{"id":1294,"date":"2014-09-10T12:22:13","date_gmt":"2014-09-10T10:22:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/?p=1294"},"modified":"2014-09-10T12:22:13","modified_gmt":"2014-09-10T10:22:13","slug":"zero-waste-allitaliana-le-origini-di-rifiuti-zero-capannori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/zero-waste-allitaliana-le-origini-di-rifiuti-zero-capannori\/","title":{"rendered":"Zero Waste all&#8217;italiana. Le origini di Rifiuti Zero &#8211; Capannori"},"content":{"rendered":"<p><em>Se nella <strong>prima parte<\/strong> si \u00e8 cercato di delineare l&#8217;aspetto, la posizione e il ruolo degli <strong>zerowasters italiani<\/strong> a livello generale \u2013 le relazioni con la sfera internazionale, l&#8217;importanza della formazione nazionale e degli incontri faccia a faccia -, capire il lavoro del Centro di Ricerca e le azioni di empowerment legate a Rifiuti Zero che agiscono su rete nazionale (la collaborazione con ANPAS e la Filiera Hotel e Ristoranti Rifiuti Zero), in questa <strong>seconda parte<\/strong> racconteremo le <strong>storie degli attivisti<\/strong> e dei loro gruppi. Dalla Val d&#8217;Aosta alla Sicilia, gli zerowasters parlano dialetti diversi, ma dicono la stessa cosa: Rifiuti Zero \u00e8 la soluzione possibile alle criticit\u00e0 economiche ed ambientali del territorio, nell&#8217;ottica di una costruzione di una societ\u00e0 sostenibile basata sulle tre responsabilit\u00e0 di base: quella dei cittadini, della leadership politica e delle industrie\/produttori.<\/em><\/p>\n<p>Ho deciso di partire dalla comunit\u00e0 che ha visto le origini Rifiuti Zero in Italia, uno dei primi luoghi in cui la sconfitta di una cattiva pratica ha significato la messa appunto della strategia sul territorio, <a href=\"http:\/\/www.comune.capannori.lu.it\/\" target=\"_blank\">Capannori<\/a>. Gi\u00e0 di respiro internazionale, questa prima lotta \u00e8 stata vinta dalle forze unite dei comitati locali, dall&#8217;expertise e dalla forte comunicativit\u00e0 di un personaggio divenuto ormai famoso nell&#8217;orizzonte Rifiuti Zero italiano, ma che all&#8217;epoca fu mandato in Italia per conto di un collega malato: Paul Connett.<\/p>\n<p><strong>Il professore e il maestro<\/strong><br \/>\nRossano Ercolini era gi\u00e0 un maestro delle elementari nel 1995, quando la regione Toscana commissari\u00f2 la costruzione di due inceneritori, uno a Capannori, uno a Pietrasanta. Con un passato di militanza nei centri sociali che lo aveva portato a concentrarsi sulla relazione societ\u00e0 umana-ambiente, Rossano aveva gi\u00e0 coordinato un movimento di protesta a Camigliano (frazione di Capannori), il suo paese, contro la costruzione di una discarica. \u201cMa quella volta era diverso\u201d, dice nella nostra intervista, \u201cla costruzione di due inceneritori muoveva maggiori interessi economici. Infatti <strong>avevamo la popolazione dalla nostra<\/strong>, ma i media, le leadership politiche, Legambiente e gli stessi Verdi &#8211; di cui continuavamo (lui e altri attivisti, ndr) a fare parte con crescente disagio \u2013 erano per l&#8217;impianto. Svalutavano la protesta indicandola come effetto della sindrome &#8216;not in my backyard&#8217; (NIMBY, ndr)\u201d. In un panorama culturale in cui l&#8217;incenerimento ancora appariva come la soluzione tecnologicamente all&#8217;avanguardia, l&#8217;Italia non aveva da offrire esperti che potessero spiegare cosa realmente un impianto fosse e cosa comportasse. \u201cCos\u00ec non avemmo altra scelta che bussare le porte all&#8217;estero\u201d, dice Rossano, e quelle porte furono gli Stati Uniti, dove da tempo veniva portata avanti la lotta agli inceneritori. L\u00e0, fra le fila degli attivisti, si potevano gi\u00e0 individuare professori e scienziati che davano credibilit\u00e0 scientifica alla battaglia, come <a href=\"http:\/\/www.repubblica.it\/ambiente\/2012\/10\/01\/news\/morte_barry_commoner-43659014\/\" target=\"_blank\">Barry Commoner<\/a>, uno