{"id":1520,"date":"2014-12-29T15:55:02","date_gmt":"2014-12-29T14:55:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/?p=1520"},"modified":"2014-12-29T15:58:43","modified_gmt":"2014-12-29T14:58:43","slug":"il-comitato-per-il-no-al-raddoppio-dellinceneritore-di-massafra-per-una-corretta-gestione-dei-rifiuti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/il-comitato-per-il-no-al-raddoppio-dellinceneritore-di-massafra-per-una-corretta-gestione-dei-rifiuti\/","title":{"rendered":"Il Comitato per il No al Raddoppio dell&#8217;inceneritore di Massafra. Per una corretta gestione dei rifiuti"},"content":{"rendered":"<p>Con questo articolo intendo segnare un passaggio di soggetto: se sin ora abbiamo parlato di comitati in lotta, l&#8217;esperienza del comitato di Massafra ci conduce da una lotta ad una presa di conoscenza e volont\u00e0 per una corretta gestione dei rifiuti, di cui le comunit\u00e0 della prossima sezione saranno protagoniste. <\/p>\n<p><em>Massafra \u00e8 un cittadina della provincia di Taranto, a dieci km dall&#8217;Ilva in linea d&#8217;aria. Immersa nel suggestivo Parco delle Gravine e costellata di uliveti e masserie, ospita l\u2019<a href=\"http:\/\/www.appiaenergy.com\/registrazione_emas.html\" target=\"_blank\">inceneritore Appia Energy-Marcegaglia<\/a>, impianto per il quale nel febbraio 2012  \u00e8 stato proposto un progetto di raddoppio. Attualmente \u00e8 l\u2019unico inceneritore in funzione in Puglia.<br \/>\nIl certosino lavoro di informazione e di \u201c<strong>lotta burocratica<\/strong>\u201d degli attivisti di <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/groups\/187575254694322\/?fref=ts\" target=\"_blank\">No Raddoppio dell&#8217;inceneritore \u2013 per una corretta gestione dei rifiuti<\/a> a Massafra, semplici cittadini con <strong>volont\u00e0 ed expertise<\/strong> professionali spendibili nella battaglia culturale in atto, si \u00e8 dovuto scontrare con un difficile contesto socio-politico ed economico. Nonostante ci\u00f2, il comitato \u00e8 riuscito a bloccare l\u2019iter amministrativo e attualmente il procedimento \u00e8 all\u2019esame del Consiglio di Stato.<br \/>\nLa promozione della strategia Rifiuti Zero ha dato le linee guida per continuare il progetto di valorizzazione e salvaguardia del territorio, anche da un punto di vista di <strong>patrimonializzazione economica e sociale di comunit\u00e0<\/strong>.<\/em><\/p>\n<p><strong>Le origini<\/strong><br \/>\nQuesta non \u00e8 stata la prima lotta contro l&#8217;inceneritore di Massafra. Come raccontano Savino, il chimico e farmacista del gruppo, e Giovanni \u2013 quello che sar\u00e0 poi definito il \u201csaggio\u201d, da sempre attento alle tematiche ambientali \u2013, protagonisti anche della prima esperienza di battaglia, vi era stata una mobilitazione popolare piuttosto grande e ben organizzata contro la costruzione del primo impianto. Nonostante la vittoria sembrasse cosa praticamente certa, il sindaco dell&#8217;epoca si dimise improvvisamente e gli avvicendamenti politici favorirono la costruzione dell\u2019impianto.<br \/>\nSavino racconta poi come sia nata la battaglia attuale. Nel febbraio del 2012, Giovanni scopre il progetto di raddoppiare l&#8217;inceneritore della sua cittadina per caso, tramite la newsletter del movimento per l&#8217;Acqua Bene Comune. Insieme a Savino, con cui si occupa della Bottega del Commercio Equo e Solidale di Massafra, decidono di chiedere chiarimenti alla giunta comunale e alla Provincia, che non rispondono. Dopo un tentativo vano di coinvolgere la Consulta delle Associazioni Massafresi, i due decidono di convocare direttamente i referenti delle associazioni (culturali, di tutela dei consumatori, ambientaliste, sportive, di tutela socio-sanitaria e giuridica) nella sede della Bottega, che, come gli attivisti stessi la definiscono \u00e8 \u201cun luogo simbolo di promozione di pace, giustizia e salvaguardia del creato\u201d. Si decide, con le poche associazioni che aderiscono, di attivare