{"id":1437,"date":"2014-10-29T14:03:51","date_gmt":"2014-10-29T13:03:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/?p=1437"},"modified":"2014-10-29T14:03:51","modified_gmt":"2014-10-29T13:03:51","slug":"le-origini-di-rifiuti-zero-le-tre-stalingrado-torino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/le-origini-di-rifiuti-zero-le-tre-stalingrado-torino\/","title":{"rendered":"Le origini di Rifiuti Zero. Le Tre Stalingrado &#8211; Torino"},"content":{"rendered":"<p><em>\u201cLa maggior parte delle persone a Torino non sa che c&#8217;\u00e8 un inceneritore, perch\u00e8 non lo vede\u201d, mi dice Valeria, studentessa al Politecnico e attivista del Coordinamento. \u201cAnche in passato, abbiamo faticato per farci ascoltare, persino nelle zone vicino il sito di costruzione. La gente ha iniziato a seguirci quando ha visto ultimato il camino, ed ha iniziato a chiedersi, &#8216;cosa uscir\u00e0 da l\u00ec&#8217;?\u201d. In questo articolo gli attivisti del <a href=\"http:\/\/www.rifiutizerotorino.it\/\" target=\"_blank\">Coordinamento No inceneritore Rifiuti Zero di Torino<\/a> si raccontano, tramite le loro <strong>azioni di protesta, ricerca scientifica, informazione e formazione<\/strong> che stanno contribuendo alla creazione di una <strong>consapevolezza diffusa<\/strong> riguardo le diverse tematiche ambientali legate all&#8217;accensione di un impianto in una comunit\u00e0.<\/em><br \/>\n<strong><br \/>\nLe origini<\/strong><br \/>\nNel 1995 il Comune di Torino decret\u00f2 la costruzione di un inceneritore per rifiuti ospedalieri al Gerbido, per far fronte la chiusura del pi\u00f9 vecchio impianto di Molinette. La zona \u00e8 ritenuta tattica poich\u00e8, ancora sotto l&#8217;amministrazione di Torino, si estende come una penisola &#8211; \u201cil ramo secco della citt\u00e0\u201d &#8211; in mezzo ai primi comuni periferici, lontana dagli occhi dei torinesi. Si cre\u00f2 cos\u00ec un comitato spontaneo di cittadini, soprattutto delle zone limitrofe, che raccogliendosi nei locali parrocchiali del Gerbido inizi\u00f2 a studiare il da farsi. \u201cCi chiamammo Salvambiente Gerbido\u201d, mi racconta Francesco, vigile urbano e attivista della prima ora, \u201cgrazie alla collaborazione con l&#8217;amministrazione di Grugliasco \u2013 che all&#8217;epoca aveva un sindaco dei Verdi -, riuscimmo a far valere le nostre ragioni\u201d. Le azioni di protesta furono circoscritte, ma bastarono a far capire all&#8217;amministrazione che costruire un inceneritore in una zona che i cittadini stessi consideravano gi\u00e0  martoriata \u2013 erano gi\u00e0 presenti grandi impianti ritenuti altamente inquinanti come la FIAT -, non era cosa da farsi. Chi protest\u00f2 all&#8217;epoca, ha trovato \u201cbuffo\u201d il fatto che invece, nel 2002, la Provincia considerasse fattibile costruire nella stessa zona un inceneritore di rifiuti urbani. \u201cForse perch\u00e8 ci vedemmo lungo, Salvambiente non si sciolse mai effettivamente\u201d, continua Francesco, e poteva adesso contare anche su forze nuove come Pier Claudio, attivista di grande esperienza ed esperto in materia, e Gian, informatico e curioso, che cercando notizie pi\u00f9 \u201creali\u201d di quelle date in televisione si trov\u00f2 ad approfondire la questione dell&#8217;incenerimento grazie alle prime connessioni internet, ritrovandosi poi attivista. Con l&#8217;avvio del nuovo progetto gli attivisti intuirono che il vento era cambiato in politica: se tradizionalmente, in Piemonte, il partito \u201cincenitorista\u201d era rappresentato dalla Destra, con la costituzione di quello che poi sarebbe diventato il PD si cambiarono le carte in tavola. Intanto, mentre Pier Claudio se la vedeva con la politica locale, Gian, che era in contatto con alcuni gruppi No Inceneritore di Alessadria, fu messo in contatto con degli attivisti liguri che, a loro volta, gli diedero il numero di un comitato in Toscana, ritrovandosi cos\u00ec a telefonare a Rossano Ercolini di Capannori. Il gruppo di Torino appena formato, and\u00f2 