degli ideatori dell&#8217;ambientalismo moderno, che proprio pochi anni prima era stato a Pietrasanta. Poich\u00e9 il movimento del No all&#8217;inceneritore collegava i due comitati di Capannori e Pietrasanta, Rossano pot\u00e8 contare sull&#8217;aiuto di <strong>July Merz<\/strong>, un&#8217;artista di New York che viveva in Versilia. Tornata a casa, July port\u00f2 una lettera all&#8217;ufficio di Commoner, in cui gli attivisti lo invitavano in Toscana a parlare per la loro causa. Ma il professore aveva gi\u00e0 il cancro all&#8217;epoca; tuttavia rispose che un suo collega era disponibile a venire per suo conto, <strong>Paul Connett<\/strong>. Arrivato in Italia, facendosi intendere un po&#8217; a gesti, un po&#8217; tradotto da July, Paul si rivel\u00f2 subito cos\u00ec comunicativo e competente da lasciare appassionata la cittadinanza e senza parole l&#8217;amministrazione. Tramite i suoi interventi e l&#8217;azione dei comitati, ottima nella formazione della popolazione, nel 1997 la battaglia si concluse con la <strong>vittoria su Capannori<\/strong>. L&#8217;inceneritore a Pietrasanta venne per\u00f2 costruito e avviato, sebbene la lotta l\u00e0 continuer\u00e0, accesa, per tempo.<br \/>\nLa storia \u00e8 appena all&#8217;inizio. Visto l&#8217;esito di Capannori, Rossano e gli altri attivisti iniziarono ad esser chiamati da altri luoghi in Italia, dove gruppi di cittadini si stavano riunendo per combattere  la costruzione di un inceneritore. Rifiuti Zero all&#8217;epoca non esisteva ancora \u2013 e nemmeno Zero Waste a livello internazionale -, ma i concetti, le azioni di base, le miles stones, si stavano creando in questo periodo. Sul campo e dal basso.<\/p>\n<p><strong>Fuori dai Verdi, dentro Ambiente e Futuro<\/strong><br \/>\nMentre la lotta contro gli inceneritori imperversava, Rossano e Fabio \u2013 maestro elementare, attivista ambientalista che, con Rossano, ha poi fondato <a href=\"http:\/\/ambientefuturo.org\/\" target=\"_blank\">Ambiente e Futuro<\/a> e tuttora ne fa parte &#8211; ne avevano un&#8217;altra in atto, interna al partito dei Verdi. Li volevano fuori: la battaglia che stavano portando avanti a viso scoperto contro gli inceneritori contrastava troppo con le linee politiche all&#8217;epoca adottate. \u201cCon le elezioni provinciali del 1997, che avevano al centro del dibattito il tema della costruzione dei due inceneritori,\u201d mi spiega Fabio nella nostra intervista, \u201csi cre\u00f2 una spaccatura definitiva fra noi \u2013 che non volevamo gli impianti &#8211; e il partito \u2013 che invece era favorevole &#8211; . Da l\u00ec a qualche tempo fummo buttati fuori. Probabilmente siamo stati gli unici casi nella storia dei Verdi in Italia a fare questa fine\u201d. Ma non si scoraggiarono. Presentarono una lista alternativa, con un simbolo inventato in una notte: un sole sorridente e la scritta Ambiente e Futuro. Giuseppina &#8211; insegnate anche lei, attivista di Mani Tese e impegnata nella politica ambientale \u2013 fu messa come capo lista. Non vinsero, ma si trovarono in una posizione tale da fare la differenza per i due candidati andati al ballottaggio. \u201cSemplicemente, chi voleva il nostro appoggio \u2013 e quindi vincere &#8211; doveva assicurarci l&#8217;eliminazione del progetto dell&#8217;inceneritore a Capannori\u201d. E cos\u00ec accadde: Giuseppina divenne cos\u00ec consigliere provinciale e il progetto su Capannori venne chiuso.<br \/>\n<div id=\"attachment_1317\" style=\"width: 273px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/20130910_182104MOD.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1317\" src=\"https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/20130910_182104MOD-263x300.jpg\" alt=\"Giuseppina mostra il primo simbolo di Ambiente e Futuro\" width=\"263\" height=\"300\" class=\"size-medium wp-image-1317\" srcset=\"https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/20130910_182104MOD-263x300.jpg 263w, https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/20130910_182104MOD-898x1024.jpg 898w, https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/20130910_182104MOD.