettivo generale quello di &#8220;dirottare&#8221; ad almeno al 90% di rifiuti generati da discariche o da<br \/>\ninceneritori entra una data una certa.<br \/>\n3. <strong>Coinvolgere la comunit\u00e0 intera.<\/strong> \u00c8 importante non lasciare &#8220;Rifiuti Zero&#8221; nelle mani degli \u201cesperti\u201d.<br \/>\nLa corsa verso &#8220;Rifiuti Zero&#8221; e la sostenibilit\u00e0 necessita dell\u2019impiego di capacit\u00e0 diverse. Ognuno ha un<br \/>\nruolo. I cittadini e le comunit\u00e0 hanno il compito di organizzare e guidare tutti i settori della comunit\u00e0<br \/>\nstessa. Tutte le organizzazioni (ONG, movimenti ambientalisti, organi di governo e lo stesso mercato)<br \/>\nche forniscono servizi di riduzione di rifiuti, trasporto, riuso, riciclo e compostaggio devono essere<br \/>\ncoinvolte per raggiungere &#8220;Rifiuti Zero&#8221;. Tutti gli individui e i gruppi dovrebbero essere coinvolti a<br \/>\npartecipare a casa, a scuola, all\u2019universit\u00e0, a lavoro, durante il tempo libero, mentre le loro comunit\u00e0<br \/>\nsviluppano politiche di lungo termine e programmi per l\u2019intera comunit\u00e0. Dovrebbe essere chiesto ai<br \/>\ngestori dei servizi esistenti di adottare la strategia &#8220;Rifiuti Zero&#8221; come un obiettivo al fine di cogliere le<br \/>\nopportunit\u00e0 di ridurre rifiuti, fornire servizi di trasporto agli imprenditori e ai commercianti locali, di<br \/>\naiutare la comunit\u00e0 e il mercato a raggiungere &#8220;Rifiuti Zero&#8221;. La comunicazione con tutti i settori della<br \/>\ncomunit\u00e0 deve essere costante, in tutte le fasi di pianificazione e di sviluppo della strategia &#8220;Rifiuti<br \/>\nZero&#8221;.<br \/>\n4. <strong>Gestire risorse, non rifiuti.<\/strong> Gli inceneritori esistenti devono essere chiusi e non devono esserne<br \/>\ncostruiti degli altri, mentre le discariche devono essere eliminate gradualmente. Le discariche sono la<br \/>\nfonte maggiore di \u201cgas serra\u201d (in particolare di metano, che riscalda l&#8217;atmosfera da 23 a 72 volte pi\u00f9<br \/>\nvelocemente rispetto alla anidride carbonica) ma sono anche la causa primaria dell\u2019inquinamento delle<br \/>\nfalde acquifere. Gli inceneritori e molte altre tecniche di trattamento dei rifiuti a combustione, come gli<br \/>\nimpianti a biomassa, i gassificatori, gli impianti di pirolisi, gli impianti di torcia al plasma, i cementifici e<br \/>\nle centrali elettriche che usano i rifiuti come combustibili sono causa diretta o indiretta di immissione di<br \/>\ngas serra nell\u2019atmosfera e trasformano risorse che potrebbero essere ridotte o recuperate in ceneri<br \/>\ntossiche di cui bisogna poi sbarazzarsi, ma in maniera sicura. N\u00e9 le discariche n\u00e9 tantomeno gli<br \/>\ninceneritori rappresentano una risposta appropriata al problema dell&#8217;esaurimento delle scorte di<br \/>\npetrolio, evento che render\u00e0 inutilizzabile ogni inceneritore, dato che il petrolio necessario al loro<br \/>\nfunzionamento diventer\u00e0 troppo costoso. Ridurre la produzione di rifiuti, riutilizzare i manufatti, riciclare<br \/>\ne compostare sono azioni che ci permetterebbero di risparmiare molta pi\u00f9 energia \u2013 e di ridurre il<br \/>\nriscaldamento globale \u2013 pi\u00f9 di quanto non lo facciano le discariche o gli inceneritori. Le comunit\u00e0 locali<br \/>\ndovrebbero contrastare ogni tentativo di costruire nuovi inceneritori, sotto qualunque forma essi<br \/>\nvengano presentati, e proporre la sostituzione di quelli esistenti con centri di raccolta ed impianti per il<br \/>\nriutilizzo, il riciclaggio e il compostaggio.