{"id":2860,"date":"2021-02-26T21:22:33","date_gmt":"2021-02-26T20:22:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/?p=2860"},"modified":"2021-02-26T21:23:49","modified_gmt":"2021-02-26T20:23:49","slug":"lettera-aperta-a-comieco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/lettera-aperta-a-comieco\/","title":{"rendered":"Lettera aperta a Comieco"},"content":{"rendered":"<div dir=\"ltr\" data-setdir=\"false\">\n<p>Occorre cambiare i criteri di riciclabilit\u00e0 dei materiali a prevalenza cellulosica: stanno quasi tutti diventando poliaccoppiati che nel riciclo producono scarti di pulper<\/p>\n<div>Si chiama ATICELCA 501 (da Associazione Tecnica IItaliana Cellulosa E Carta) approvato nel 2019 e rappresenta la modalit\u00e0 per valutare i livelli di riciclabilit\u00e0 degli imballaggi a prevalenza in carta. Esso prevede classificazioni definite A+ quando l&#8217;imballaggio non produce pi\u00f9 di 1,5% di impurit\u00e0 nel riciclo, A quando produce fino al 10% di impurit\u00e0, B, quando produce fino al 20% di impurit\u00e0, C, quando produce fino al 40% di impurit\u00e0. In pratica, a parte la prima classificazione tutte le altre ci pongono di fronte a dei &#8220;polimateriali&#8221; o a degli &#8220;accoppiati&#8221; soprattutto con plastiche. Cosa succede? Quando questi materiali vanno differenziati con la carta, nelle operazioni di riciclo, i maceri derivanti producono uno scarto plastico che va a formare lo scarto di pulper che nell&#8217;area\u00a0 della piana di Lucca (tra Capannori e Lucca)\u00a0 che assorbe circa il 40% di tutti i maceri italiani, produce circa 100.000 tonnellate di questo scarto.<\/div>\n<div>OCCORRE MODIFICARE QUESTI CRITERI, in quanto essi appaiono troppo permissivi a produrre imballaggi che quasi fino a met\u00e0 della loro composizione producono scarti plastici per i quali l&#8217;industria cartaria (incredibilmente responsabile per aver approvato i criteri di cui sopra) invoca gli inceneritori.CHE SIA IL COMIECO A FARSI CARICO DI QUESTA REVISIONE per evitare che l&#8217;attuale passaggio da parte di molte imprese dall&#8217;utilizzo di imballaggi plastici ad imballaggi a prevalenza cellulosica non significhe passare di nuovo da plastica a&#8230;plastica! SI ABOLISCA almeno la &#8220;fascia C&#8221; (vedi imballaggi del tipo biscotti Balocco) di fatto praticamente in plastica ma che pu\u00f2 essere conferito nella raccolta differenziata della carta. Ma anche molti imballaggi cellulosici che il Centro Ricerca RZ di Capannori sta studiando in particolare per quanto riguarda gli imballaggi per frutta appaiono del tutto fuorvianti in quanto mentre all&#8217;esterno risultano in cartoncino all&#8217;interno sono rivestite in polietilene (PE) provocando almeno il 20% del peso in scarto. Passare dagli imballaggi in plastica ad imballaggi in carta&#8230;plastificata E&#8217; INACCETTABILE!<\/div>\n<div>Mentre tutto questo avviene, che dire poi di imballaggi misti carta e plastica come quelli adoperati da Pasta Rummo, Tortellini Rana, Emiliane Barilla ed addirittura da marche del biologico come Alce Nero che devono essere conferiti nell&#8217;indifferenziato? Dov&#8217;\u00e8 la Responsabilit\u00e0 Estesa del Produttore? Non \u00e8 pi\u00f9 accettabile questa &#8220;esternalizzazione&#8221; dei costi ambientali! Nonostante l&#8217;evidente iniquit\u00e0 di questo i Governi che si succedono si occupano d&#8217;altro, salvo parlare&#8230;di &#8220;sostenibilit\u00e0&#8221;. BASTA RETORICA E FALSITA&#8217;! Occorre una svolta vera. Poich\u00e8 ormai i cittadini italiani hanno imparato la raccolta differenziata, anche le aziende devono fare la loro parte. Presto il Centro Ricerca RZ di Capannori e Zero waste Italy intraprenderanno iniziative clamorose come rispedire al mittente questi imballaggi. A meno che non si apra un tavolo vero.<\/div>\n<div>Rossano Ercolini 3206352017<\/div>\n<div><\/div>\n<div><a href=\"https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/erc1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2861\" src=\"https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/erc1-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/erc1-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/erc1-768x1024.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/ercole2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2862\" src=\"https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/ercole2-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/ercole2-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.rifiutizerocapannori.it\/rifiutizero\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/ercole2-768x1024.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a><\/div>\n<\/div>\n<div>\n<div>\n<div>\n<div class=\"ydp4b580ab7yiv6198955600gmail_quote\">\n<div dir=\"ltr\">\n<div>Alleghiamo 2 esempi:<\/div>\n<div>Nel primo caso imballaggi cellulosici classificati B e C che comportano tra il 20% e il 40% di scarto che finisce nel Pulper Waste.<\/div>\n<div>Nel secondo alcuni esempi tra i tanti di imballaggio misto senza prevalenza cellulosica destinato all&#8217;indiferenziato.<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div><\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Occorre cambiare i criteri di riciclabilit\u00e0 dei materiali a prevalenza cellulosica: stanno quasi tutti diventando poliaccoppiati che nel riciclo producono scarti di pulper Si chiama ATICELCA 501 (da Associazione Tecnica IItaliana Cellulosa E Carta) approvato nel 2019 e rappresenta la modalit\u00e0 per valutare i livelli di riciclabilit\u00e0 degli imballaggi a prevalenza in carta. 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