una petizione popolare da presentare in consiglio comunale, inserita nell\u2019o.d.g. (ordine del giorno, ndr) dal consigliere di SEL Maurizio Baccaro &#8211; sensibile al problema inceneritore -. \u201cCon il supporto delle 250 firme raccolte da noi, la mozione presentata da Maurizio  ottenne infine un solo voto a favore. Il  resto furono astenuti\u201d, racconta Savino. Per assurdo, con nessun voto contrario, la mozione veniva approvata. Ma l\u2019amministrazione, con giustificazioni burocratiche varie, continu\u00f2 con il progetto di raddoppio. \u201cQuesto ci fece mobilitare\u201d, continua, \u201ce buttata dentro anche Lucia \u2013 la progettista -, iniziammo a ritrovarci nella Bottega del Mondo a studiare le carte\u201d, cercando scappatoie legali e burocratiche. L&#8217;impianto accresce evidentemente le criticit\u00e0 ambientali di una terra definita, gi\u00e0 nel 1998, ad alto rischio ambientale e confinante con il SIN (Sito di Interesse Nazionale) che comprende l\u2019ILVA di Taranto .<br \/>\nLucia, che crede nel concetto di \u201c<strong>far rete<\/strong>\u201d come valore e strumento primario di quella che sar\u00e0 poi diventata una <strong>battaglia dal basso<\/strong>, si occupa del lato mediatico, cercando di ampliare il numero delgi aderenti al comitato. A poco a poco entrano Luigi, ingegnere industriale che \u2013 come lui stesso dice \u2013 \u201cdi inquinamento ne sa pi\u00f9 che qualcosa\u201d; Stefano, medico pneumologo che ha sentito il dovere di fare qualcosa come responsabilit\u00e0 anche legata al suo impegno professionale; Mariagrazia e Tonia, che insieme si occupavano gi\u00e0 di un&#8217;associazione relativa al sociale e alla tossicodipendenza; Giovanna che, dichiaratasi contro il raddoppio e richiedendo un&#8217;azione immediata su questo fronte al partito in cui militava, ha trovato maggior supporto alle sue idee nel comitato No Raddoppio che non nel PD; Rosanna, studente di teologia, che ritrovatasi a dover convivere con un impianto gi\u00e0 costruito ha deciso di impegnarsi perch\u00e8 questo non venisse pure raddoppiato; Mara e Angelo, una giovane coppia che saputo cosa stava accadendo, hanno deciso di supportare l&#8217;azione del comitato.<br \/>\nAppare dall\u2019esterno un dato evidente: la reticenza di molti cittadini ed enti nel contribuire a viso aperto alle azioni del comitato pu\u00f2 trovare ragione nel particolare contesto socio-politico ed economico, influenzato evidentemente dagli attori imprenditoriali oggetto della vicenda.<br \/>\nForse questo \u00e8 stato uno dei motivi che ha portato il comitato per il No Raddoppio dell&#8217;inceneritore a trovarsi come \u201ccarbonari\u201d, come dicono gli attivisti stessi ridendo, \u201cforse solo le torte di Tonia ci facevano sentire meno tali!\u201d, sorride Mariagrazia. Una delle spinte che ha portato molti di loro ad aderire nonostante il contesto, pare sia stata quella di dimostrare che la propria terra non \u00e8 \u201cpersa\u201d, ne ulteriormente sacrificabile. Come molto espressamente Luigi riassume, \u201cnon ci devono considerare come persone non interessate al proprio territorio, che non hanno cura di esso, ne sensibilit\u00e0 per la propria vita e salute\u201d.<br \/>\nSebbene molti degli attivisti abbiano un background nelle associazioni, l&#8217;organizzazione del comitato \u00e8 totalmente trasversale. \u201c\u00c8 l&#8217;ideale\u201d, dice Rosanna, \u201cperch\u00e8 ognuno pu\u00f2 esprimere il proprio pensiero e insieme decidiamo poi cosa \u00e8 meglio fare, le azioni da proporre ai cittadini e gli obiettivi da seguire\u201d.<br \/>\n<div id=\"attachment_1528\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/MANIFESTAZIONE.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1528\" src=\"https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/MANIFESTAZIONE-300x225.jpg\" alt=\"Manifestazione in centro con Rossano Ercolini - Massafra, marzo 2014\" width=\"300\" height=\"225\" class=\"size-medium wp-image-1528\" srcset=\"https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/MANIFESTAZIONE-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/MANIFESTAZIONE-1024x768.