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 263px) 100vw, 263px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-1317\" class=\"wp-caption-text\">Giuseppina mostra il primo simbolo di Ambiente e Futuro<\/p><\/div><br \/>\n<strong>Ambiente e Futuro, incubatrice di Rifiuti Zero<\/strong><br \/>\n\u201cInizialmente fu un&#8217;esperienza elettorale\u201d, continua Giuseppina, \u201cma Ambiente e Futuro ha lavorato soprattutto come movimento ambientalista e fin da subito \u00e8 stato molto legato al tema dei rifiuti, anche se non era l&#8217;unico argomento trattato\u201d. Ambiente e Futuro si radica sul territorio, ha una sede sin dagli esordi, \u201canche se senza cesso\u201d, sottolinea Rossano. \u201cNel 1998 mettemmo un computer con la connessione internet. Questo per tenerci in contatto con Paul e gli altri movimenti con cui eravamo in contatto\u201d. Rossano fu uno dei primi a capire il valore aggiunto della relazione con Paul \u2013 e quindi la sfera internazionale che si svilupper\u00e0 man mano &#8211; e la necessit\u00e0 di essere in contatto con gli altri comitati di attivisti italiani. \u201cPotevamo fermarci l\u00ec, avevamo vinto. Ma la questione non era pi\u00f9 solo l&#8217;inceneritore di Capannori, era diventata pi\u00f9 ampia e di respiro internazionale\u201d. Nonostante la terminologia Zero Waste ancora non esistesse, l&#8217;importanza del concetto di rete e di locale-globale era gi\u00e0 stata intuita. In particolare, nel 1996, Paul invit\u00f2 Rossano ad un workshop sull&#8217;incenerimento e la gestione dei rifiuti ad Amsterdam, organizzato da Greenpeace \u2013 Greenpeace Italia lancer\u00e0 l&#8217;urlo al No all&#8217;inceneritore di Capannori nello stesso anno &#8211; . Questo permette a Rossano di prendere i primi contatti internazionali e l&#8217;anno dopo organizza a Firenze un convegno di tre giorni \u201cNo all&#8217;Europa della tossicit\u00e0\u201d, a cui parteciperanno attivisti da tutta Europa. \u201cQuesto globalizza la battaglia locale \u2013 di Capannori, all&#8217;epoca non ancora vinta, ndr \u2013,\u201d dice Rossano, \u201cfacendoci capire l&#8217;importanza del <strong>rapporto locale-globale<\/strong> che, raggiunta una certa soglia, moltiplica le energie\u201d. Questo rende Ambiente e Futuro l&#8217;incubatrice del processo che ha portato all&#8217;espansione di Rifiuti Zero in Italia e all&#8217;adesione di Capannori alla strategia. A questo punto le energie degli attivisti si dividono in base alle possibilit\u00e0 personali di ognuno di loro: conclusosi il periodo \u201cpolitico\u201d in senso istituzionale, Giuseppina, Fabio insieme ad altri si concentrano sul territorio della lucchesia \u2013 Fabio si occuper\u00e0 poi di coordinare a livello regionale una rete di comitati per lo studio di una viabilit\u00e0 alternativa, seguendo come modello l&#8217;operato del Centro di Ricerca Rifiuti Zero &#8211; , mentre Rossano, affiancato spesso da Pier Felice \u2013 operaio, entrato in Ambiente e Futuro nei primi anni 2000, sar\u00e0 la \u201cspalla tecnologica\u201d del gruppo \u2013 inizier\u00e0 a <strong>tessere le relazioni fra i comitati di tutta Italia<\/strong>, grazie ai quali si creer\u00e0 una <strong>prima rete nazionale No Inceneritore \u2013 Non bruciamoci il futuro &#8211;<\/strong>, l&#8217;embrione che ha poi portato alla creazione di Rifiuti Zero.