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Tavolo tecnico sciolto nel silenzio

Tavolo tecnico sciolto nel silenzio

Ecco il comunicato stampa che lanciò il tavolo

Con la presente per denunciare lo scioglimento nel più totale silenzio da parte del presidente di RetiAmbiente Daniele Fortini del Tavolo tecnico costituito il 18 dicembre 2023 a Massarosa per iniziativa di RetiAmbiente e di Zero Waste Italy. lo scopo dichiarato del tavolo (agli atti) era di valutare tutte le possibilità tecnologiche di recupero di materia dai RUR (Rifiuti urbani indifferenziati); di attuare tutte le modalità tecniche di rilancio dell’impianto di Trattamento meccanico biologico (TMB) di Massarosa (LU);
di individuare tutte le possibili iniziative per censire il RUR in ingresso all’impianto per ridurne a monte l’impatto e la quantità.
Questo Tavolo lanciato in “pompa magna” alla presenza della sindaca di Massarosa si è riunito (gratuitamente) per più di 2 anni svolgendo anche due visite ad impianti “a freddo” (alle Cortine in provincia di Siena e ad Este presso l’impianto di trattamento del solo sopravaglio SESA in provincia di Padova oltre a quella presso l’impianto di Pioppogato). Del tavolo tecnico mai ufficialmente “decaduto” fanno parte ing. Paolo Ghezzi, coordinatore programmazione industriale di RetiAmbiente (e aggiungiamo noi, tra i progettisti dell’ossicombustore di Peccioli),ing Walter Bresciani Gatti, direttore generale ERSU (e segretario del Tavolo), Raffaele Alessandrini direttore generale AAMPS spa Livorno, Avvocato Nadia Ramazzini esperta di economia Circolare della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Enzo Favoino, coordinatore scientifico di Zero Waste Europe, Emanuele Anzillotti, geologo e il sottoscritto Rossano Ercolini.
Nonostante ripetute sollecitazioni nei confronti del segretario per sollecitare una nuova riunione del Tavolo che si è sempre riunito con pieno spirito di collaborazione la risposta è stata che si “dovevano attendere ordini dall’alto” (leggi, Fortini). Evidentemente, in modo del tutto scorretto il Tavolo è stato ritenuto dopo oltre due anni sciolto ma senza darne né la motivazione, né comunicazione formale. Eppure dagli incontri e dalle visite era emerso un interesse tecnico pressoché unanime verso sistemi a freddo di trattamento soprattutto del “sopravaglio” (carta, plastiche, legno, tessuti ecc) contenuti nel RUR in grado di sottrarre flussi importanti di materiali dallo smaltimento finale. In particolare dall’ultima visita svolta all’impianto SESA di Este seppur a fronte di appena tre lettori ottici nemmeno di ultima generazione era emersa una concreta sottrazione dallo smaltimento di RUR dal sopravaglio di circa il 30% del flusso in ingresso (20% in termini di diretto recupero dei materiali come plastiche, carte e cartoni, metalli ecc.) e 10% in termini di “perdite di massa” per perdite soprattutto di acqua e umidità. Ciò ben oltre quel 12% invalicabile dichiarato in numerose conferenze stampa da Fortini. Strano, poi, la “dimissione” non dichiarata alla vigilia di una possibile visita in Norvegia (o in Germania) ad un impianto TOMRA che seleziona il rifiuto indifferenziato attraverso un sistema combinato di lettori ottici e di “intelligenza artificiale” (Deep Learning system).
Ora che si prospetta la probabile approvazione dell’ossicombustore di Peccioli fortemente perorata da Fortini (con l’evidente “conflitto di interesse” che coinvolge l’ing. Paolo Ghezzi) viene fatto “saltare il tavolo” senza avere il coraggio di dirlo. E’ indecente!
E non si dica che è mancata la disponibilità al confronto di Rifiuti Zero! Non è accettabile un falso confronto basato su “un pensiero unico”.
Se vi fosse ancora un minimo di ritegno si convochi il tavolo prima della conferenza dei servizi affinché questa possa valutare una eventuale “opzione zero” rappresentata dalle alternative “a freddo”. Ovviamente, parleremo di questa inqualificabile vicenda anche nell’incontro del 7 aprile dei comuni e delle comunitàRZ dell’ATO costa prevista nella mattinata presso il comune di Calcinaia (PI).
Rossano Ercolini