cos\u00ec a creare un nodo nevralgico nella prima Rete nazionale No Inc (vedi articolo Capannori). Sin da subito la lotta locale nel torinese ha avuto risvolti reticolari, definendosi come lontana dal comportamento NIMBY \u2013 Not In My BackYard \u2013 e come facente parte di una struttura aperta, dinamica e dialogante. \u201c<strong>La lotta non era ancora<\/strong> sotto l&#8217;egida di <strong>Rifiuti Zero<\/strong>, perch\u00e8 ancora non esisteva come terminologia, ma solo come concetto\u201d, mi dice Gian, \u201cma \u00e8 grazie al nostro continuo studiare, incontrarci faccia a faccia, parlare, informarci l&#8217;un l&#8217;altro che la strategia ha poi preso piede in Italia\u201d. In quei primi anni, nonostante il percorso formativo e teorico iniziato con la <strong>rete No Inc<\/strong>, fu difficile raggiungere la gente, il \u201ccittadino medio\u201d. \u201cIn piena emergenza rifiuti a Napoli\u201d, mi spiega Pier Claudio, \u201ci media non facevano altro che bombardarci sulla pericolosit\u00e0 di un accumulo di rifiuti, con immagini terrorizzanti dalla Campania. Fu in quel contesto che l&#8217;amministrazione motiv\u00f2 la costruzione dell&#8217;inceneritore e la gente ne fu pure sollevata\u201d. \u201cTanto \u00e8 vero che la leadership politica che promise di costruire l&#8217;inceneritore fu eletta al primo turno alle elezioni provinciali dell&#8217;epoca\u201d, ricorda Francesco.<br \/>\nEppure qualcosa cambi\u00f2. E fu con l&#8217;ultimazione dell&#8217;alto camino del Gerbido. La gente forse inizi\u00f2 a farsi domande e, se prima ai banchetti informativi fatti dagli attivisti non si fermava nessuno, col passare del tempo sempre pi\u00f9 cittadini iniziarono a volere approfondire la questione &#8220;inceneritore&#8221;. In quegli anni si costitu\u00ec la Rete Nazionale Rifiuti Zero, e nacque cos\u00ec a tutti gli effetti il <strong>Coordinamento No Inceneritore Rifiuti Zero Torino.<br \/>\n<\/strong><br \/>\n<div id=\"attachment_1443\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/20131122_141811-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1443\" src=\"https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/20131122_141811-2-300x194.jpg\" alt=\"Foto scattata ai cancelli dell&#039;impianto del Gerbido, autunno 2013. Gli inceneritori sono spesso pubblicizzati come &quot;valorizzatori&quot; di energia.\" width=\"300\" height=\"194\" class=\"size-medium wp-image-1443\" srcset=\"https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/20131122_141811-2-300x194.jpg 300w, https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/20131122_141811-2-1024x664.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-1443\" class=\"wp-caption-text\">Foto scattata ai cancelli dell&#8217;impianto del Gerbido, autunno 2013. Gli inceneritori sono spesso pubblicizzati come &#8220;valorizzatori&#8221; di energia.<\/p><\/div><br \/>\n<strong>Il Coordinamento<\/strong><br \/>\nSuperfluo dire che l&#8217;obiettivo primario del Coordinamento \u00e8 far chiudere l&#8217;inceneritore, mettendo in rete la sua lotta e \u201cglobalizzandola\u201d in una battaglia comune con tutti quei movimenti che stanno dicendo No ad inceneritori e altri impianti dannosi ambientalmente ed economicamente ad una comunit\u00e0. Torino, definita una delle tre Stalingrado d&#8217;Italia dallo stesso Ercolini, ha contatti con diversi altri gruppi nell&#8217;alessandrino, in Liguria, le stesse Parma e Firenze, gruppi e associazioni del torinese che lavorano nel sociale, nonch\u00e9 altri due movimenti che portano avanti Rifiuti Zero come alternativa ad un impianto: il recente NoPiro e l&#8217;aostana ValleVirtuosa (di entrambi parler\u00f2 nei prossimi due articoli).