{"id":1395,"date":"2014-10-16T14:57:55","date_gmt":"2014-10-16T12:57:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/?p=1395"},"modified":"2014-10-16T14:57:55","modified_gmt":"2014-10-16T12:57:55","slug":"le-origini-di-rifiuti-zero-le-tre-stalingrado-firenze","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/le-origini-di-rifiuti-zero-le-tre-stalingrado-firenze\/","title":{"rendered":"Le origini di Rifiuti Zero. Le &#8220;Tre Stalingrado&#8221; &#8211; Firenze"},"content":{"rendered":"<p><em>La battaglia ad un&#8217;opera sgradita, soprattutto se altamente inquinante, \u00e8 una costante che i movimenti dal basso, soprattutto quelli ambientalisti, supportano. In Italia, negli ultimi dieci anni abbiamo avuto decine di lotte in questo senso, che siano state a discariche, inceneritori o grandi opere nei trasporti. In particolare, tre di queste hanno destato attenzione, sia per l&#8217;entit\u00e0 delle azioni fatte dagli attivisti locali, dal loro numero, sia per la dimensione e la fama dei territori in questione. Infatti, definite le &#8220;Tre Stalingrado&#8221;, Firenze, Parma e Torino sono state le tre grandi citt\u00e0 che per anni si sono opposte alla costruzione di un inceneritore nel loro territorio. Coordinandosi e supportandosi a vicenda tramite &#8211; inizialmente &#8211; la primissima rete nazionale No Inc (che comprendeva numerosi altri comitati per la lotta all&#8217;incenerimento \u2013 vedi articolo Capannori e Acerra) e, successivamente, la Rete Nazionale Rifiuti Zero, le Tre Stalingrado stanno tuttora lottando, delineando le proprie azioni in un agire locale-globale caratterizzato dalla messa in rete di ogni conoscenza ed informazione. Nell&#8217;attuale contesto italiano, dove lo stesso governo propone &#8220;soluzioni&#8221; dal nome evocativo come &#8220;Sblocca Italia&#8221; &#8211; che andrebbero ad incidere profondamente nel vissuto quotidiano cittadino e nell&#8217;ambiente del nostro Paese -, raccontare le storie di chi da molto tempo lotta per proporre alternative a certe prese di posizione amministrative, pu\u00f2 risultare interessante.<\/em><\/p>\n<p>La Piana fiorentina ha visto susseguirsi <strong>due lotte \u201cNo inceneritore\u201d<\/strong>: una negli anni Settanta, per la chiusura dell&#8217;inceneritore di San Donnino (vinta); l&#8217;altra, iniziata negli anni Duemila, si \u00e8 coordinata tra un&#8217;azione prettamente locale e l&#8217;agire in rete. Proprio a Firenze, infatti, si \u00e8 costituita la prima Rete Nazionale \u201cNo Inc\u201d. La lotta, che continua da oltre dieci anni per contrastare la costruzione dell&#8217;impianto a <strong>Casa Passerini<\/strong>, \u00e8 stata portata avanti dal <a href=\"http:\/\/www.noinceneritori.org\/\" target=\"_blank\">Coordinamento dei comitati della Piana<\/a>, che racchiude in se tutte le realt\u00e0 del fiorentino contrarie all&#8217;incenerimento come strategia di gestione dei rifiuti. Cercando un <strong>continuo confronto<\/strong> con le leadership politiche locali, il Coordinamento si \u00e8 speso molto per <strong>informare la cittadinanza<\/strong>, potendo usufruire di certe expertize di alcuni attivisti in campo legale e medico.<br \/>\n<strong><br \/>\nDa San Donnino a Casa Passerini. Perch\u00e8 l&#8217;inceneritore a Firenze?<\/strong><br \/>\nGi\u00e0 negli anni Settanta, Claudio, un giovane avvocato, avvi\u00f2 una battaglia legale contro l&#8217;inceneritore di San Donnino. La lotta fu affiancata da diversi gruppi e comitati di cittadini volontari che si mobilitarono per la chiusura dell&#8217;impianto. Ben prima che ogni movimento o corrente ambientalista nascesse in Italia \u2013 Legambiente sarebbe nata negli anni Ottanta -, Claudio e gli altri volontari si documentarono sulla dannosit\u00e0 dell&#8217;impianto &#8211; ormai vecchio e costoso &#8211; vincendo, dopo anni, la lotta. Con la conclusione vittoriosa di questa battaglia ambientalista antelitteram, Claudio mise \u201ci remi in barca\u201d e si dedic\u00f2 solo alla sua professione. Questo fino al 2000, anno in cui i giornali iniziarono a far circolare la notizia relativa al progetto di costruzione di un innovativo impianto nella zona di Casa Passerini, proprio affianco l&#8217;autostrada e letteralmente alle porte di una delle citt\u00e0 pi\u00f9 visitate e ricche di patrimonio artistico d&#8217;Europa.