<br \/>\n5. <strong>Utilizzare incentivi economici,<\/strong> fondi speciali e tariffe calcolate sulle tonnellate di rifiuti prodotti o<br \/>\ninterrati, individuare programmi di educazione e formazione dedicati agli \u201caddetti ai lavori\u201d affinch\u00e9<br \/>\nquesti implementino la strategia &#8220;Rifiuti Zero&#8221; e sviluppino programmi per accompagnare le comunit\u00e0<br \/>\nlocali a smaltire le discariche, creare posti di lavoro \u201cpuliti\u201d e rafforzare il ruolo dell\u2019ambiente.<br \/>\n6. <strong>Educare i residenti, gli imprenditori e i turisti.<\/strong> &#8220;Rifiuti Zero&#8221; \u00e8 una strategia, non una tecnologia.<br \/>\nIn quanto tale mira ad una migliore organizzazione, ad una maggiore educazione e ad una migliore<br \/>\nprogettazione. Affinch\u00e9 si verifichino i cambiamenti culturali necessari per un mondo a \u201crifiuti zero\u201d, le<br \/>\ncomunit\u00e0 locali devono puntare sull\u2019educazione dei bambini, degli studenti universitari, degli<br \/>\nimprenditori e dei turisti.<br \/>\n7. <strong>Fare valutazioni sulla base della strategia &#8220;Rifiuti Zero&#8221;.<\/strong> Le comunit\u00e0 locali dovrebbero<br \/>\neffettuare una verifica sulla quantit\u00e0 e la tipologia di rifiuti prodotti localmente. I dati possono essere<br \/>\nraccolti a livello locale o calcolati per comparazione. Questi dati dovrebbero essere utilizzati come<br \/>\npunto di partenza per individuare opportunit\u00e0 di recupero e di impiego, possibilit\u00e0 di risparmio e per<br \/>\nmisurare il successo della strategia utilizzata. Sono passaggi necessari per rendere i servizi pi\u00f9<br \/>\nconvenienti agli utenti di quanto non lo facciano la raccolta indifferenziata e le discariche la<br \/>\nvalutazione dell&#8217; ulteriore riduzione di risorse alla fonte, il &#8220;takeback&#8221;, il riutilizzo, il riciclo e il<br \/>\ncompostaggio.<br \/>\n8. <strong>Costruire impianti di separazione per la frazione residua.<\/strong> Nella fase di passaggio, la parte<br \/>\nresiduale deve essere spedita ad un impianto impianti di separazione per la frazione residua costruito<br \/>\nvicino alle discariche gi\u00e0 esistenti. Queste strutture dovrebbero funzionare come collegamento tra la<br \/>\nresponsabilit\u00e0 della comunit\u00e0 e quella delle industrie: se la comunit\u00e0 non pu\u00f2 riutilizzare determinati<br \/>\nmateriali, o riciclarli, o compostarli, l\u2019industria non li deve produrre. I costosi inceneritori mirano a \u201cfar<br \/>\nsparire\u201d questi rifiuti. Nella strategia &#8220;Rifiuti Zero&#8221; questi devono essere resi visibili, dato che<br \/>\nrappresentano una cattiva progettazione industriale o una cattiva abitudine di consumo; in entrambi i<br \/>\ncasi c\u2019\u00e8 bisogno di un cambiamento o verso una migliore progettazione o verso uno sforzo educativo.<br \/>\n9. <strong>Sviluppare nuove regole e incentivi per arrivare a &#8220;Rifiuti Zero&#8221;.<\/strong> Le comunit\u00e0 locali possano<br \/>\ncambiare il concetto di economia all\u2019interno del mercato locale utilizzando nuove politiche, nuove<br \/>\nregole e nuovi incentivi. Le comunit\u00e0 devono ristrutturare i contratti e le politiche per far s\u00ec che<br \/>\nl\u2019abbattimento dei costi della raccolta e delle discariche siano il motore verso il raggiungimento di<br \/>\n&#8220;Rifiuti Zero&#8221;.