<\/p>\n<p><strong>Il lancio del movimento Rifiuti Zero grazie alla rete Non bruciamoci il futuro<\/strong><br \/>\n<strong>Zero Waste<\/strong> si costituisce durante l&#8217;incontro ONU del 2000, a Johannesburg. Da quel momento in poi, tutta la sfera concettuale relativa al rapporto locale-globale dei movimenti di attivisti, alla gestione dei rifiuti, all&#8217;incenerimento e al conferimento in discarica viene riassunta nella strategia, che evidenzia una tematica ancora non detta ma gi\u00e0 intrinsecamente perseguita dai comitati No Inceneritore: tutto deve volgere alla diminuzione progressiva dei rifiuti. Questo comporter\u00e0, come \u00e8 adesso noto, una ricerca scientifica costante, che metter\u00e0 in relazione sia scienziati che attivisti che operano concretamente sul campo. <strong>In Italia<\/strong>, Rifiuti Zero \u00e8 introdotta da Paul e da Rossano e trova terreno fertile e una base culturale adeguata nella rete Non bruciamoci il futuro, che a cavallo tra fine e inizio millennio inizia a tessersi sul territorio nazionale. <strong>La Spezia, Firenze, Parma, Torino, Capannori e altri comitati toscani, Acerra (Napoli)<\/strong> \u2013 dove dal 1999 inizia la lotta a quello che diverr\u00e0 il pi\u00f9 grande inceneritore d&#8217;Europa \u2013 sono i primi comitati ad entrare in contatto. Gli attivisti dei rispettivi gruppi si telefonano, si mandano email \u2013 internet e il computer erano ai loro esordi su scala popolare -, si informano e si creano una cultura intorno a tutto quello che concerne l&#8217;incenerimento e possibili alternative, si incontrano faccia a faccia in tutta Italia e si supportano fisicamente a presidi e manifestazioni. Queste sono le <strong>prime azioni di empowerment<\/strong> prodotte da Rifiuti Zero: gli attivisti, ancora poche decine in tutta Italia, sono legati alle problematiche del proprio territorio che per\u00f2 mettono in condivisione con altri che hanno i loro stessi problemi. In questo continuo scambio, acquistano expertize e consapevolezza, che poi utilizzano per sensibilizzare e formare la propria cittadinanza, che a sua volta diviene empowered.<br \/>\nLa strategia Zero Waste viene subito abbracciata dalla rete e diviene un pilastro portante di tutte le azioni dei comitati, tanto che si inizier\u00e0 progressivamente a parlare di Rifiuti Zero \u2013 la traduzione letterale di Zero Waste -. In seguito all&#8217;intensificarsi dei rapporti fra Capannori \u2013 centro di divulgazione della strategia &#8211; e Acerra \u2013 che all&#8217;epoca era il focus dell&#8217;azione -, a Napoli, in piena emergenza rifiuti, viene organizzato il quinto incontro mondiale di Zero Waste International Alliance, evento che consacrer\u00e0 definitivamente lo stretto rapporto di Rifiuti Zero con la sfera internazionale.<br \/>\n\u201c<strong>Le miles stones<\/strong> della &#8216;scalata&#8217; di Rifiuti Zero in Italia\u201d, mi spiega Rossano, \u201csi possono cos\u00ec sintetizzare: nel 1997 il gruppo di attivisti di Capannori vince contro l&#8217;inceneritore, iniziando cos\u00ec una proficua relazione culturale con Paul Connett che aprir\u00e0 le porte per prendere ulteriori contatti internazionali; nel 2007 Capannori \u00e8 il primo comune ad aderire a Rifiuti Zero e si costituisce il Centro di Ricerca Rifiuti Zero; nel 2009 l&#8217;incontro di ZWIA a Napoli\u201d. Da l\u00ec in poi le adesioni aumentano, fino a contare oltre 200 comunit\u00e0 a Rifiuti Zero in tutta Italia, risultato ottenuto dalla passione civile, il tempo, le energie e la ricerca continua di migliorare l&#8217;expertize degli attivisti che hanno contribuito al processo culturale grassroots che sta caratterizzando tuttora il movimento Rifiuti Zero. Rossano sar\u00e0 poi uno dei vincitori del Goldman Prize (2013) per il lavoro portato avanti in Italia con Rifiuti Zero.<br \/>\n<strong><br \/>\n<div id=\"attachment_1318\" style=\"width: 235px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1318\" src=\"https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/1.jpg\" alt=\"Un poster della campagna di informazione alla popolazione proposto dal Comune di Capannori\" width=\"225\" height=\"224\" class=\"size-full wp-image-1318\" srcset=\"https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/1.jpg 225w, https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/1-150x150.