RAPPORTO RIFIUTI 2011 ISPRA
RAPPORTO RIFIUTI 2011 (su dati 2009) ISPRA: I RIFIUTI CALANO, CRESCE RD. AL PALO L’INCENERIMENTO.
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Questi i dati salienti dalla pubblicazione ISPRA avvenuta lo scorso 7 luglio.
Essi hanno come riferimento i dati 2009 per certi aspetti già superati dagli incrementi diffusi (soprattutto al sud) di raccolte differenziate porta a porta -pensiamo alle province di Salerno, Napoli, Palermo, Trapani (ma non nel comune capoluogo dove il sindaco fa da tappo alle buone pratiche).
Emerge chiaro il trend di DECRESCITA di circa 1, 3 rispetto ai dati 2007 (sono due anni che i rifiuti calano) e di 1,1 rispetto al 2008. La quantità assoluta si attesta su 32.1 tonnellate con un decremento di circa 500.000 tonnellate (come se due province della taglia simile a Lucca e Parma avessero azzerato i loro rifiuti). La produzione pro-capite si attesta sulle 532 kg sotto di 18 kg rispetto al 2006 quando la produzione pro-capite aveva raggiunto il culmine di 550 (gli italiani producono circa 273 kg a testa in meno dei danesi dove si incenerisce il 60% dei rifiuti!).
L’Emilia Romagna è la regione a più alta produzione con 666 scalzando in questo triste primato la Toscana che va giù di ben 23kg (663 contro i 686) rispetto al 2008. La Basilicata produce appena 382 kg pro.capite.
Buone le prestazioni del Friuli Venezia Giulia con 479 kg e del Veneto con 483.
Per quanto riguarda la RD essa cresce di ben 3 punti percentuali (33,6% rispetto al 30,6 del 2008 producendo circa 1 milione di tonnellate in più sottratte a smaltimento) e la parte del leone viene dal sud dove i materiali raccolti in RD sale del 29,4% alla faccia di chi dice che il sud non sarebbe pronto per la raccolta differenziata. A Napoli sale in un anno del 10% . In Campania si passa dal 19,9 del 2008 al 29,3 del 2009 (e non sono ancora contabilizzati gli incrementi ottenuti in province come Salerno dove il comune capoluogo ha fatto registrare oltre il 70% di RD nel 2010). Ma già nel 2009 province come AVELLINO E SALERNO raggiungono il 48% di RD ben nettamente sopra la media nazionale. Altre ottime notizie arrivano dalla Sardegna che in appena 5 anni è passata dal 9% al 42,5% con un balzo del 33% (con una provincia come MEDIO CAMPIDANO che “tocca” il 60,6% e con altre che superano abbondantemente il 50%.
Tra le province ben 26 superano il 50% di RD e 46 superano il 40% .
Il TOP della classifica vede TREVISO IN TESTA (846.000 abitanti) con il 69,2% (con una produzione pro-capite molto bassa di 379 kg) seguito da ROVIGO (66,6%), NOVARA (63,2%), VICENZA (62,3 %), TRENTO (60,6% ) MEDIO CAMPIDANO (60,6%). A livello regionale è il nord a fare ancora da battistrada (con un’ottima performance del FVG che arriva al 49,9% con un + 19,5% in cinque anni) e con il Trentino Alto Adige (ma qui i rifiuti anche se di poco crescono) e il Veneto (dove invece i rifiuti continuano a decrescere) che arrivano a percentuali (rispettivamente) del 57,8 e del 57,5.
Buona la situazione di Torino dove in provincia si sfiora il 50% (49,9%) ed in tutto il Piemonte dove la RD continua a crescere (salendo di un un 1,4% attestandosi al 48,8%) e dove l’incenerimento supera di poco il 2%.
Pessima la situazione della LIGURIA dove le RD non decollano (arrivando ad uno scialbo 24,4%) in stridente contrasto con tutto il nord dove invece la RD continua crescere (Lombardia inclusa).
