{"id":1352,"date":"2014-09-30T17:32:20","date_gmt":"2014-09-30T15:32:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/?p=1352"},"modified":"2014-09-30T17:32:20","modified_gmt":"2014-09-30T15:32:20","slug":"un-giorno-da-fungo-a-scuola-con-miceli-e-caffe","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/un-giorno-da-fungo-a-scuola-con-miceli-e-caffe\/","title":{"rendered":"Un giorno da fungo. A scuola con miceli e caff\u00e8"},"content":{"rendered":"<p><em>\u201cA Capannori non si butta via niente\u201d, non \u00e8 solo un modo di dire. Il Centro di Ricerca Rifiuti Zero, notando le quantit\u00e0 di <strong>fondi di caff\u00e8<\/strong> buttate, ha creato un progetto ad hoc, che collega l&#8217;educazione ambientale per le scuole e l&#8217;uso di uno scarto (il fondo di caff\u00e8), definito da molti \u201coro nero\u201d. La questione \u201ccaff\u00e8\u201d era gi\u00e0 stata affrontata dal Centro di Ricerca con il noto caso studio sulle capsule di caff\u00e8, poi presentato nel marzo 2013 allo showroom \u201cIl gusto del caff\u00e8 sostenibile\u201d. I fondi di caff\u00e8 rappresentano un substrato ideale per la crescita di funghi (Pleurotus ostreatus), la stessa specie prodotta su scala industriale e venduta sul mercato alimentare. Quello che Antonio di Giovanni, agronomo del Centro di Ricerca, ha fatto, \u00e8 stato unire una buona pratica (riuso di uno scarto ancora di valore) alla formazione ambientale nelle scuole. Prende cos\u00ec forma il kit low budget del progetto scolastico \u201c<a href=\"https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/funghi-espresso-dal-caffe-alle-proteine\/\">Dal caff\u00e8 alle proteine<\/a>\u201d, che ha visto coinvolti circa 200 alunni dell&#8217;Istituto comprensivo Ilio Micheloni del comune di Capannori.<\/em><\/p>\n<p><strong>A scuola di funghi<\/strong><br \/>\nHo incontrato Antonio al bar vicino la scuola elementare di Marlia, prima tappa della giornata. L&#8217;intento \u00e8 infatti quello di seguire Antonio in una sua giornata tipo come educatore ambientale. Parliamo dell&#8217;organizzazione della mattinata: Antonio ha lezione solo alla scuola media, ma all&#8217;elementare deve vedere l&#8217;andamento dei nuovi kit che sono in incubazione. Dopo colazione, andiamo a salutare Rossano Ercolini che sta facendo lezione ad una classe prima e facciamo il giro delle classi che hanno ricevuto il <strong>kit<\/strong> qualche tempo prima, per vedere l&#8217;andamento della crescita dei funghi. Visitiamo poi il semplice sgabuzzino tenuto buio, umidificato, riscaldato con termosifoni e stufetta elettrica (a bassa consumo), tenuto sotto controllo da un termo-igromentro per controllare umidit\u00e0 e temperatura. Qui Antonio mi mostra l&#8217;avanzamento dei kit nel processo di incubazione della \u201cmuffa\u201d (micelio del fungo) dal quale cresceranno i funghi. Ci dirigiamo poi verso le scuole medie di Lammari, in sella alla vespina bianca \u2013 omologata per due &#8211; che Antonio ha dovuto usare per i suoi spostamenti sul suolo capannorese. Ormai rassegnato al fatto che lo chiamino maestro o professore \u201cdei funghi\u201d, il ricercatore ha due lezioni da fare in mattinata nelle quali spiegher\u00e0 alle classi come si coltivano i funghi dal fondo di caff\u00e8 .<br \/>\n\u201cSe con i bambini delle elementari \u00e8 necessario impostare l&#8217;attivit\u00e0 didattica pi\u00f9 come gioco\u201d, spiega Antonio, \u201ccon i ragazzi delle medie puoi iniziare a fare una lezione teorica vera e propria. Personalmente, mi piace per\u00f2 mantenere il lato pratico dell&#8217;insegnamento e sicuramente cerco di fare una lezione interattiva, anche per non far perdere l&#8217;attenzione e, soprattutto, non annoiare i ragazzi\u201d. Le classi prime della scuola media che partecipano al progetto, hanno  gi\u00e0 fatto un breve percorso formativo con i propri insegnanti relativo al ciclo biologico dei funghi, cos\u00ec da arrivare preparati alle lezioni di Antonio.<br \/>\n<div id=\"attachment_1355\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/20140124_100323.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1355\" src=\"https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/20140124_100323-300x168.jpg\" alt=\"Kit in incubazione. La sostanza bianca \u00e8 come si presenta il micelio prima dell&#039;inizio della coltivazione.\" width=\"300\" height=\"168\" class=\"size-medium wp-image-1355\" srcset=\"https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/20140124_100323-300x168.jpg 300w, https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/20140124_100323-1024x576.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-1355\" class=\"wp-caption-text\">Kit in incubazione. La sostanza bianca \u00e8 come si presenta il micelio prima dell&#8217;inizio della coltivazione.