<br \/>\n<em>Expertise<\/em><br \/>\nCome gli stessi attivisti mi dicono, nonostante nessuno abbia un ruolo predefinito all&#8217;interno del gruppo, \u00e8 anche vero che certi compiti se li prendono persone in base alle proprie conoscenze personali \u2013 <em>expertise<\/em> \u2013 e tendenze caratteriali. \u201cChi \u00e8 bravo a parlare ed \u00e8 coinvolgente sta ai banchetti, chi \u00e8 bravo a spiegare ed ha pazienza va a parlare nelle scuole, chi \u00e8 medico segue le questioni legate alla salute, chi \u00e8 un tecnico quelle tecniche&#8230;e cos\u00ec via\u201d, mi spiega Leo, attivista con particolare predisposizione alla sensibilizzazione e a far banchetti. Ci sono poi figure, come Pier Claudio che hanno maturato un&#8217;esperienza nel settore dell&#8217;attivismo e della politica, nonch\u00e9 nella lotta agli inceneritori che sono preziose; altre come Gian che, grazie sia al proprio lavoro che la propensione ad approfondire le questioni, hanno intrecciato un rete vasta e si occupano quindi di tenere i contatti con la sfera nazionale ed internazionale. Oltre alle competenze private, \u00e8 anche globalmente riconosciuto nel gruppo l&#8217;estrema importanza dei continui studio, aggiornamenti e scambio di informazioni anche con altri gruppi, non solo in materia di \u201cimmondizia\u201d. Come sempre Leo mi spiega, \u201cchi sta ai banchetti deve saper rispondere a domande anche mirate e approfondite su questioni mediche, chimiche e tecniche che riguardano l&#8217;inceneritore e non solo. Una volta mi trovai a fermare per caso un pezzo grosso della ARPA, e l\u00ec dovetti sfoderare tutte le mie conoscenze!\u201d.<br \/>\nQuesto tema sottolinea l&#8217;importanza della <strong>conoscenza condivisa<\/strong> presente su pi\u00f9 livelli, che si dispiegano dal locale dei singoli comitati in rete, al globale dei network internazionali. Questo caratterizza la struttura in \u201cevoluzione\u201d costante del sapere scientifico e socioculturale relativo a Rifiuti Zero. Lo stesso, Luisa &#8211; medico del pronto soccorso e affiliata di <a href=\"http:\/\/www.isde.it\/\" target=\"_blank\">ISDE<\/a> &#8211; dice che \u00e8 importante non solo portare la propria expertise all&#8217;interno del gruppo e usarla per la causa, ma anche continuare ad ampliarla, approfondendo questo e quel tema. Come medico ISDE partecipa a conferenze, si tiene aggiornata e si scambia informazioni con i colleghi \u2013 \u00e8 in contatto sia con Manrico, medico del GCR di Parma che con Gianluca, medico del Coordinamento di Firenze, per citarne due -, tanto che nel 2012 ha creato un gruppo ISDE a Torino. L&#8217;expertise \u00e8 quindi vista come un insieme di competenze personali che possono essere condivise con il gruppo, creando una conoscenza di base condivisa, che per\u00f2 deve aggiornarsi ed essere approfondita in continuazione, cos\u00ec come le expertise maturano sul campo e approfondiscono tematiche utili nella lotta.<br \/>\n<em>Le azioni principali<\/em><br \/>\nIl Coordinamento si \u00e8 fatto sentire sin da subito con un serie di <strong>manifestazioni<\/strong> \u2013 che contavano le migliaia di partecipanti -, eventi informativi in piazza come banchetti, serate di assemblee pubbliche e, si vocifera, anche azioni \u201calla Greenpeace\u201d come l&#8217;arrampicarsi sul camino dell&#8217;impianto, ormai costruito, stendendo uno striscione con scritto \u201cNO INCENERITORE\u201d. L&#8217;<strong>informazione<\/strong> \u00e8 sempre stata ritenuta il chiodo su cui battere costantemente, poich\u00e9 i <strong>cittadini<\/strong> sono visti come la <strong>forza sociale della protesta<\/strong>. A livello di <strong>azioni legali<\/strong>, sono stati presentati numerosi ricorsi all&#8217;opera dell&#8217;impianto, sempre respinti \u201cfatto non strano, visto che i giudici amministrativi sono nominati dalla forza politica in carica\u201d, mi fa notare Luisa. Un&#8217;altra azione, certosina oso dire, \u00e8 quello di <strong>controllo dei dati delle emissioni<\/strong> giornaliere dell&#8217;inceneritore, lavoro di cui si occupa principalmente Valeria. \u00c8 grazie a questi controlli che spesso gli attivisti riescono a denunciare emissioni fuori norma e possibili incidenti all&#8217;interno dell&#8217;impianto, conosciuto, gi\u00e0 in partenza, come difettoso. Questo stato di difetto