{"id":1461,"date":"2014-11-06T12:19:13","date_gmt":"2014-11-06T11:19:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/?p=1461"},"modified":"2014-11-06T12:19:13","modified_gmt":"2014-11-06T11:19:13","slug":"i-nopiro-lotta-sul-confine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/i-nopiro-lotta-sul-confine\/","title":{"rendered":"I NoPiro. Lotta sul confine"},"content":{"rendered":"<p><em>Visto il rapido excursus fatto circa le origini di Rifiuti Zero, continuiamo adesso i racconti di lotta di cittadini contro opere sgradite. Insieme alle comunit\u00e0 protagoniste degli degli ultimi articoli, che storicamente e tenacemente portano avanti le proprie battaglie contro i rispettivi impianti di incenerimento, in Italia sono sorti molti altri comitati. Rifacendosi alle esperienze dei gruppi \u201cstorici\u201d, questi nuovi movimenti portano avanti Rifiuti Zero come alternativa, contribuendo a loro volta alla processuale creazione di una conoscenza condivisa e di un&#8217;expertise \u201cda battaglia\u201d, e all&#8217;empowerment della comunit\u00e0 in cui operano. Rifacendosi al contesto torinese, parleremo adesso di un gruppo recente e attivo nella zona della Dora Baltea, a confine tra Piemonte e Val d&#8217;Aosta.<\/em><\/p>\n<p>\u201cAllora tu immaginati una piccola enclave a met\u00e0 tra Val d&#8217;Aosta e Piemonte che comprende territori di entrambe le regioni\u201d, mi spiega l&#8217;attivista No Piro Mauro, nel darmi una panoramica della sua terra. \u201c\u00c8 un comprensorio di otto piccoli comuni, di poche migliaia di abitanti. In mezzo a questo territorio vogliono fare questo impianto. Essendo un territorio a prevalenza agrituristica, \u00e8 una roba folle. I produttori sono stati spesso restii a contestare in prima persona, perch\u00e8 abbiamo un &#8216;feudatario&#8217;, un imprenditore della zona che qui ha una potenza esagerata\u201d. Questo \u00e8 il contesto in cui i<a href=\"http:\/\/www.nopiro.it\/\" target=\"_blank\"> No Piro<\/a>, un comitato spontaneo composto da cittadini, agiscono. Hanno lottato contro la costruzione di un <strong>pirogassificatore modulare trasportabile<\/strong> &#8211; opera imposta dall&#8217;amministrazione locale -, riuscendo a fermarne l&#8217;avvio della sperimentazione. In questo articolo cercheremo di capire la loro esperienza e il loro inserimento nella rete <strong>Rifiuti Zero<\/strong>, strategia che hanno deciso di proporre come alternativa alla pirogassificazione. <\/p>\n<p><strong>Il Pirogassificatore mobile<\/strong><br \/>\nPoint Saint Martin \u00e8 uno dei primi paesi della Val d&#8217;Aosta, proprio al confine con il Piemonte. Insieme ad altre comunit\u00e0 limitrofe \u2013 sia valdostane che piemontesi \u2013 fa parte del bacino della <em>Dora Baltea<\/em>, un fiume che scorre al confine tra le due regioni, che racchiude in se il reale senso di appartenenza territoriale. \u00c8 proprio in questa zona di confine, sentita \u2013 per quanto riguarda i lavori di impresa pubblica e amministrativi \u2013 un po&#8217; come \u201cterra di nessuno\u201d che si \u00e8 deciso di costruire, come reputata innovazione, un pirogassificatore mobile. Precisamente, a Borgofranco d&#8217;Ivrea, che \u00e8 gi\u00e0 Piemonte, ma l&#8217;azione dell&#8217;impianto andr\u00e0 a coprire tutto il territorio circostante. L&#8217;impianto \u00e8 stato costruito in un sito che, secondo gli attivisti No Piro, \u00e8 gi\u00e0 causa di inquinamento da tempo: sede in passato di varie attivit\u00e0 a forte impatto ambientale (come la fabbrica di alluminio ALCAN), \u00e8 poi divenuto un deposito per attrezzature di un&#8217;impresa edile appaltata per la costruzione della TAV, la stessa di cui il \u201cfeudatario\u201d prima citato \u00e8 proprietario. Fra i vari finanziatori privati del progetto, figura proprio anche questa impresa edile, cosa che sottolinea la gi\u00e0 nota influenza politica ed economica che il personaggio in questione ha avuto sulle amministrazioni del bacino della Dora.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/26545_piro.