<\/p><\/div><br \/>\nQuesto progetto, composto da quattro fasi, ha inizio con le <strong>lezioni frontali<\/strong> in classe, svolte da Antonio, per far conoscere agli alunni il <strong>mondo dei funghi<\/strong>. In queste ore gli alunni hanno imparato a conoscere il ciclo biologico dei funghi e come sia possibile coltivarne dal fondo di caff\u00e8.<br \/>\nUna volta appresa la teoria, Antonio \u00e8 passato subito alla pratica. Gli alunni hanno portato da casa il fondo di caff\u00e8 necessario per la preparazione di un kit (circa 1 kg) e, attraverso i <strong>labaratori pratico-applicativi<\/strong>, hanno preparato i loro kit personali, unendo il seme del fungo (micelio) con il fondo di caff\u00e8 ponendolo all\u2019interno di sacchetti appositi per la coltivazione.<br \/>\n\u201cQuando metti i ragazzi a sporcarsi le mani \u00e8 fantastico! E soprattutto capiscono quello che fanno, imparando con la pratica. Penso che la cosa pi\u00f9 immediata che percepiscono \u00e8 che fare le cose con le proprie mani da soddisfazione\u201d. Una volta preparati i singoli kit, questi sono stati messi  in una <strong>stanza d\u2019incubazione<\/strong>, con la temperatura controllata, nella quale gli alunni hanno osservato tutta la fase di sviluppo del micelio nel fondo di caff\u00e8 (durante circa 30 giorni) che gradualmente diventava sempre pi\u00f9 bianco.<br \/>\nUna volta che il micelio ha ricoperto interamente il fondo di caff\u00e8, si \u00e8 passati all\u2019apertura dei kit in classe e alla coltivazione del fungo. Con un controllo partecipato da parte di Antonio, i funghi si sono sviluppati dai kit in circa 7 giorni dalla loro apertura. Antonio racconta di come i bambini hanno reagito in modo entusiasmante, nel vedere il fungo sbucare dal kit e crescere progressivamente.  \u201cCe l&#8217;hanno in classe e se ne prendono cura. Lo vedono progredire ogni giorno e capiscono cosa gli fa bene e cosa gli fa male. Un&#8217;altra cosa che questo progetto porta loro, \u00e8 capire i tempi della natura e che per coltivare qualcosa bisogna avere pazienza. Magari quando vedranno un fungo al supermercato sapranno cosa sta dietro quella confezione da tre etti\u201d.<br \/>\nSuccessivamente alla coltivazione in classe, gli alunni hanno preparato delle <strong>ricette<\/strong> insieme ai loro genitori per l\u2019evento finale organizzato da Antonio all\u2019interno di Palazzo Boccella, a San Gennaro. L&#8217;ultima fase, indubbiamente la pi\u00f9 \u201cgodereccia\u201d, ha consistito nell&#8217;assaggiare le ottime ricette preparate dagli stessi genitori, in un momento di festa collettivo.<br \/>\nMa la vita dei kit non si esaurisce con una sola \u201cmandata\u201d di fughi: ogni kit, infatti, &#8211; se ben curato \u2013 pu\u00f2 arrivare a sviluppare funghi fino ad un massimo di quattro volte. Infine, il substrato esausto \u2013 cio\u00e8 il contenuto del kit stesso, una volta finito il suo ciclo \u2013 sar\u00e0 utilizzato come compost per il progetto Orto in Condotta della scuola elementare di Marlia.<\/p>\n<p><strong>Quali risultati? <\/strong><br \/>\nIl <strong>valore educativo<\/strong> e ambientale del progetto \u00e8 importante.<br \/>\nDal punto di vista educativo, concretizzare una nozione di scienze naturali, nel tempo e sotto gli occhi e le mani del ragazzo tramite il suo operato pratico, pu\u00f2 valere pi\u00f9 di mille spiegazioni di un libro. Inoltre, mettere in relazione studenti, insegnanti e genitori aiuta a riscoprire la trasversalit\u00e0 dell&#8217;educazione che, seppur scolastica, non deve essere necessafriamente disconnessa dalla domesticit\u00e0 quotidiana del \u201cfar qualcosa\u201d con i genitori.<br \/>\nSul piano ambientale, il kit, come sovente ha sottolineato Antonio, simboleggia cosa Rifiuti Zero vuole portare avanti, ossia l&#8217;unione di aspetti importanti che determinano la nostra societ\u00e0 ma, soprattutto, la quotidianit\u00e0. In primo luogo si da voce alla buona pratica del riutilizzo di un materiale di scarto, rivalorizzandolo e allungando la sua vita (che finir\u00e0 come compost nel progetto \u201cOrto in condotta\u201d della scuola elementare di Marlia). In seconda istanza si fa percepire empiricamente ai bambini e ai ragazzi l&#8217;importanza dei cicli biologici dei prodotti naturali, facendo loro capire che la pazienza premia con la conoscenza delle origini delle cose e il valore dell&#8217;individuare un secondo utilizzo per ci\u00f2 che sembra uno scarto.