<br \/>\n10. <strong>Emanare leggi sulla Responsabilit\u00e0 dei Produttori.<\/strong> Le comunit\u00e0 locali hanno bisogno di aiutare<br \/>\ned incoraggiare il mercato locale per riportare nei loro magazzini e nelle loro industrie i prodotti e le<br \/>\nconfezioni scartate dai consumatori. Esse devono anche fare pressione politica per ottenere leggi<br \/>\nnazionali e programmi per responsabilizzare i produttori. Finch\u00e8 possibile i costi di gestione delle<br \/>\ndiscariche devono essere spostati dai governi locali ai produttori dei manufatti stessi. Questo dar\u00e0 ai<br \/>\nproduttori l\u2019incentivo economico per riprogettare i manufatti e renderli meno tossici e pi\u00f9 facili da<br \/>\nriutilizzare o riciclare. I prodotti e gli imballaggi che non possono essere riciclati o compostati<br \/>\nlocalmente, e quelli tossici, devono essere riportati al punto di vendita.<br \/>\n11. <strong>Rimuovere le sovvenzioni in materia di rifiuti.<\/strong> I governi, in particolare negli USA, hanno<br \/>\nadottato incentivi fiscali per incoraggiare il lavoro nelle miniere e il disboscamento, di cui non avremo<br \/>\nbisogno ancora per molto, ed incoraggiare la produzione di rifiuti. I governi hanno anche aiutato<br \/>\neconomicamente gli inceneritori nascondendosi dietro la maschera dell\u2019 \u201cenergia dai rifiuti\u201d, quando in<br \/>\neffetti queste strutture sprecano energia. La regolamentazione delle discariche ha anche dato vita al<br \/>\npercolato e alla generazione di metano, che \u00e8 un sussidio indiretto nella produzione di rifiuti. Le<br \/>\ncomunit\u00e0 locali dovrebbero ribellarsi a questo tipo di sussidi.<br \/>\n12. <strong>Supportare gli appalti secondo la strategia &#8220;Rifiuti Zero&#8221;.<\/strong> I governi locali dovrebbero adottare<br \/>\nil Principio di Precauzione nelle gare di acquisto pubbliche per eliminare prodotti e servizi tossici;<br \/>\nacquistare prodotti e servizi &#8220;Rifiuti Zero&#8221;; evitare prodotti e imballaggi usa-e-getta; restituire al mittente<br \/>\ngli imballaggi inquinanti; ridurre gli imballaggi e fare acquisti non unitari; usare borse riutilizzabili;<br \/>\nacquistare prodotti usati, riciclati o compostati; rivendere apparecchiature rimesse a nuovo; noleggiare<br \/>\no condividere attrezzature; comprare oggetti durevoli e incoraggiare il mercato e le istituzioni a seguire<br \/>\nqueste pratiche.<br \/>\n13. <strong>Espandere le infrastrutture a &#8220;Rifiuti Zero&#8221;.<\/strong> I governi locali e le parti interessate dovrebbero<br \/>\nessere coinvolti nello sviluppo di strutture per il riuso, il riciclo e il compostaggio, per la raccolta e<br \/>\nl\u2019elaborazione dei materiali, la fabbricazione e la vendita al pubblico dei prodotti, compresi i Centri di<br \/>\nRaccolta. Supportare il mercato del riuso, i gruppi formali ed informali, le ONG. Identificare, sostenere<br \/>\ned aiutare il mercato dell\u2019usato, le ONG e i gruppi di cittadini. Focalizzarsi sul valore del riutilizzabile,<br \/>\nnon solo sul valore quantitativo di questo. Prevedere efficienti programmi di riparo e riutilizzo per<br \/>\nconservare la forma e il funzionamento dei prodotti. Sostenere il riutilizzo dei prodotti come una<br \/>\npriorit\u00e0. Portare i materiali compostabili fuori dalle discariche, in strutture per il compostaggio (inclusi i<br \/>\nresti del giardinaggio, del cibo, carta oleata e legno pulito). Le