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-1528\" class=\"wp-caption-text\">Manifestazione in centro con Rossano Ercolini &#8211; Massafra, marzo 2014<\/p><\/div><br \/>\nCome \u00e8 successo anche altrove, la comunit\u00e0 di Massafra si \u00e8 ritrovata il progetto del raddoppio pronto per essere attuato. Vista la quasi completa mancanza di informazione dell&#8217;amministrazione alla cittadinanza, gli attivisti di No Raddoppio hanno in primo luogo cercato di sopperire a questa mancanza. Luigi racconta che la prima azione promossa a seguito della sua adesione al comitato \u00e8 stata quella di pubblicare con cadenza giornaliera informazioni relative agli effetti nocivi delle emissioni degli inceneritori tramite il gruppo Facebook del comitato, \u201cal quale partecipano tutti i cittadini in maniera aperta e spontanea\u201d, sottolineano gli attivisti.<br \/>\nSuccessivamente, il comitato ader\u00ec alla campagna di raccolta firme per la Legge di Iniziativa Popolare Rifiuti Zero. Come racconta Tonia \u201cabbiamo pure iniziato un giorno prima della data prefissata dal coordinamento nazionale della Campagna (14 aprile 2013, ndr). Avevamo infatti organizzato una manifestazione importante alla quale avrebbero partecipato molte persone. E i rappresentanti regionali per la Campagna di raccolta firme ci diedero il consenso\u201d.<br \/>\nIl comitato, se in un primo momento si era focalizzato sul  \u201cNo Raddoppio\u201d, decise di andare oltre questo primo passo, concentrandosi sui temi relativi alla \u201c<strong>Corretta gestione dei rifiuti<\/strong>\u201d. \u201cDopo aver consolidato questa presa di coscienza di opposizione a un progetto industriale inutile e dannoso\u201d, spiega Mariagrazia, \u201cci siamo resi conto che eravamo maturi per scelte pi\u00f9 propositive\u201d. Come dir\u00e0 poi Lucia, capirono che il modo migliore di combattere era <strong>proporre un&#8217;alternativa<\/strong>. \u201cEcco qui la &#8216;gestione corretta dei rifiuti&#8217;\u201d, conclude Tonia, \u201cche poi ci ha portato ad adottare Rifiuti Zero come strategia finale risolutiva\u201d.<br \/>\nNel 2006, Massafra ebbe una prima occasione di cambiare rotta nella gestione dei rifiuti: grazie al comitato \u201cPi\u00f9 Riciclo meno Tasse\u201d, Paul Connett venne invitato a presentare la strategia Rifiuti Zero, \u201ctra l\u2019entusiasmo di pochi e lo scetticismo di molti! E l&#8217;amministrazione rimase indifferente\u201d, ricordano gli attivisti. Giovanna racconta di come il comitato No Raddoppio abbia poi riproposto alla cittadinanza la strategia \u201cgrazie alle energie e volont\u00e0 di trovare nuove vie e contatti che ci aiutassero a rivitalizzare la lotta, trovammo il numero del Centro di Ricerca Rifiuti Zero di Capannori\u201d. Cos\u00ec, mentre Lucia scriveva a Rossano Ercolini via Facebook, Mariagrazia chiamava il Centro durante la pausa da lavoro. Da l\u00ec inizi\u00f2 una collaborazione, che ha portato sia Ercolini che (di nuovo) Paul Connett \u2013 e porter\u00e0 Enzo Favoino a gennaio prossimo \u2013 a Massafra, a parlare alla cittadinanza, alle scuole e all&#8217;amministrazione. Questo ha potuto dare un nome all&#8217;alternativa che il comitato voleva portare avanti, nonch\u00e9 gli strumenti teorici per poterla approfondire e spiegare alla popolazione, in un&#8217;azione di empowerment culturale e sociale.