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Fuori dai prodotti non riciclabili della doppia sporca dozzina si può: ora la vetrina dei prodotti Rifiuti Zero è piena di eccitanti novità.

Ben 16 aziende sabato 15 maggio hanno esposto prodotti innovativi e digeribili dalla natura. Solo il mondo dei decisori politici non se ne accorge, ma il mercato sì.

È stato avvincente entrare nel merito di come sono stati progettati e realizzati oltre 60 prodotti che Zero Waste espone in vetrina, presso il Centro di Ricerca Rifiuti Zero classificandoli come Prodotti Rifiuti Zero. Dalle mascherine lavabili certificate e sicure alle alternative di imballaggio al polistirolo e ad ogni plastica, dai pannolini lavabili, dai pallet di ogni foggia prodotti in plastica seconda vita (anche dallo scarto delle cartiere) ai vasi per ortoflorocoltura, dai prodotti alimentari derivanti dalla canapa ai funghi prodotti con i fondi del caffè, dai teli in cellulosa per la pacciamatura all’acchiappamozziconi di sigarette (anche per bambini), dal geniale gioco delle mini piante da crescere e da accudire (esempio brillante di accurata scelta di materiali, di gusto artistico e di messaggio educativo) alle scarpe riparabili e durevoli e agli oggetti ricreati dal centro di riuso.  

La vetrina allestita in modo permanente presso il Parco Scientifico di Segromigno in Monte a Capannori (LU), dove ha sede il Centro di Ricerca Rifiuti Zero, è aperta al pubblico, nel rispetto delle norme anticovid, e appena possibile verrà aperta anche alle scuole. 

Ringrazio tutti i gruppi manifatturieri e commerciali che sono intervenuti e che co-promuovono questa iniziativa. Si è già passati ai fatti nel perseguire la tanto declamata, (a parole!) Economia Circolare.

Ed ora ci aspettano i prossimi passi:

1– Promuovere insieme ai 16 gruppi imprenditoriali (piccoli e grandi) una sorta di Rete dei Produttori che applicano davvero la Responsabilità Estesa del produttore, al momento anche senza i dovuti incentivi economici che dovrebbero derivare da mirati interventi normativi quali il “Green Procurament” e gli Acquisti Verdi ed una legge che favorisca con sgravi fiscali la riparazione dei prodotti;

2– Coinvolgere in primis i circa 320 comuni italiani (che rappresentano oltre sette milioni di abitanti) nel promuovere, nell’ambito dell’applicazione del Green Procurament) la diffusione commerciale di questi prodotti virtuosi. 

Nel ringraziare ancora i gruppi imprenditoriali coinvolti, si estende il ringraziamento per la partecipazione di Luciano Villani, responsabile nazionale rifiuti di COOP Italia, di Alessio Ciacci, presidente di ASCIT (gestore della raccolta rifiuti dei comuni di Capannori, della piana di Lucca e della Valle del Serchio) che ha confermato l’impegno all’acquisto per l’azienda delle mascherine Eta Beta (prodotte in collaborazione con ZWI e l’Università di Bologna) e di Alberto Bencistà, presidente di Toscana Bio, che si è fatto promotore di un protocollo di collaborazione sugli imballaggi per il bio tra FederBio e Zero Waste Italy.

I Prodotti Rifiuti Zero sono esposti in vetrina anche online nel sito curato da Francesca Ferri con la collaborazione dello staff operativo del Centro Ricerca Rifiuti Zero: Pier Felice Ferri, Laura Lo Presti, Patrizia Lo Sciuto, Alexandra Onorato e Marilina Santini.

Rossano Ercolini, responsabile del Centro Ricerca Rifiuti Zero del Comune di Capannori (LU)

Foto di Alexandra Onorato