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/coordinamento.gif\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/coordinamento-300x200.gif\" alt=\"coordinamento\" width=\"300\" height=\"200\" class=\"alignright size-medium wp-image-1401\" \/><\/a><br \/>\nIl perch\u00e8 le amministrazioni \u2013 che siano comunali o provinciali \u2013 insistano nel valutare l&#8217;idea dell&#8217;incenerimento come unica soluzione per risolvere i problemi di \u201cmonnezza\u201d a Firenze, secondo gli attivisti del Coordinamento dei comitati della Piana, va da ricondursi a delle prese di posizione storiche di partito. Il vecchio Partito Comunista, infatti, si era spesso dimostrato un baluardo dell&#8217;incenerimento, visto come innovazione tecnologica e portatore di benessere economico alla collettivit\u00e0. Tale percorso \u2013 e forse idee \u2013 \u00e8 stato ripreso poi dal Partito Democratico fiorentino, decidendo di riproporre la costruzione di un impianto.<br \/>\n<strong><br \/>\nIl Coordinamento dei comitati della Piana<\/strong><br \/>\nNello stesso 2000, Claudio ed altri attivisti si ritrovano e danno vita al Coordinamento dei comitati della Piana, che convoglia in s\u00e9 vari comitati per il No all&#8217;inceneritore presenti nella zona. <strong>Assemblee pubbliche<\/strong> per informare la popolazione, <strong>manifestazioni<\/strong>, azioni di volantinaggio e <strong>conferenze stampa<\/strong> sono state le azioni che il Coordinamento ha organizzato di pi\u00f9 in questi anni, lavorando incessantemente anche sul <strong>piano legale<\/strong> ed informativo per quanto riguarda il lato medico, nonch\u00e9 nel cercare dialogo con le amministrazioni e le forze politiche del territorio. Sul piano politico, infatti, il Coordinamento si \u00e8 dovuto sempre scontrare con le amministrazioni, che raramente hanno ceduto un passo rispetto alla prospettiva di costruire un inceneritore. \u201cL&#8217;unica eccezione \u00e8 stata con Campi di Bisenzio, la zona che verrebbe pi\u00f9 colpita dalle emissioni dell&#8217;impianto\u201d, dice Valeria, insegnante e attivista dai primi anni del 2000. \u201cL&#8217;amministrazione comunale indisse un referendum pochi anni fa, in cui il No all&#8217;inceneritore e all&#8217;incenerimento come strumento di smaltimento dei rifiuti, vinse\u201d. Ma con Matteo Renzi \u2013 prima come sindaco di Firenze, poi come premier &#8211; le cose sono precipitate nuovamente, tanto che molti sperano in un ribaltamento totale della politica.<br \/>\nEssendo un gruppo di stampo assembleare, il Coordinamento non ha un vero e proprio leader: tutti hanno potere di azione e di proposta, e tutti mettono in gioco le proprie competenze \u2013 <em>expertise<\/em> -. Molti indicano Claudio come il portavoce del coordinamento, essendo uno storico della lotta all&#8217;incenerimento.<br \/>\n<strong><br \/>\nL&#8217;importanza delle competenze individuali. L&#8217;expertise<\/strong><br \/>\nNonostante i ruoli non siano prestabiliti, dalle parole degli attivisti intervistati emerge chiara l&#8217;importanza delle conoscenze personali utilizzate nell&#8217;azione di lotta all&#8217;impianto. Gianluca, medico di <a href=\"http:\/\/www.isde.it\/\" target=\"_blank\">ISDE<\/a> e <a href=\"http:\/\/www.medicinademocratica.org\/wp\/\" target=\"_blank\">Medicina Democratica<\/a>, attivista dal 2005, racconta di come, andato ad una serata del Coordinamento con ospite Paul Connett, rimase \u201cfulminato\u201d. \u201cFu l\u00ec che decisi di voler contribuire anche io, ed essendo medico non fu difficile trovare il modo\u201d. Entrato nel Coordinamento, Gianluca inizi\u00f2 a viaggiare, collaborando anche con altri comitati in Italia, parlando alla popolazione e spiegando loro cosa significa avere un inceneritore vicino, tenendosi in contatto con altri medici attivisti ed aggiornandosi costantemente. \u201c<strong>\u00c8 importante essere aggiornati<\/strong>, per poter ribattere ai tecnici e scienziati della &#8216;controparte&#8217;, che sembrano saperla sempre molto lunga. Per questo devo ringraziare la rete\u201d, dice, \u201csiamo sempre in contatto, siamo sempre informati. \u00c8 anche il mio modo di supportare l&#8217;azione del Coordinamento e di Rifiuti Zero\u201d.<br \/>\nCome mi fa notare Valeria, oltre all&#8217;importanza data dall&#8217;expertize di attivisti come Claudio e Gianluca, vi \u00e8 anche il valore aggiunto dato dal fatto che sono personaggi pubblici. Sono conosciuti nella comunit\u00e0 e ricoprono in essa ruoli importanti \u2013 avvocato, medico -, che li rende figure autorevoli e affidabili nell&#8217;immaginario collettivo della popolazione. In ogni caso, Gianluca stesso mi fa notare che il Coordinamento non esisterebbe se non fosse per le competenze di ognuno di loro, \u201cc&#8217;\u00e8 chi scrive i comunicati stampa, chi \u00e8 pratico e risolve le cose tecniche di organizzazione. Si \u00e8 creata una certa amicizia fra noi, ci si trova anche volentieri\u201d.