<br \/>\n\u201cAbbiamo iniziato a partecipare come auditori a tutte le conferenze dei servizi\u201d, dice Mariagrazia, \u201csoprattutto grazie a Lucia, Giovanni e Savino che si sono resi disponibili in questa impresa, mentre l&#8217;intero gruppo si studiava le carte. \u00c8 cos\u00ec che abbiamo capito dove e in che modo agire: entrando con i piedi nel meccanismo amministrativo e burocratico, riuscendo a &#8216;combatterli&#8217; ad armi pari\u201d. Nonostante il difficile contesto socio-politico, una \u201cserie di sfortunati eventi\u201d hanno per\u00f2 contribuito a cambiare le sorti di quella che pareva a molti una battaglia persa in partenza. Il Caso Ilva ha attirato molta attenzione \u2013 anche a livello nazionale \u2013 sul concetto di salute-inquinamento, mentre il cambio dell&#8217;assessore provinciale all&#8217;ambiente, unito ad un interessamento politico da parte di alcuni consiglieri comunali alla causa del comitato, ha fatto si che il progetto del raddoppio dell&#8217;inceneritore di Massafra divenisse un caso di lotta.<br \/>\n<div id=\"attachment_1524\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/MASSAFRA.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1524\" src=\"https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/MASSAFRA-300x211.jpg\" alt=\"La citt\u00e0 di Massafra sorge su un&#039;altura costellata di grotte e insenature antichissime e di valore archeologico, chiamate &quot;gravine&quot;\" width=\"300\" height=\"211\" class=\"size-medium wp-image-1524\" srcset=\"https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/MASSAFRA-300x211.jpg 300w, https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/MASSAFRA.jpg 621w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-1524\" class=\"wp-caption-text\">La citt\u00e0 di Massafra sorge su un&#8217;altura costellata di grotte e insenature antichissime e di valore archeologico, chiamate &#8220;gravine&#8221;<\/p><\/div><br \/>\nCome sottolineano gli attivisti, \u201cse la vittoria verr\u00e0, non sar\u00e0 per le ragioni che speravamo\u201d. L&#8217;inceneritore sorge nel <a href=\"http:\/\/parcodellegravine.provincia.ta.it\/\" target=\"_blank\">Parco delle Gravine<\/a>, area tutelata: il raddoppio \u00e8 bloccato al Consiglio di Stato per motivi legati alla interpretazione delle norme sulla  tutela del paesaggio infatti, e non della salute &#8211; come potrebbe apparire pi\u00f9 logico -.<br \/>\n<em>L&#8217;expertise<\/em><br \/>\nPer tutto il periodo di attivit\u00e0 il comitato ha messo in campo risorse volontarie e conoscenze individuali specifiche, che sono diventate patrimonio comune del comitato.<br \/>\nQuindi, se da una parte c&#8217;\u00e8 la creazione di un certo tipo di <strong>expertise nata sul campo<\/strong>, dall&#8217;altra c&#8217;\u00e8 il persistere e un continuo <strong>approfondimento di un&#8217;expertise professionale<\/strong>, messa per\u00f2 in gioco nell&#8217;attivismo della lotta: \u201cnel comitato non c&#8217;\u00e8 bisogno di un portavoce\u201d, mi spiegano Mara e Angelo, \u201cperch\u00e8 dipendentemente dal contesto e dal bisogno c&#8217;\u00e8 chi ha pi\u00f9 competenza nel parlare a nome di tutti noi\u201d. Come anche Giovanna sottolinea \u201cabbiamo trovato all&#8217;interno del comitato delle competenze che hanno illuminato gli altri. Non siamo un gruppo di gente &#8216;comune&#8217;, nel senso che abbiamo delle professionalit\u00e0 &#8216;importanti&#8217;. Cio\u00e8: se lo dice il medico&#8230;se lo dice il chimico&#8230;se lo dice l&#8217;ingegnere, la gente ascolta pi\u00f9 facilmente\u201d. Come gi\u00e0 riscontrato in altre comunit\u00e0, l&#8217;avere all&#8217;interno del gruppo attivisti con professioni che sono di riferimento per la societ\u00e0 pu\u00f2 risultare utile, oltre che per gli strumenti teorici messi a disposizione, anche per sensibilizzare il resto della cittadinanza. In questo, uno degli interventi chiave pare sia quello di Stefano. \u201cCome medico ho sentito la responsabilit\u00e0 di fare qualcosa di concreto.\u201d, dice \u201cParlare e chiarire scientificamente cosa le diossine siano e comportino \u00e8 il mio modo di contribuire\u201d.