pu\u00f2 trovare origine nella sua costruzione: sembra che l&#8217;intero edificio sia stato eretto non seguendo le norme di sicurezza sul lavoro, in fretta e furia, per stare nei tempi e non pagare la penale di mancato compimento. Ci\u00f2 ha avuto come principale effetto la mancata messa in sicurezza dell&#8217;intero cantiere, fatto che sembra essere all&#8217;origine di numerosi infortuni fra gli operai e, con forti probabilit\u00e0, la morte di quattro di questi. Sono stati alcuni lavoratori stessi, anonimi, che hanno contattato il Coordinamento denunciando <strong>condizioni di lavoro ben lontane da quelle previste dalla legge<\/strong>: esposti ad esalazioni provenienti dai rifiuti immagazzinati previa l&#8217;accensione, lavoravano in un cantiere a cielo aperto senza alcun riparo. In seguito ad un allagamento di una zona delle fondamenta, ci fu un cortocircuito che danneggi\u00f2 diverse parti dell&#8217;edificio, compresa una turbina che tuttora sembra essere la causa dei numerosi incidenti accaduti a pochi mesi dall&#8217;accensione.<br \/>\nDa un anno a questa parte \u00e8 stata condotta un&#8217;<strong>analisi epidemiologica<\/strong> sulle unghie dei bambini residenti le zone limitrofe l&#8217;inceneritore. Lavorando in un laboratorio tenuto &#8216;segreto&#8217; \u201cper evitare che i ricercatori abbiano pressioni dall&#8217;alto, come probabilmente \u00e8 accaduto in passato\u201d, dice Luisa, i primi risultati mostrano i livelli di metalli pesanti nei bambini prima dell&#8217;accensione dell&#8217;impianto, per avere un dato di paragone iniziale. I secondi prelievi sono stati fatti a giugno scorso e la ricerca proceder\u00e0 per i prossimi anni. \u201cE&#8217; un&#8217;iniziativa che mira a prevenire gli effetti peggiori delle diossine, monitorandone i livelli in soggetti in crescita e quindi pi\u00f9 esposti. Cos\u00ec facendo dovremmo essere in grado di portare dati certi sugli effetti dell&#8217;incenerimento sulla salute dei cittadini\u201d.<br \/>\nA proposito di giovani generazioni, il Coordinamento da anni si impegna nella sensibilizzazione e <strong>formazione di una coscienza ambientale nelle scuole<\/strong>. Sulla citt\u00e0 di Torino, Luisa e Pier Claudio hanno portato avanti per diverso tempo lezioni e assemblee nelle scuole secondarie, molto partecipate e con un pubblico incredibilmente attento. Nel comune di Colegno, uno dei limitrofi il Gerbido, l&#8217;anno scorso Leo, Silvia \u2013 un&#8217;altra attivista del gruppo torinese -, Valeria e Paolo \u2013 il curatore della comunicazione della grafica degli eventi organizzati \u2013 si sono occupati di un progetto di formazione ambientale per 20 classi elementari. Il progetto, ideato da Enrico \u2013 un attivista che si \u00e8 inoltre occupato della creazione del sito web del Coordinamento \u2013 aveva come obiettivo il fornire una conoscenza globale dei temi ambientali \u2013 acqua, terra, energia, rifiuti \u2013 con gli strumenti e i termini adatti ai pi\u00f9 piccoli.<br \/>\nDa sempre il Coordinamento ha cercato di replicare alla mala informazione e alle conflittualit\u00e0 con la leadership politica non solo con comunicati stampa e articoli, ma anche tramite brevi <strong>video<\/strong> ed interviste che approfondiscono alcune delle tematiche di lotta pi\u00f9 critiche da diffondere. Questi video, di cui si sono occupati Paolo, Silvio ed Elisabetta \u2013 altri due attivisti che si occupano dei media -, sono poi stati postati sul canale YouTube del Coordinamento (Rifiuti Zero Tv). \u201cE&#8217; un&#8217;azione importante\u201d, dice Paolo, \u201cperch\u00e8 l&#8217;articolo sul sito non tutti lo leggono, mentre un video arriva diretto, non \u00e8 pesante perch\u00e8 breve e, essendo una serie di immagini, pu\u00f2 essere pi\u00f9 incisivo che di parole scritte\u201d. Sempre in linea con queste sue parole, Paolo si \u00e8 inoltre occupato anche della divulgazione del <a href=\"http:\/\/www.trashedfilm.com\/\" target=\"_blank\">film documentario Trashed<\/a> \u2013 e del relativo dibattito che di solito segue alla proiezione \u2013 in diversi circoli del torinese.