materie organiche producono metano e<br \/>\naltri gas da discarica. Le comunit\u00e0 locali dovrebbero adottare politiche e programmi in modo da<br \/>\nraggiungere questi obiettivi entro il 2012. Incoraggiare le Amministrazioni a supportare gli agricoltori e<br \/>\nconsiderare il compostaggio alla stregua del raccolto. Ove possibile le piccole operazioni locali di<br \/>\ncompostaggio devono essere preferite alle grandi strutture centralizzate. Il compost pu\u00f2 essere usato<br \/>\nlocalmente nei campi coltivati, per ripristinare la qualit\u00e0 delle terre e migliorare la sicurezza dei<br \/>\nprodotti, l\u2019indipendenza alimentare e la sostenibilit\u00e0. Un ulteriore aiuto per la riduzione di emissioni di<br \/>\ngas che provocano il riscaldamento globale \u00e8 dato dall&#8217;assorbimento di carbonio nel suolo attraverso il<br \/>\nprocesso di compostaggio. Supportare i piani di &#8220;Rifiuti Zero&#8221; nelle istituzioni e nel mercato. Le<br \/>\ncomunit\u00e0 locali dovrebbero richiedere alle istituzioni e ai mercati di adottare servizi a &#8220;Rifiuti Zero&#8221;,<br \/>\nperch\u00e8 i servizi di trasporto del differenziato e di riciclaggio siano forniti a tutti i comuni, e pretendere<br \/>\nche si faccia il miglior uso possibile anche dei materiali portati in discarica.<br \/>\nCostruzioni, demolizioni, pulizie e riammodernamenti: adottare politiche, programmi e agevolazioni<br \/>\n(inclusi piani obbligatori) per decostruzione, il riuso e il riciclo. Lavorare con e secondo \u201cprogrammi di<br \/>\ncostruzione verdi\u201d per espandere la richiesta di servizi simili su base cittadina. Creare imprese locali,<br \/>\ndove possibile le istituzioni locali dovrebbero aiutare le imprese che operano all&#8217;interno della comunit\u00e0<br \/>\ne i piccoli proprietari\/imprenditori a gestire ed utilizzare le discariche locali in maniera sostenibile e<br \/>\ncreare dunque lavoro \u201cpulito\u201d e opportunit\u00e0 di formazione.<br \/>\n14. <strong>Sfidare il mercato verso &#8220;Rifiuti Zero&#8221;.<\/strong> Le migliaia di imprenditori che hanno gi\u00e0 aderito a &#8220;Rifiuti<br \/>\nZero&#8221; nel mondo hanno evitato che pi\u00f9 del 90 per cento dei loro rifiuti fosse diretto in discariche e negli<br \/>\ninceneritori. Il \u201cMercato a Rifiuti Zero\u201d riduce i costi per lo smaltimento dei propri rifiuti, incrementa la<br \/>\nsua efficienza operativa, diminuisce il suo impatto ambientale (la sua impronta di carbonio) e<br \/>\ndiminuisce la propria responsabilit\u00e0 a lungo termine. Riconosce e promuove il \u201cMercato a Rifiuti Zero\u201d<br \/>\na livello locale e invita gli altri a raccogliere la sfida.<br \/>\n[i] bozza per l\u2019adozione da parte dell\u2019Alleanza Internazionale di RZ. Si prega di inviare commenti e suggerimenti<br \/>\na Gary Liss: gary@garyliss.com e Rick Anthony: ricanthony@aol.com.<br \/>\n[ii] Visita: www.zwia.org\/standards.html<br \/>\n[iii] citato da: Martin Bourque, Berkeley Ecology Center, durante la GRRN Zero Waste Conference, April 2005,<br \/>\nNew York.<br \/>\n[iv] Tratto da una lista del Green Purchasing Institute.<br \/>\n[v] Visita: www.COOL2012.org<br \/>\nDocumento tradotto dall\u2019inglese da Patrizia Lo Sciuto ed Enrico Torrisi<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Manifesto di Napoli. Adottato dai partecipanti al 5\u00b0 Convegno Internazionale sulla Strategia Rifiuti Zero. 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