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/26545_piro-300x199.jpg\" alt=\"26545_piro\" width=\"300\" height=\"199\" class=\"alignright size-medium wp-image-1463\" srcset=\"https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/26545_piro-300x199.jpg 300w, https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/26545_piro.jpg 440w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><br \/>\nCosa \u00e8 un <a href=\"www.pirogassificatore.net\/differenze.html\" target=\"_blank\">pirogassificatore<\/a>? \u00c8 un impianto di smaltimento termico dei rifiuti, anche chimici e speciali, che utilizza tecnologie sia degli impianti a pirolisi, sia quelle degli inceneritori. Di brevetto italiano, l&#8217;innovazione pare stare nei costi ridotti e la praticit\u00e0, dati dalla costruzione modulare dell&#8217;impianto, la piccola dimensione e dalla possibilit\u00e0 di trasportarlo. Come lo definiscono gli attivisti No Piro, \u201cun inceneritore portatile\u201d. Introduco il termine <strong>inceneritore<\/strong>, perch\u00e8 al contrario degli impianti di pirolisi (comunque inquinanti) che usano il trattamento termico come strumento di scissione dei legami chimici in un ambiente privo di ossigeno, il pirogassificatore invece utilizza il Gas d&#8217;aria nel processo termico, che diventa cos\u00ec combustione, tipica del trattamento per incenerimento. Il prodotto del trattamento \u00e8 gassoso e, teoricamente, \u00e8 energia. Ma se anche i prodotti della pirolisi sono di qualit\u00e0 \u201c<a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Pirolisi#Trattamento_dei_rifiuti\" target=\"_blank\">migliorabile<\/a>\u201d, quelli del pirogassificatore non sono niente di diverso di quelli di un comune gassificatore e le emissioni le stesse di un inceneritore. L&#8217;altro elemento di allarme per i cittadini della Dora Baltea, \u00e8 stato il fatto che tale impianto \u00e8 mobile: questo significa che, se attivato, le emissioni non si concentreranno in un unico luogo, bens\u00ec in un intero bacino territoriale, dove aziende agricole sorgono in gran numero e per la cui conformazione geografica \u2013 \u00e8 un imbuto fra le montagne, mi spiegano \u2013 permetterebbe un notevole stagnamento delle emissioni.<\/p>\n<p><strong>I NoPiro. Nascita e azioni di un comitato<\/strong><br \/>\n\u201cIn sostanza questo \u00e8 un comitato creato da cittadini, nato di fretta e furia perch\u00e8 ci hanno presentato un progetto che gi\u00e0 partiva\u201d, mi aveva spiegato Gigi, proprietario di un negozio in paese e uno dei portavoce del comitato nell&#8217;autunno 2013 \u2013 quando andai sul posto lo scorso anno. \u201cIl progetto dell&#8217;impianto, abbiamo poi capito, era gi\u00e0 partito nel 2011, con l&#8217;idea di un pirogassificatore di grandi dimensioni. Idea poi accantonata in favore di un progetto pi\u00f9 piccolo, che fungesse da sperimentazione poi per un successivo impianto grande\u201d. Quando il progetto \u00e8 stato reso pubblico dall&#8217;amministrazione, i primi a rendersene conto furono gli attivisti del Comitato 5 Stelle di Ivrea, a marzo 2013. Radunarono un po&#8217; di persone e avviarono una collaborazione con Legambiente. Ma le opinioni circa la fase di sperimentazione si rivelarono subito discordanti, tanto che un gruppo di cittadini decise di staccarsi e creare un comitato nuovo, i No Piro, che sin da subito si \u00e8 dimostrato contro l&#8217;accensione dell&#8217;impianto in toto, iniziando a portare avanti come alternativa la strategia Rifiuti Zero. L&#8217;altro gruppo, legato a Legambiente e a favore di una sperimentazione purch\u00e8 monitorata, prese il nome di \u201c<a href=\"http:\/\/dorabalteacherespira.blogspot.it\/\" target=\"_blank\">Dora Baltea che respira<\/a>\u201d.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/mani-no-piro.