<br \/>\nDal punto di vista sociale, il progetto ha avuto anche forza di <strong>empowerment educazionale<\/strong>. Da una parte si \u00e8 promossa la presa di coscienza da parte degli studenti di cosa il proprio territorio pu\u00f2 produrre, e come lo si pu\u00f2 fare. Dall&#8217;altro, i ragazzi hanno appreso cosa possono creare con degli strumenti forniti dal loro territorio stesso: hanno fatto il compost con la terra e il fondo di caff\u00e8 di Capannori, hanno coltivato il fungo con le loro mani, hanno ideato, preparato e mangiato una ricetta con quel che avevano prodotto. Vi \u00e8 poi stato un passaggio di conoscenza dai bambini alle famiglie, che a loro volta hanno passato queste informazioni alla propria rete di contatti, interagendo con una grossa porzione della cittadinanza.<br \/>\nL&#8217;azione di empowerment educazionale si traduce anche in <strong>servizio per la comunit\u00e0<\/strong>: la raccolta del fondo di caff\u00e8, inteso qui come \u201cscarto\u201d di valore, significa che questo non andr\u00e0 a gravare sui costi della collettivit\u00e0 \u2013 a Capannori c&#8217;\u00e8 la tariffazione puntuale -, venendo invece riutilizzato sino alla fine (compost per l&#8217;orto scolastico). C&#8217;\u00e8 qui la doppia valenza del risparmio ambientale che incontra il risparmio economico, contribuendo alla <em>mission<\/em> che l&#8217;intera comunit\u00e0 capannorese porta avanti in quanto aderente alla strategia Rifiuti Zero, la <strong>diminuzione dei rifiuti<\/strong>.<br \/>\n<div id=\"attachment_1357\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/20140124_104605.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1357\" src=\"https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/20140124_104605-300x225.jpg\" alt=\"Una delle camere d&#039;incubazione termoregolate presso le scuole dell&#039;Istituto comprensivo Ilio Micheloni\" width=\"300\" height=\"225\" class=\"size-medium wp-image-1357\" srcset=\"https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/20140124_104605-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/20140124_104605-1024x768.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-1357\" class=\"wp-caption-text\">Una delle camere d&#8217;incubazione termoregolate presso le scuole dell&#8217;Istituto comprensivo Ilio Micheloni<\/p><\/div><br \/>\n<strong>Following up<\/strong><br \/>\nL&#8217;intero progetto ha poi avuto un secondo risvolto. Oltre a contribuire all&#8217;educazione ambientale, ha rappresentato anche la fase pilota di sperimentazione per un&#8217;ulteriore idea, una <em>start up<\/em>, che \u00e8 da poco decollata come azienda con il nome di <a href=\"http:\/\/www.funghiespresso.com\/\" target=\"_blank\">Funghi Espresso<\/a>, e che aprir\u00e0 i battenti proprio sul territorio di Capannori. In breve, Funghi Espresso si occuper\u00e0 di creare kit \u2013 gli stessi adottati dal progetto Dal caff\u00e8 alle proteine \u2013 per la coltivazione domestica di funghi.<br \/>\nAnche in questo senso si attiva il processo di empowerment: infatti, non solo l&#8217;idea \u00e8 venuta all&#8217;interno di un determinato contesto territoriale, che ha poi mostrato di poter dare tutti gli elementi per creare e portare avanti il progetto (risorse materiali \u2013 caff\u00e8 prelevato, elementi per creare i kit &#8211; , economiche \u2013 del Centro di Ricerca \u2013 e umane \u2013 alunni, insegnanti e genitori coinvolti nel progetto -), ma l&#8217;azienda \u2013 start up che ne verr\u00e0 fuori sar\u00e0 locata l\u00ec dove \u00e8 nata l&#8217;idea. Vi \u00e8 quindi una promozione economica locale relativa all&#8217;ambiente: la diminuzione dei rifiuti, dimostrando come la creativit\u00e0 venga incontro alla sostenibilit\u00e0 ambientale, creando qualcosa di nuovo e produttivo.<\/p>\n<p>Concludendo, la creativit\u00e0 del progetto <em>Dal caff\u00e8 alle proteine<\/em> ha quindi contribuito all&#8217;insegnamento delle scienze e ad un&#8217;azione di <strong>empowerment educazionale<\/strong>, promuovendo una <strong>buona pratica<\/strong> nell&#8217;educazione ambientale che contribuir\u00e0 a dare senso critico e consapevolezza delle proprie possibilit\u00e0 sul territorio e della propria terra alle nuove generazioni. Ha inoltre dato via ad un&#8217;impresa di start up, che a sua volta contribuir\u00e0 all&#8217;empowerment economico-ambientale del territorio in cui \u00e8 stata ideata e progettata.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cA Capannori non si butta via niente\u201d, non \u00e8 solo un modo di dire. Il Centro di Ricerca Rifiuti Zero, notando le quantit\u00e0 di fondi di caff\u00e8 buttate, ha creato un progetto ad hoc, che collega l&#8217;educazione ambientale per le scuole e l&#8217;uso di uno scarto (il fondo di caff\u00e8), definito da molti \u201coro nero\u201d. 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