<br \/>\nL&#8217;<strong>empowerment culturale<\/strong> passa per diverse vie di comunicazione: oltre alle verbali dirette tipiche delle azioni informative e quelle scritte dei comunicati e dei volantini, le visive sono spesso molto incisive, poich\u00e9 riescono a creare legami cognitivi con una realt\u00e0 vissuta o relativa a circostanze non troppo lontane dal quotidiano di ogni cittadino.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/TRASHED_MOVIE_POSTER_A3_WEB_V3.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/TRASHED_MOVIE_POSTER_A3_WEB_V3-214x300.jpg\" alt=\"TRASHED_MOVIE_POSTER_A3_WEB_V3\" width=\"214\" height=\"300\" class=\"alignright size-medium wp-image-1440\" srcset=\"https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/TRASHED_MOVIE_POSTER_A3_WEB_V3-214x300.jpg 214w, https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/TRASHED_MOVIE_POSTER_A3_WEB_V3-731x1024.jpg 731w, https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/TRASHED_MOVIE_POSTER_A3_WEB_V3.jpg 1813w\" sizes=\"auto, (max-width: 214px) 100vw, 214px\" \/><\/a><br \/>\n<strong>Trashed a Grugliasco<\/strong><br \/>\nTrashed \u00e8 l&#8217;ultimo film di Candida Brady, interpretato da uno scosso e conciso Jeremy Irons, ed ha la capacit\u00e0 di suscitare un miriade di reazioni che si risolvono spesso con una presa di coscienza da parte del pubblico su diverse tematiche ambientali attuali. La platea di Grugliasco &#8211; comune nei pressi di Torino i cui cittadini hanno potuto seguire l&#8217;evolversi dei lavori dell&#8217;inceneritore dalle finestre di casa propria &#8211; non ha fatto probabilmente eccezione. La proiezione \u00e8 stata l&#8217;evento lancio di <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/rifiutizerogru\" target=\"_blank\">Rifiuti Zero Grugliasco<\/a>, comitato satellite del Coordinamento di Torino, creato da attivisti del Coordinamento stesso che vivono nel comune. <em>Following up<\/em> che denota bene l&#8217;azione non solo di sensibilizzazione sul territorio del gruppo di Torino, ma anche la sua incisivit\u00e0 nell&#8217;aver creato un contesto di <strong>empowerment sociale ed educativo<\/strong>, tanto da aver portato attivisti del proprio gruppo ad occuparsi della proprio localit\u00e0, pur continuando l&#8217;impegno con il Coordinamento. Parlando con Federico \u2013 giovane attivista ed uno degli iniziatori del gruppo di Grugliasco \u2013 riguardo il concetto di Rifiuti Zero, lui mi fa notare che \u201cil bello di Rifiuti Zero \u00e8 che non sono tutti scienziati. Anzi, per dire, lo stesso Cavallari nasce dalla politica, per\u00f2 studiando, \u00e8 riuscito a portare avanti le questioni anche pi\u00f9 tecniche. Siamo un insieme di persone che, mettendo insieme le proprie conoscenze, crea quello che \u00e8 Rifiuti Zero. \u00c8 splendido, \u00e8 una comunit\u00e0!\u201d.<br \/>\n<div id=\"attachment_1445\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/VEGLIA-TORINO.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1445\" src=\"https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/VEGLIA-TORINO-300x225.jpg\" alt=\"Scatto del &quot;lancio delle lanterne&quot; alla &quot;veglia funebre&quot; davanti i cancelli dell&#039;impianto, by Valeria - luglio 2014\" width=\"300\" height=\"225\" class=\"size-medium wp-image-1445\" srcset=\"https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/VEGLIA-TORINO-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/VEGLIA-TORINO.jpg 960w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-1445\" class=\"wp-caption-text\">Scatto del &#8220;lancio delle lanterne&#8221; alla &#8220;veglia funebre&#8221; davanti i cancelli dell&#8217;impianto, by Valeria &#8211; luglio 2014<\/p><\/div><br \/>\n<strong><br \/>\nLa situazione attuale<\/strong><br \/>\nCon l&#8217;inceneritore acceso da un anno, il cui funzionamento \u00e8 soggetto a continui interventi tecnici, dovuti in gran parte dallo sforamento dei