<br \/>\n<div id=\"attachment_1402\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/20130916_124206-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1402\" src=\"https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/20130916_124206-2-300x208.jpg\" alt=\"Conferenza stampa del Coordinamento alla Feltrinelli di Firenze, autunno 2013\" width=\"300\" height=\"208\" class=\"size-medium wp-image-1402\" srcset=\"https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/20130916_124206-2-300x208.jpg 300w, https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/20130916_124206-2-1024x710.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-1402\" class=\"wp-caption-text\">Conferenza stampa del Coordinamento alla Feltrinelli di Firenze, autunno 2013<\/p><\/div><br \/>\n<strong>Le relazioni nazionali<\/strong><br \/>\nCome gli stessi attivisti mi hanno fatto intendere, il Coordinamento \u00e8 concentrato soprattutto su problematiche della Piana. Oltre a Gianluca che, in quanto medico, si sposta spesso per parlare ad assemblee e convegni, in generale, la maggior parte dei collegamenti avvengono tramite la figura di Rossano Ercolini, che, conosciuto Claudio durante la lotta all&#8217;inceneritore di Capannori negli anni Novanta, ha seguito poi la vicenda di Casa Passerini sin dall&#8217;inizio, mettendo il gruppo di Firenze in rete con le altre due \u201cStalingrado\u201d.<br \/>\nValeria mi spiega quanto secondo loro sia importante il radicamento sul territorio nella lotta, sottolineando cos\u00ec l&#8217;aspetto \u201clocale\u201d, nella relazione \u201clocale-globale\u201d di Rifiuti Zero. \u201cFondamentale per noi \u00e8 essere attivi qui. Quando lavori su zone monto piccole si crea anche un rapporto quasi personale con la popolazione e l&#8217;amministrazione. Le cose a livello pi\u00f9 &#8216;generale&#8217; sono viste con pi\u00f9 diffidenza o comunque ti sembrano lontane. \u00c8 importante la capillarit\u00e0 sul territorio. Avere vicino le persone di riferimento\u201d.<\/p>\n<p><strong><br \/>\nPerch\u00e8 Rifiuti Zero?<\/strong><br \/>\n\u201cRifiuti Zero \u00e8 la soluzione ultima ai nostri problemi\u201d, dice candidamente Claudio, \u201c\u00e8 l&#8217;alternativa che eliminer\u00e0 il problema &#8216;rifiuti&#8217; in maniera progressiva, ma definitiva\u201d. Gli attivisti del Coordinamento sostengono che, con i dovuti aggiustamenti, la strategia \u00e8 decisamente attuabile a Firenze. Visto il No all&#8217;inceneritore, avevano bisogno di un&#8217;alternativa da proporre. &#8220;E questa \u00e8 l&#8217;alternativa con la A maiuscola&#8221;, continua Claudio.<br \/>\nRifiuti Zero viene vista come una materia di ulteriore conflitto con la leadership politica locale, tradizionalmente a favore della costruzione dell&#8217;impianto. Ma per gli attivisti, la strategia \u00e8 pi\u00f9 che modo di chiudere l&#8217;impianto: viene vista come linea guida per la costruzione di una societ\u00e0 civile basata sulla ridistribuzione della ricchezza e l&#8217;incremento di posti di lavoro. \u201cI nostri politici non capiscono che questo porterebbe prestigio politico oltre che sociale a Firenze, che \u00e8 bella e turistica e fa vergogna che sia cos\u00ec inquinata e sporca\u201d, conclude Claudio.<br \/>\nLa strategia Rifiuti Zero non \u00e8 solo usata nella lotta all&#8217;impianto, ma \u2013 sotto certi aspetti \u2013 anche rielaborata in senso \u201colistico\u201d. Gianluca, infatti, da molto tempo in contatto con discipline orientali che si occupano della cura interiore &#8211; oltre che corporale -, sta utilizzando la filosofia Rifiuti Zero nei suoi corsi di psicoterapia. Uscir\u00e0 a breve la pubblicazione relativa, Edizioni Piagge.