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/mani-no-piro-300x168.jpg\" alt=\"mani no piro\" width=\"300\" height=\"168\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1464\" srcset=\"https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/mani-no-piro-300x168.jpg 300w, https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/mani-no-piro.jpg 642w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><br \/>\nCome gli attivisti stessi tendono a sottolineare, il comitato No Piro si \u00e8 costituito con l&#8217;obiettivo di informare la gente, confrontarsi e capire che alternative proporre. Basato su un&#8217;organizzazione trasversale (\u201cnon tendiamo ad avere capi ma persone che si mettono al servizio\u201d, mi dice Paola, maestra e attuale portavoce del comitato, nello spiegarmi come mai gli incarichi di rappresentanza ruotano fra i membri del gruppo), il comitato ha organizzato <strong>eventi a scadenza quasi settimanale<\/strong>: banchetti, manifestazioni, l&#8217;intervento di Paul Connett nell&#8217;ottobre 2013, le proiezioni di <strong>Trashed<\/strong> e di <strong>Sporchi da Morire<\/strong>, sono stati solo alcuni degli eventi che hanno contribuito a creare una <strong>popolazione consapevole<\/strong> della realt\u00e0 in cui sta vivendo e delle possibili azioni da portare avanti per poterla migliorare. \u201cC&#8217;\u00e8 molta partecipazione alle iniziative, c&#8217;\u00e8 sempre stata. Abbiamo puntato molto anche alla visibilit\u00e0, riempiendo i paesi di &#8216;bandieroni&#8217; con scritte pro riciclo e no incenerimento\u201d, mi spiega Paola, \u201cabbiamo anche lavorato molto sulle amministrazioni locali, per far capire loro cosa sta succedendo e l&#8217;importanza di avere un&#8217;alternativa. Molti ci hanno ascoltato e non solo ci tengono in considerazione, ma simpatizzano il nostro movimento. Per dire, sul municipio di Settimo Vittone c&#8217;\u00e8 un bandierone con la scritta &#8216;Settimo non brucia, ma ricicla&#8217;\u201d.<br \/>\nCome molti comitati in lotta contro un&#8217;opera sgradita che portano avanti Rifiuti Zero, l&#8217;<strong>educazione e l&#8217;informazione\/formazione della cittadinanza<\/strong> \u00e8 fondamentale. Una popolazione educata e consapevole, che si sa orientare nel contesto quotidiano \u00e8 uno degli elementi fondamentali del processo di <em>empowerment<\/em>. \u201cIl sapere, la consapevolezza della popolazione&#8230;\u00e8 quello che fa terra bruciata intorno ad un&#8217;amministrazione corrotta\u201d. Queste parole, dette da Fabrizio, ex amministratore della zona e portavoce del comitato nell&#8217;autunno 2013, prendono un certo valore qualora si va a notare che la nuova amministrazione di Borgofranco \u2013 prima roccaforte del PD e pro incenerimento da linea di partito \u2013 instauratasi questa primavera ha un sindaco No Piro e vicesindaco attivista di \u201cDora Baltea che respira\u201d. Questo fatto, insieme a quello che diverse amministrazioni comunali si sono schierate chiaramente con il comitato, pu\u00f2 rappresentare un certo tipo di raggiungimento in termini di cambiamento della <strong>governance del territorio<\/strong> con <strong>azione bottom-up<\/strong>, basata quindi su una <strong>cittadinanza attiva<\/strong> perch\u00e8 empowered grazie all&#8217;azione di un <strong>comitato grassroot<\/strong> che porta avanti pratiche Rifiuti Zero. \u201cAndare contro certi personaggi potenti, sia politicamente che economicamente, non \u00e8 stato facile. Abbiamo dovuto agire capillarmente, mettendoci la faccia\u201d, continua Paola nella nostra intervista, \u201cecco perch\u00e8 non abbiamo mai fatto ricorso al TAR, sapevamo che la vera battaglia si sarebbe condotta dal basso, positivamente e con azioni propositive\u201d.<br \/>\nSi va cos\u00ec a creare un contesto in cui l&#8217;identit\u00e0 di comunit\u00e0 diviene coesa in una situazione di conflitto che richiede una cittadinanza culturalmente e politicamente empowered. <\/p>\n<p><strong>La rete dei comitati<\/strong><br \/>\nConsapevolezza, educazione e formazione in questo senso, sono rafforzate dalla<strong> messa in rete<\/strong> del comitato No Piro con le altre realt\u00e0 in lotta contro opere sgradite della zona, oltre che con il panorama Rifiuti Zero. Infatti, laddove un contesto non dispone di certe expertise importanti per la formazione della popolazione riguardo ad una situazione percepita come di conflitto e pericolo, il network \u00e8 fondamentale. Sin da subito i No Piro si sono collegati con il <a href=\"http:\/\/www.rifiutizerotorino.it\/\" target=\"_blank\">Coordinamento di Torino<\/a> e <a href=\"http:\/\/www.vallevirtuosa.it\/\" target=\"_blank\">ValleVirtuosa<\/a> di Aosta, sia per l&#8217;organizzazione di serate informative ed azioni politiche, sia per attivit\u00e0 scientifiche.