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-1318\" class=\"wp-caption-text\">Un poster della campagna di informazione alla popolazione proposto dal Comune di Capannori<\/p><\/div><br \/>\nIl primo di oltre duecento: Capannori<\/strong><br \/>\nAmbiente e Futuro, che dal 1997 ha portato avanti il discorso su una corretta gestione dei rifiuti &#8211; che dal 2000 prender\u00e0 il nome di Rifiuti Zero -, ha tanto agito, sensibilizzato e proposto che nel <strong>2007<\/strong>, il sindaco di Capannori Giorgio del Ghingaro, alla fine del suo primo mandato, accetta la delibera di <strong>adesione alla strategia<\/strong> presentata dal movimento. All&#8217;epoca era una scommessa sociale ed economica, che per\u00f2 ha premiato la lungimiranza dell&#8217;amministrazione e degli attivisti che sin da subito hanno iniziato a collaborare attivamente per la messa in pratica dei Dieci Passi. Dopo una massiccia campagna di informazione alla popolazione, \u00e8 stato progressivamente introdotta la raccolta differenziata porta a porta in tutte le frazioni del comune, incentivando la popolazione all&#8217;uso del composter (dato gratuitamente) e, successivamente, alla diminuzione del rifiuto residuo con l&#8217;introduzione della tariffazione puntuale. In parallelo sono state incoraggiate buone pratiche oltre al riciclo, come il riuso, la filiera corta \u2013 il negozio Effecorta -, e l&#8217;educazione ambientale fatta nelle scuole con progetti come Raccatta la Carta, Orto in Condotta e Dal Caff\u00e8 alle Proteine. La creazione del Centro di Ricerca ha inoltre contribuito a dare nuova energia, non solo per l&#8217;apporto umano dato dai ricercatori che ne fanno parte, ma anche per la differenziazione dei progetti di ricerca che sono portati avanti \u2013 si veda a proposito l&#8217;articolo relativo -.<br \/>\nAd oggi, Capannori, comune rurale, che non ha un centro e le sue tradizioni sono ben raccontate dalle feste mangerecce fatte in estate in ogni frazione, \u00e8 meta di visite internazionali. Essendo la prima dimostrazione concreta in Italia che Rifiuti Zero funziona \u2013 con una <strong>differenziata di oltre l&#8217;80%<\/strong> -, desta interesse anche all&#8217;estero per le modalit\u00e0, le tecniche e i <em>following up<\/em> culturali ed educativi che la strategia comporta, rendendola una <strong>filosofia di vita<\/strong> adattabile all&#8217;interezza di una societ\u00e0 civile.<\/p>\n<p>Nei successivi tre articoli, parler\u00f2 appunto di questi <em>following up<\/em>, ossia il <strong>Centro di Riuso Daccapo<\/strong>, il negozio <strong>Effecorta<\/strong> e il progetto d&#8217;educazione ambientale <strong>Dal Caff\u00e8 alle Proteine<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se nella prima parte si \u00e8 cercato di delineare l&#8217;aspetto, la posizione e il ruolo degli zerowasters italiani a livello generale \u2013 le relazioni con la sfera internazionale, l&#8217;importanza della formazione nazionale e degli incontri faccia a faccia -, capire il lavoro del Centro di Ricerca e le azioni di empowerment legate a Rifiuti Zero [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":1316,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1,19],"tags":[],"class_list":["post-1294","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-news-in-evidenza","category-zero-waste-rubrica"],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/images.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1294","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1294"}],"version-history":[{"count":10,"href":"https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1294\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1322,"href":"https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1294\/revisions\/1322"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1316"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1294"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1294"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1294"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}