<br \/>\n<strong><br \/>\nGiardino interiore, compost di Rifiuti Zero<\/strong><br \/>\nPartendo dal presupposto che <strong>Rifiuti Zero \u00e8 una svolta culturale<\/strong> \u2013 e non parla solo di \u201cspazzatura\u201d -, Gianluca la presenta come un nuovo modo di vivere, pi\u00f9 sobrio, in cui i rifiuti non vengono pi\u00f9 chiamati tali, ma sono risorse, materie con un valore. \u201cQuesti concetti si allacciano bene ai percorsi di educazione interiore che faccio da anni\u201d, mi spiega. Collegando elementi di meditazione orientali a tecniche di terapia cognitiva e comportamentale, il corso \u2013 a prezzi popolari, sottolinea il medico -, mira a far entrare in contatto l&#8217;individuo con i propri lati negativi, non considerandoli pi\u00f9 \u201crifiuti\u201d, cio\u00e8 qualcosa da rigettare, bens\u00ec arrivando persino a nutrirli e utilizzarli in modo positivo. Prendendo quattro punti cardine del decalogo Rifiuti Zero, ossia Riduzione, Raccolta Differenziata, Riuso-Riciclo e Riprogettazione, Gianluca mi spiega brevemente: \u201cRiduzione, ossia cercare di non sottoporsi ad eventi negativi; la Raccolta Differenziata si basa tutto sulla consapevolezza: se impari a stare nel presente puoi riuscire a cogliere tutti i movimenti della mente. Appena ti rendi conto che qualcosa non va, lo riporti nella parte giusta. Questa \u00e8 la raccolta differenziata dei nostri sentimenti e pensieri; Riuso-Riciclo, ossia la trasformazione delle nostre parti negative in positive; Riprogettazione, ossia la vita non \u00e8 solo materialismo quindi bisogna riprogettarsi, magari in una spiritualit\u00e0 laica, che si traduce in una concreta attenzione all&#8217;interiorit\u00e0\u201d. Tutto ci\u00f2 verte in un allenamento alla consapevolezza dell&#8217;individuo di se stesso e della realt\u00e0 che gli sta intorno, tema fondamentale del processo di empowerment. Infatti, se Rifiuti Zero generalmente crea un contesto adatto allo sviluppo di azioni di empowerment sociale della cittadinanza, qui, nella sua filosofia rielaborata in tecniche terapeutiche, porta all&#8217;<strong>empowerment individuale e psico-cognitivo<\/strong>.<br \/>\n<div id=\"attachment_1403\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/sesto_fiorentino_case_passerini_rendering__2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1403\" src=\"https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/sesto_fiorentino_case_passerini_rendering__2-300x184.jpg\" alt=\"L&#039;impianto, alle porte della citt\u00e0, \u00e8 costruito esattamente di fianco all&#039;autostrada\" width=\"300\" height=\"184\" class=\"size-medium wp-image-1403\" srcset=\"https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/sesto_fiorentino_case_passerini_rendering__2-300x184.jpg 300w, https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/sesto_fiorentino_case_passerini_rendering__2.jpg 640w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-1403\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217;impianto, alle porte della citt\u00e0, \u00e8 costruito esattamente di fianco all&#8217;autostrada<\/p><\/div><br \/>\n<strong>La situazione attuale<\/strong><br \/>\nTornando alla questione inceneritore, attualmente la situazione non \u00e8 delle pi\u00f9 rosee. L&#8217;inceneritore infatti si sta costruendo, con un ridimensionamento del camino che, originariamente troppo alto, interferiva con le rotte aree per il decollo e l&#8217;atterraggio dei mezzi dell&#8217;aeroporto di Peretola.<br \/>\nAvendo amministrazione e media contro, il Coordinamento pu\u00f2 per\u00f2 contare di avere informato ed educato la popolazione, che, nonostante la generale indifferenza \u2013 forse anche propria delle grandi citt\u00e0 &#8211; , ha ritagliato una fetta di cittadinanza consapevole e attiva.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La battaglia ad un&#8217;opera sgradita, soprattutto se altamente inquinante, \u00e8 una costante che i movimenti dal basso, soprattutto quelli ambientalisti, supportano. In Italia, negli ultimi dieci anni abbiamo avuto decine di lotte in questo senso, che siano state a discariche, inceneritori o grandi opere nei trasporti. In particolare, tre di queste hanno destato attenzione, sia [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":1406,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1,19],"tags":[],"class_list":["post-1395","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-news-in-evidenza","category-zero-waste-rubrica"],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/non-bruciamo-il-futuro1.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1395","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1395"}],"version-history":[{"count":10,"href":"https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1395\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1412,"href":"https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1395\/revisions\/1412"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1406"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1395"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1395"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1395"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}