<br \/>\n<div id=\"attachment_1465\" style=\"width: 278px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/camper-in-partenza.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1465\" src=\"https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/camper-in-partenza-268x300.png\" alt=\"Il camper utilizzato come punto per la raccolta delle unghie, foto del sito nopiro.it\" width=\"268\" height=\"300\" class=\"size-medium wp-image-1465\" srcset=\"https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/camper-in-partenza-268x300.png 268w, https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/camper-in-partenza.png 508w\" sizes=\"auto, (max-width: 268px) 100vw, 268px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-1465\" class=\"wp-caption-text\">Il camper utilizzato come punto per la raccolta delle unghie, foto del sito nopiro.it<\/p><\/div><br \/>\nPer quanto riguarda quest&#8217;ultime, i No Piro stanno portando avanti un&#8217;<strong>analisi epidemiologica<\/strong> sulle unghie dei bambini di seconda e terza elementare residenti nella zona della Dora Baltea, per monitorare i dati relativi alla presenza di metalli pesanti nell&#8217;organismo. Questa iniziativa, che vede protagonista anche la pediatra di base della zona, \u00e8 stata avviata in rete con i medici di ISDE di Torino, e la stessa Luisa (vedi articolo sul <a href=\"https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/le-origini-di-rifiuti-zero-le-tre-stalingrado-torino\/\" target=\"_blank\">Coordinamento di Torino<\/a>) ha partecipato alla giornata di prelievo di campioni organizzata dal comitato. Come Paola mi spiega, in quel territorio l&#8217;incidenza di tumori \u2013 anche infantili \u2013 \u00e8 considerevole. Molti vedono la causa nelle attivit\u00e0 industriali precedenti, in primis quelle relative alla lavorazione dell&#8217;alluminio della ALCAN.<br \/>\n\u201cPerch\u00e8 la nostra pediatra di base si \u00e8 interessata a questa analisi? Abbiamo molti malesseri legati alla respirazione o di origine oncologica, che soprattutto coinvolgono i bambini.\u201d, dice Paola, \u201cLo vedo anche a scuola, molti bambini hanno l&#8217;asma e tossi che non finiscono pi\u00f9. Quello che stiamo facendo \u00e8 per le generazioni future e per limitare i danni a quelle di oggi\u201d, inquadrando l&#8217;operato del comitato No Piro in un&#8217;azione che prevede obiettivi di miglioramento della vita anche a lungo termine.<br \/>\nUn po&#8217; per vicinanza geografica, un po&#8217; per vicinanza di esperienza, i No Piro sono in contatto anche con il gruppo di Aosta, ValleVirtuosa, gi\u00e0 d&#8217;esperienza nella lotta contro la pirogassificazione. ValleVirtuosa, oltre a dare un appoggio in termini di presenza e di messa a disposizione di <em>expertise<\/em> riguardo l&#8217;organizzazione di serate informative e manifestazioni di formazione alla cittadinanza, ha aiutato i No Piro anche per la raccolta firme da presentare per evitare l&#8217;avvio della sperimentazione. Oltre a questo, l&#8217;unione delle forze dei due gruppi ha fatto si che le amministrazioni comunali valdostane siano sfavorevoli all&#8217;impianto della Dora Baltea.<br \/>\nGli stessi No Piro, maturata una certa esperienza nella lotta ad opere sgradite, sono spesso chiamati da altri comitati per raccontare la propria storia, dando appoggio alle lotte di altre realt\u00e0 che stanno vivendo una situazione simile. \u201cSiamo in rete con Biella e Palazzo Canavese dove vogliono costruire dei pirogassificatori modulari come qui; con Chivasso e Vespiano dove vogliono bloccare il progetto di una nuova discarica e con Romano Canavese dove si stanno costruendo nuove mega antenne\u201d, mi spiega Paola, \u201cnoi alla fine non facciamo altro che riportare la nostra esperienza e dare supporto a questi gruppi. <strong>La nostra forza sta nell&#8217;informazione condivisa<\/strong> e nel supporto reciproco come <strong>rete di comitati<\/strong>\u201d, parole che sottolineano l&#8217;importanza della conoscenza condivisa promossa nel panorama dei network Rifiuti Zero.