limiti legali di alcune sostanze nelle emissioni dell&#8217;impinato, il Coordinamento tiene testa e continua con le azioni di informazione e protesta sui diversi fronti fin ora descritti. Una delle ultime manifestazioni del gruppo torinese al completo, \u00e8 stata una \u201c<a href=\"http:\/\/tv.ilfattoquotidiano.it\/2014\/06\/20\/torino-comitati-contro-linceneritore-di-gerbido-veglia-funebre-per-nostra-salute\/285427\/\" target=\"_blank\">veglia funebre<\/a>\u201d alle porte dell&#8217;inceneritore la sera prima dell&#8217;inaugurazione (19 giugno) \u2013 cui avrebbero partecipato numerosi politici locali -, \u201cper altro a distanza di un anno dalla sua accensione\u201d, sottolinea Valeria nel raccontarmelo. \u201cEravamo circa 200 persone davanti agli ingressi.\u201d, continua \u201cAbbiamo fatto volare lanterne e acceso candele. Ad un microfono ognuno poteva esprimere un proprio pensiero, una frase, leggere una parte di un libro&#8230;\u201d. Il giorno dopo, anche se i manifestanti presenti erano meno rispetto alla sera prima, perch\u00e8 giorno lavorativo, il Coordinamento ha invece organizzato un&#8217;azione di <strong>boicottaggio dei politici<\/strong> che entravano per il buffet di inaugurazione dell&#8217;impianto. \u201cCon noi c&#8217;era anche il sindaco di Rivalta, che ha preferito stare dalla nostra parte purch\u00e8 entrare con tutti gli altri\u201d, conclude Valeria. Rivalta, infatti, da quasi tre anni a questa parte si \u00e8 sempre schierata contro l&#8217;inceneritore, sostenendo anche in modo fisico e tangibile &#8211; come pu\u00f2 essere una presenza istituzionale fra le fila degli attivisti \u2013 il lavoro del Coordinamento.<br \/>\nConcludendo, il Coordinamento No Inceneritore Rifiuti Zero Torino, nella sua decennale lotta per l&#8217;attuazione di un&#8217;<strong>alternativa sostenibile<\/strong> all&#8217;inceneritore del Gerbido, \u00e8 stato in grado non solo di creare un certo livello di consapevolezza e formazione sulle tematiche ambientali e di gestione dei rifiuti fra la popolazione \u2013 grazie anche ad azioni di empowerment educativo, come i cicli di lezioni nella scuole \u2013, ma sta costruendo una conoscenza condivisa di base grazie all&#8217;apporto delle <strong>expertise maturate ed acquisite nella lotta<\/strong>. Il Coordinamento sta inoltre contribuendo a livello nazionale a creare una conoscenza medico-scientifico sul tema delle conseguenze delle diossine nella crescita di soggetti, grazie all&#8217;inizio dell&#8217;indagine epidemiologica: i dati riportati da queste analisi saranno probabilmente preziosi in futuro per l&#8217;argomentazione \u201cno inceneritore\u201d nel dibattito pubblico.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cLa maggior parte delle persone a Torino non sa che c&#8217;\u00e8 un inceneritore, perch\u00e8 non lo vede\u201d, mi dice Valeria, studentessa al Politecnico e attivista del Coordinamento. \u201cAnche in passato, abbiamo faticato per farci ascoltare, persino nelle zone vicino il sito di costruzione. La gente ha iniziato a seguirci quando ha visto ultimato il camino, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":1439,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1,19],"tags":[],"class_list":["post-1437","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-news-in-evidenza","category-zero-waste-rubrica"],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/RZTO.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1437","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1437"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1437\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1459,"href":"https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1437\/revisions\/1459"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1439"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1437"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1437"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1437"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}