L’incenerimento degli RSU sostanzialmente (e nonostante calcoli resi difficoltosi dal convergere degli impianti considerati anche di altri flussi) rimane al palo . E’ vero che il suo contributo allo smaltimento sale di 1 punto percentuale salendo dall’11% al 12% (per effetto dell’attivazione del megainceneritore di ACERRA e i raddoppi degli impianti esistenti avvenuti in Emilia Romagna) ma non progredisce nel numero di impianti che rimangono stoppati a 49. Anzi, se consideriamo che nel frattempo gli impianti in Toscana sono sotto di 2 rispetto agli 8 del 2008 (Pietrasanta sottosequestro e Castelnuovo Garfagnana chiuso, ma anche quello della Rufina è al momento chiuso) e che l’inceneritore di Messina è stato chiuso il numero degli inceneritori al 2011 scende a 45-46 rispetto ai 50 del 2005. Fu proprio nel 2005 che gli industriali del settore “proclamarono” la realizzazione di almeno 50 inceneritori oltre ai già esistenti (mentre dal 2003 il Ministro Matteoli dichiarava che al 2010 si sarebbe trattato negli inceneritori ben il 30% dei rifiuti italiani). IL DATO CHE APPARE NEI NUMERI E’ CHE L’OFFENSIVA TRUFFALDINA DELLA “TERMOVALORIZZAZIONE” E’ STATA STOPPATA ( e sostanzialmente è passata solo in Lombardia dove si brucia oltre la metà dei rifiuti bruciata in tutta Italia e cioè oltre il 41% dei rifiuti di questa regione). Certo i movimenti e prima di tutto la NASCITA DELLA RETE NAZIONALE RIFIUTI ZERO (nata proprio nel dicembre 2004) hanno pesato. Cosi’ come ha pesato il diffondersi delle buone pratiche di RD e di riduzione anch’esse grandemente sospinte dalla Rete Italiana RZ.
In sintesi, si può affermare, che certo su questo processo positivo incide la “crisi dei consumi” legata alla crisi economica. Ma la crescita delle RD soprattutto in aree dove FORTE E’ STATA LA BATTAGLIA CONTRO GLI INCENERITORI come nel sud conferma LA FORZA DEL MOVIMENTO RIFIUTI ZERO ITALIANO che ha messo a segno importanti e perduranti successi confermati per esempio dal crescente numero di Comuni aderenti alla strategia rifiuti zero /attualmente 41 ma in continua crescita) . Certo rimane ancora molto da fare. In discarica ancora vi va circa il 40% ma si conferma che se si vuol davvero abbattere il quantitativo dei rifiuti che va in questa direzione la via più immediata ed ambientalmente auspicabile non è l’incenerimento che comunque necessita di siti di discarica MA E’ QUELLA DELLE BUONE PRATICHE DI RIDUZIONE E DI RD. Inoltre, occorre dire che la RD pur in buona crescita è ben sotto quel 65% da raggiungere secondo normativa entro il 2012.
CONCLUDENDO,SE QUESTO, TRACCIATO DAL RAPPORTO ISPRA (che comunque cerca di promuovere l’incenerimento affermando che esso non si porrebbe in contrasto con la RD ma è contraddetto in questo dal dato di BRESCIA dove la RD è al 40% diminuita di ben il 2% nel 2009), E’ UN BUON PUNTO DI ARRIVO, PER TUTTI NOI DEVE RAPPRESENTARE ANCHE UN PUNTO DI PARTENZA PER RAGGIUNGERE TRAGUARDI IN GRADO DI FAR SALIRE LE NOSTRE COMUNITA’ SUL “TRENO” CHE PORTA NEL FUTURO.
Commento di Rossano Ercolini
Rete Italiana rifiuti Zero
Zero Waste Italia
Centro Ricerca Rifiuti Zero del Comune di Capannori