<br \/>\nCome gi\u00e0 accennato, dopo aver affrontato a lungo le questioni strettamente tecniche e legali legate al raddoppio dell\u2019inceneritore, il comitato ha inteso aprirsi a nuove prospettive propositive, nell\u2019ottica di favorire il ripensamento del modus vivendi attuale nel territorio. \u201cL&#8217;aver adottato Rifiuti Zero come ulteriore impegno \u00e8 quella che si pu\u00f2 definire la giusta evoluzione del No Raddoppio dell&#8217;inceneritore, ma anche il punto di partenza per quel che riguarda &#8216;la corretta gestione dei rifiuti&#8217;\u201d, dice Mariagrazia. Il comitato si \u00e8 cos\u00ec impegnato su un progetto a lungo termine in direzione Rifiuti Zero. In termini di expertise, questo significa continuare ad approfondire i <em>know how<\/em> professionali e le conoscenze maturate sul campo durante la lotta, stavolta nella proposizione di un progetto che vedr\u00e0 il territorio massafrese protagonista di attivit\u00e0 basate sulle buone pratiche e i 10 Passi. Facendo parte del network Rifiuti Zero, le expertise di Massafra, unite all&#8217;esperienza contestuale che creano, potranno contribuire alla promozione della cos\u00ec definita <strong>conoscenza condivisa<\/strong> nel panorama Rifiuti Zero.<br \/>\n<div id=\"attachment_1527\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/BARLETTA.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1527\" src=\"https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/BARLETTA-300x232.jpg\" alt=\"Alcuni membri del comitato al Primo Convegno Internazionale contro l&#039;inceneimento dei rifiuti nei cementifici - Barletta, novembre 2014\" width=\"300\" height=\"232\" class=\"size-medium wp-image-1527\" srcset=\"https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/BARLETTA-300x232.jpg 300w, https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/BARLETTA-1024x793.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-1527\" class=\"wp-caption-text\">Alcuni membri del comitato al Primo Convegno Internazionale contro l&#8217;inceneimento dei rifiuti nei cementifici &#8211; Barletta, novembre 2014<\/p><\/div><br \/>\n<strong>La situazione attuale<\/strong><br \/>\nSebbene l&#8217;adesione alla strategia Rifiuti Zero \u00e8 per il momento ancora da formalizzare, Massafra, grazie alla collaborazione tra alcuni esponenti dell&#8217;amministrazione comunale e il comitato, sta attuando alcuni degli step base della strategia, nel tentativo di affamare l&#8217;inceneritore ancora esistente, \u201canche se non sar\u00e0 facile\u201d, dice Tonia, \u201cvisto che brucia i rifiuti di tutta la regione Puglia e ci sono testimoni oculari che hanno visto camion scaricare rifiuti probabilmente provenienti da tutta Italia\u201d. A luglio \u00e8 partita la <strong>differenziata porta a porta<\/strong>, basata su 5 flussi di rifiuti. Nonostante i notevoli miglioramenti (a novembre si \u00e8 arrivati al 68% di raccolta differenziata), si sono verificati dei problemi con l&#8217;azienda appaltatrice Avvenire, poich\u00e9 sprovvista di mezzi e personale in numero adeguati per poter coprire tutte le zone del comune secondo il calendario (a cui si sta cercando rimedio tramite una riformulazione del calendario e nell&#8217;aumento dei mezzi aziendali grazie alla Regione). Questo, unito alla fisiologica resistenza di alcuni cittadini nel cambiare abitudini, ha contribuito alla creazione di alcune discariche abusive in campagna, alcune delle quali \u201cfinte\u201d: a quanto dicono gli attivisti, che sospettano un certo interesse politico nel boicottare il progetto della differenziata, alcuni assembramenti di sacchi neri sono risultati essere pieni semplicemente di giornali e cartastraccia. Ad ogni modo, in generale la popolazione gi\u00e0 parzialmente educata sull&#8217;importanza del differenziare collabora, tanto che il conferimento in discarica da parte del comune si \u00e8 dimezzato.