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e8 Rifiuti Zero?<\/strong><br \/>\nQuando chiedo il motivo per cui hanno deciso di adottare Rifiuti Zero come proposta alternativa alla pirogassificazione, mi rispondono che la positivit\u00e0 e la semplicit\u00e0 della soluzione calza perfettamente per la loro situazione: \u00e8 una strategia caratterizzata da un&#8217;azione che funziona anche sul \u201cpiccolo\u201d, perch\u00e8 basata su semplici azioni quotidiane che tutti fanno (<strong>buone pratiche<\/strong>), responsabilizzando gli amministratori, i produttori e i cittadini \u2013 le <strong>Tre Responsabilit\u00e0 di base<\/strong> -e presentadosi come <strong>azioni di empowerment<\/strong> della cittadinanza.<br \/>\nQuando iniziarono a fare la raccolta firme contro il pirogassificatore, i No Piro iniziarono contemporaneamente anche quella per la proposta di iniziativa popolare per la Legge Rifiuti Zero. \u201cCos\u00ec quando ci chiedevano: e se non si fa il pirogassificatore, cosa facciamo? Noi rispondevamo subito con una strategia pronta\u201d, dice Paola. Gli attivisti sottolineano l&#8217;importanza del fatto che Rifiuti Zero \u00e8 una questione di abitudini che deve entrare nella routine quotidiana, ed \u00e8 cos\u00ec che entrer\u00e0 anche nella cultura del territorio. Partendo da questa prospettiva, il comitato ha costruito la propria azione sul territorio, coordinato il network nascente di comitati e si sono inseriti nel contesto Rifiuti Zero, costruendo una protesta propositiva e positiva, che avesse il volto dei cittadini del bacino della Dora Baltea.<br \/>\nIn questo contesto, dove la diffusione di un certo livello di educazione ambientale \u00e8 buona, l&#8217;opera dei No Piro sta avviando un percorso di messa in atto di quelle buone pratiche che mirano a miglioramento della vita, con la promozione di Rifiuti Zero. \u201cLe basi sono buone, ma dobbiamo scavare, dobbiamo migliorare. In alcune zone viene usata la pratica del lombricompostaggio per produrre fertilizzante; la differenziata c&#8217;\u00e8 in tutti i comuni ma pu\u00f2 essere fatta meglio\u201d dice Paola. Le stesse buone <strong>pratiche relative alla valorizzazione dell&#8217;agricoltura e dell&#8217;artigianato<\/strong> avrebbero una grande importanza in un territorio dove prevalgono queste attivit\u00e0. \u201cIn seguito alla chiusura degli impianti industriali, dobbiamo puntare sulle nostre eccellenze territoriali: i prodotti agricoli, di artigianato e  rivitalizzare il turismo\u201d, continua la portavoce, \u201cRifiuti Zero, oltre a rappresentare un&#8217;alternativa al pirogassificatore \u00e8 anche un modo di dare valore al nostro territorio\u201d. Si sottolinea cos\u00ec il fatto che la strategia non riguarda solo i rifiuti, ma anche il sistema economico e sociale di una comunit\u00e0, definendo <strong>Rifiuti Zero sia una strategia economica che una filosofia<\/strong> di vita basata su buone pratiche \u2013 che potrebbero essere definite \u201cpratiche di resistenza quotidiana\u201d &#8211; che, incidendo come azioni di empowerment nella societ\u00e0, vanno a formare le basi per una cultura definibile come &#8220;zerowaste&#8221;. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Visto il rapido excursus fatto circa le origini di Rifiuti Zero, continuiamo adesso i racconti di lotta di cittadini contro opere sgradite. Insieme alle comunit\u00e0 protagoniste degli degli ultimi articoli, che storicamente e tenacemente portano avanti le proprie battaglie contro i rispettivi impianti di incenerimento, in Italia sono sorti molti altri comitati. 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