<br \/>\nL\u2019assessore alla gestione dei RSU si \u00e8 impegnato nell\u2019incontro pubblico che si \u00e8 tenuto a Massafra con Rossano Ercolini, a perfezionare, nel giro di un paio di mesi, la modalit\u00e0 del compostaggio domestico, grazie anche al supporto di alcuni attivisti del comitato. L&#8217;approvazione del Regolamento sul compostaggio domestico, porter\u00e0 un duplice vantaggio: da una parte l\u2019amministrazione otterr\u00e0 una consistente riduzione delle spese sostenute per il conferimento alla stazione di trattamento, dall&#8217;altro il cittadino potr\u00e0 aver ridotta la TARI. Partir\u00e0 cos\u00ec il progetto pilota \u201c<strong>Compostaggio domestico<\/strong>\u201d, promosso in una zona periferica di Massafra (Parco Guerra, l&#8217;area pi\u00f9 vicina all&#8217;inceneritore) e che vedr\u00e0 coinvolte circa 500 famiglie con gi\u00e0 disponibilit\u00e0 di orti e giardini adatti per il progetto. Il Comitato Parco di Guerra insieme agli attivisti di No Raddoppio promuoveranno azioni di informazione\/formazione ai protagonisti dell&#8217;impresa.<br \/>\nIn questo senso, il comitato e l&#8217;assessore all&#8217;ambiente stanno cercando di muoversi verso l&#8217;applicazione della Tariffazione Puntuale relativa al rifiuto residuo, visti gli ingenti aumenti portati dalla TARI. Fra le sette nuove isole ecologiche progettate, in una sar\u00e0 messo a disposizione il servizio di pesatura dei rifiuti differenziati per cittadini, ai quali sar\u00e0 poi rilasciato un buono spendibile negli esercizi commerciali convenzionati. Gli attivisti sostengono che se le linee di tendenza della raccolta differenziata saranno confermate, il Comune potr\u00e0 arrivare a risparmiare 250.000 euro, che saranno poi reinvestiti in servizi per la cittadinanza. Proprio in virt\u00f9 di un monitoraggio su questi servizi, sar\u00e0 poi costituito l\u2019 Osservatorio sui rifiuti, inteso come strumento di verifica, di controllo e di stimolo.<br \/>\nMa le azioni amministrative da sole non bastano: sebbene la popolazione sia in maggioranza partecipe ai cambiamenti proposti, vi sono ancora certi scogli dovuti al difficile contesto. L&#8217;imprenditoria dell&#8217;inceneritore, anche grazie allo Sblocca Italia, sembra che continuer\u00e0 ad avere influenza economica da spendere sul territorio massafrese. \u201cLa nostra \u00e8 una <strong>battaglia culturale<\/strong>\u201d, dice Luigi, \u201cnon si \u00e8 mai trattato solo di cambiare mentalit\u00e0 sui rifiuti e l&#8217;inceneritore, ma soprattutto di rompere un certo sistema socio-economico. Tramite la lotta all&#8217;inceneritore siamo contro un intero sistema: sensibilizzare e far partecipe la popolazione \u00e8 un&#8217;importante componente in questa battaglia\u201d. <\/p>\n<p>Concludendo, gli attivisti di No Raddoppio sono riusciti ad incanalare le proprie energie in un NO forte ma non chiuso, usando quella determinatezza per andare a comprendere e vincere, giocando le regole dell&#8217;apparato amministrativo. Questo, senza mai perdere per\u00f2 i contatti con l&#8217;attivismo <em>grassroot<\/em>, in un iter di lotta basato sulla condivisione di expertise professionali incanalate in un&#8217;azione di <em>agency<\/em> animata da una <strong>forte passione civile<\/strong>. L&#8217;impegno di adesso \u00e8 quello di spegnere l&#8217;impianto, riformulando parte dell&#8217;economia massafrese in attivit\u00e0 volte alla valorizzazione delle risorse locali. Tuttavia, come tutte le comunit\u00e0 in lotta contro un impianto, la legge Sblocca Italia ha aggravato le difficolt\u00e0 di agire in questi contesti: le comunit\u00e0 locali da sole hanno adesso meno potere. Che sia il momento di spostare la lotta su un <strong>piano translocale<\/strong>, creando uno sforzo unitario di ogni localit\u00e0 verso un obiettivo comune \u2013 che non sar\u00e0 pi\u00f9 un singolo inceneritore, ma un sistema amministrativo nazionale -, coordinato dagli strumenti e al network Rifiuti Zero? <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con questo articolo intendo segnare un passaggio di soggetto: se sin ora abbiamo parlato di comitati in lotta, l&#8217;esperienza del comitato di Massafra ci conduce da una lotta ad una presa di conoscenza e volont\u00e0 per una corretta gestione dei rifiuti, di cui le comunit\u00e0 della prossima sezione saranno protagoniste. 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